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Martedì, 11 Giugno 2019 12:25

Studio: Effettuata una nuova ricerca sugli utenti che utilizzano sia la sigaretta tradizionale che quella elettronica

Scritto da G. Marangon
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Lo studio è stato condotto dall'UKECRF, ovvero un'iniziativa sviluppata da Cancer Research UK in collaborazione con Public Health England e il UK Centre for Tobacco and Alcohol Studies.

Come sappiamo spesso accade che i fumatori che vogliono, per necessità o volontà, smettere di fumare non riescono ad abbandonare nell’immediato le sigarette tradizionali e quindi cadono vittima del “doppio uso” ovvero utilizzano sia la sigaretta elettronica che quella tradizionale senza però tener conto degli effetti futuri che questo comportamento potrebbe avere.

Per trovare una risposta a tale quesito la “Cancer Research UK” in collaborazione con “Public Health England” e il “UK Centre for Tobacco” hanno effettuato uno studio sulle conseguenze del doppio utilizzo da parte di un campione di utenti.

Stando ai nostri dati rilevati, possiamo arrivare alla conclusione che i soggetti i quali hanno mantenuto un duplice utilizzo, a distanza di un anno dall’inizio, sono riusciti a diminuire o anche a cessare la dipendenza dalle sigarette tradizionali, mentre coloro che lo hanno interrotto sono ritornati al quotidiano utilizzo dei prodotti contenenti tabacco.

Dopo aver riportato tali risultati, i quali non risultano molto incoraggianti per chi volesse effettivamente smettere di fumare, dobbiamo fare necessariamente alcune precisazioni in merito a come è stato condotto lo studio e soprattutto sulla quantità di partecipanti (come al solito limitata) sul quale è stato condotto.

Per cominciare, come anticipato la quantità di partecipanti era veramente ridotta, il che aumenta l'incertezza delle stime e soprattutto il fatto che i risultati quindi non potessero essere al 100% esatti e assoluti. Da sottolineare inoltre come i partecipanti non avevano interesse a smettere di fumare e i doppi utenti potrebbero essere persone che hanno già fallito nei loro tentativi di smettere. Ciò significa che i partecipanti potrebbero essere più resistenti all'abbandono della sigaretta tradizionale, il che potrebbe aver influito sui risultati della cessazione.

Infine, i partecipanti sono stati reclutati solamente attraverso una campagna pubblicizzata sui social e su alcune TV e quindi potrebbe non rispecchiare effettivamente l’intera popolazione facente uso della sigaretta elettronica. Insomma, siamo davanti ancora una volta ad uno studio condotto alla “vorrei ma non posso” nel quale non si capisce nemmeno con esattezza quale sia lo scopo, se pubblicizzare un prodotto di riduzione di danno oppure l’opposto.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 13 Giugno 2019 16:58