Giovedì, 23 Maggio 2019 10:50

Opinioni: Perché aprire oggi un negozio di sigarette elettroniche

Scritto da G. Marangon
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Giulio Marangon ci porta verso un'analisi approfondita del perchè aprire un negozio di sigarette elettroniche oggi.

Il mercato della sigaretta elettronica, per chi non lo sapesse è risultato uno dei più attivi e dinamici degli ultimi 7 anni, con i suoi prodotti sempre più moderni, alla moda, ma soprattutto dediti alla “mission” fondamentale che il settore si è preposto, ovvero quella di far smettere di fumare milioni di persone in tutto il mondo.

Specialmente nel 2016 e 2017 abbiamo visto come la presenza di nuovi punti vendita dedicati sia diventata esponenzialmente sempre più importante, con negozi che hanno aperto in tutte le regioni d’Italia e hanno investito in un settore appunto che ad oggi non ha mai smesso di progredire. Seppur ci siano stati dei momenti difficili infatti, la sigaretta elettronica in un modo o nell’altro ne è uscita sempre vincitrice tanto che oggi (2019) sta proseguendo il cammino sulla “rampa di lancio” che si è costruita in questi anni, una rampa che ha l’obbiettivo di chiarire una volta per tutte la funzione di questo strumento e i potenziali benefici che può portare a chi vuole smettere di fumare.

Con questo crescendo di fiducia e introiti nel settore in molti si sono fatti la seguente domanda: “Perché dovrei aprire un negozio di sigarette elettroniche? Ha davvero senso? E soprattutto è una scelta economica che può portare ad un guadagno sicuro e costante?”.

Partendo dal presupposto che aprire un negozio di sigarette elettroniche vuol dire aprire una vera e propria attività commerciale (quindi con i benefici e i “problemi” ad essa connessi), quest’ultima può rivelarsi sicuramente interessante, soprattutto nel 2019, anno in cui il movimento dello “svapo” sta ricominciando a crescere in maniera importante, tanto da invogliare diverse compagnie del tabacco a dare uno sguardo verso il futuro e ammettere che in quest’ultimo l’e-cig potrebbe prendere il posto definitivamente della sigaretta tradizionale.

Basti pensare a quanto riportato in un recente articolo, all’interno del quale si evince che:

recentemente Altria (lobby del tabacco), ha deciso di investire seriamente su JUUL Labs tramite l'acquisto di una “partecipazione di minoranza” all’interno della società produttrice di sigarette elettronica americana. Nel frattempo anche Philip Morris International continua a sviluppare e promuovere la propria alternativa alle sigarette tradizionali con iQOS ed altri strumenti di riduzione del danno da fumo.

Sino ad oggi manovre del genere da parte di esponenti produttori di sigarette tradizionali non si erano mai viste, tanto meno l’acquisto di una parte delle azioni di un’azienda produttrice di sigarette elettroniche da parte di una grande lobby del tabacco. Questo sicuramente è un “campanello” che ci fa capire quanto il settore si stia evolvendo e soprattutto diffondendo a macchia d’olio.

Parlando invece degli studi a supporto della tesi che la sigaretta elettronica risulti essere “migliore” (e quindi con benefici) rispetto a quella tradizionale, si sono esposti moltissimi professori, studiosi, scienziati e persino politici di tutto il mondo. Riportando uno studio effettuato sulla correlazione tra stress e fumo si evince che:

Uno studio del Dr. Aveyard ha accertato che passare alle sigarette elettroniche non solo migliora i sintomi di stress ma anche i sintomi legati alla salute. In effetti lo studio evidenzia come i sintomi legati allo stress sono collegati al denaro e quindi rendendo e vedendo per i fumatori il passaggio alle sigarette elettroniche meno "costoso" lo sforzo finanziario per la dipendenza risulta essenziale in quanto un vaper spende la metà, ogni mese, di un fumatore tradizionale.

O ancora:

Una recente ricerca ha rilevato che i fumatori che utilizzano dei prodotti per smettere di fumare, come ad esempio la sigaretta elettronica, con al suo interno una dosa elevata di nicotina hanno una maggior probabilità di abbandonare definitivamente le sigarette tradizionali rispetto ai soggetti che usano gli stessi prodotti ma con concentrazioni più basse.

Questo recente studio condotto da ricercatori della “Queen Mary University” di Londra ha evidenziato risultati simili a quelli sopracitati. I ricercatori hanno seguito 50 fumatori in una clinica di dipendenza dal fumo in Argentina durante il loro percorso per smettere di fumare. La peculiarità di questo studio è il fatto che si tratta del primo nel suo campo ad adattare il dosaggio di nicotina in base alle scelte dei fumatori mentre tentavano di smettere, scelta che ha portato dei risultati nei quali si evince che i fumatori possono tollerare dosaggi di nicotina quattro volte superiori a quelli che abitualmente utilizzano.

Inoltre quest’anno, il mese di maggio culminerà con la Giornata mondiale senza tabacco, la quale è sicuramente un’occasione fondamentale per portare sotto la luce dei riflettori uno strumento che nel mondo sta abbattendo il numero dei fumatori e, secondo quanto dimostrato dall’istituto di sanità inglese, riduce del 95 per cento le tossicità derivante dalla combustione del tabacco.

Insomma, oltre che per fini economici l’apertura di un negozio di sigarette elettroniche deve attribuirsi a fini benefici (nei confronti del potenziale cliente), ricordando che non si sta vendendo un prodotto che deve essere all’ultima moda o costoso, ma che sia dedito a far stare meglio delle persone che hanno bisogno di una valida alternativa alla sigaretta tradizionale.

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Ultima modifica il Giovedì, 23 Maggio 2019 10:41