Lunedì, 10 Giugno 2019 12:00

India: Il Dipartimento della Salute indiano attacca duramente il settore della sigaretta elettronica

Scritto da G. Marangon
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Nuovo duro attacco al settore della sigaretta elettronica, questa volta arriva direttamente dal Dipartimento della Salute indiano il quale ha rilasciato un documento contenente una consistente quantità di informazioni errate sulla pericolosità del prodotto.

Dopo aver parlato del divieto totale predisposto nello stato indiano del Rajasthan in un nostro articolo dedicato quest’oggi riportiamo il recente documento rilasciato dall’esponente sopracitato, il quale (teoricamente) dovrebbe pensare alla salute di tutti i cittadini indiani ma purtroppo risulta essere troppo legato (come ha affermato l’Association Vape India) all’ordine del giorno del Governo.

Un dato che però è stato sapientemente omesso dalle dichiarazioni fatte è quello inerente al fatto che ci sono oltre 100 milioni fumatori in India e il 13% delle 720.000 morti premature annuali sono legate proprio al tabacco.

All’interno del documento pubblicato inoltre vengono riportate diverse inesattezze o esagerazioni che di seguito vi andiamo ad elencare:

  • Esiste una vera e propria epidemia di giovani che utilizzano la sigaretta elettronica negli Stati Uniti e in Polonia e rischiano di divenirne dipendenti.
    • Sappiamo invece benissimo che tutti gli stati e soprattutto le compagnie produttrici (Juul in primis) si stanno muovendo per vietare la vendita di tali prodotti ai minori di 21 anni attraverso la “Tobacco 21”.
  • Gli utilizzatori di sigaretta elettronica sono ignari dei prodotti contenuti nei liquidi e questi sono potenzialmente cancerogeni.
    • Nel primo caso un vaper può tranquillamente sapere cosa sta utilizzando, sia dall’etichetta applicata sui liquidi che da tutte le istruzioni e informative presenti nei libretti all’interno delle confezioni degli hardware. Non sono state trovate sostanze cancerogene in tutti i migliaia di studi e ricerche effettuati sino ad ora sui liquidi da inalazione (quelle sono presenti nelle sigarette normali e, a quanto pare anche nei riscaldatori di tabacco).
  • L’utilizzo della sigaretta elettronica è dannoso per il sistema cardiovascolare e per la rigenerazione delle cellule dell’organismo.
    • Anche qui svariati studi condotti in tutto il mondo non hanno trovato alcuna problematica inerente alle due citate dagli esperti della salute indiana.
  • Il vapore passivo è dannoso come il fumo.
    • Altra falsità, sappiamo infatti che questa diceria è stata screditata già più e più volte dai ricercatori di tutto il mondo.
  • La sigaretta elettronica non aiuta le persone a smettere di fumare.
    • Una affermazione simile non ha nemmeno bisogno di essere commentata, basta semplicemente leggere i numeri registrati dall’arrivo sul mercato della sigaretta elettronica.
  • Concludiamo con, l’industria del tabacco sta controllando quella della sigaretta elettronica.
    • In realtà non è che sta controllando, sta investendo nelle grandi aziende come Juul o PMI perché vede un mercato che si sta sempre più affermando.

Speriamo vivamente che presto arrivi una risposta da parte di qualche esponente politico indiano che possa spezzare una lancia in favore del settore della sigaretta elettronica, visto che attualmente l’India è uno dei paesi meno permissivi in questo ambito. Forse centinaia di anni di fumo sono più fruttuosi rispetto ad un prodotto che potrebbe mettere in crisi il settore del tabacco.

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Ultima modifica il Giovedì, 13 Giugno 2019 16:51