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Il Ministero della Salute italiano si conferma troppo distante e poco aperto rispetto alla tematica del minor danno”.
Così Arcangelo Bove, Presidente Unasweb nonché fondatore di Svapoweb.
Le parole dell’imprenditore sannita all’indomani della lettera firmata da Giovanni Rezza e da Rosanna Ugenti, rispettivamente Direttore generale della Prevenzione e Direttore generale delle Professioni sanitarie e Risorse umane presso il Dicastero guidato dal Ministro Speranza.
I due, in una lettera pubblicata da Quotidiano Sanità e ripresa da Svapo Magazine, hanno, nell’ambito di un discorso più ampio, fatto riferimento anche alle sigarette elettroniche definite come strumenti che “possono determinare dipendenza da nicotina come i prodotti tradizionali“.
Ancora, le stesse venivano indicate come “prodotti che non costituiscono in alcun modo un’alternativa valida e sicura al consumo tradizionale di tabacco stante la presenza, oltre alla nicotina di agenti cancerogeni e sostanze tossiche nocive”.
Queste conclusioni poste in essere da due altissimi funzionari ministeriali prendono in considerazione, con tutta evidenza, solo una parte estremamente ristretta della letteratura e della ricerca in essere in materia ignorando, sicuramente in modo non volontario, un’ampia fetta di scienza e di ricerca che, invece, attesta come le sigarette elettroniche non determinino dipendenza e siano sicuramente estremamente meno nocive rispetto alle sigarette tradizionali. Noi stessi – ancora Bove – affermiamo come la soluzione ottimale sia quella di non iniziare a svapare da parte di quanti non sono fumatori”.

REZZA E UGENTI PARLANO DI EVALI?

Ma non si può ignorare il fatto – incalza Bove – che le sigarette elettroniche aiutino a smettere di fumare e, quindi, in un ottica di minor danno, sono assolutamente da prendere in considerazione.
Tuttavia, i dottori Rezza e Ugenti, anche su questo aspetto, dimostrano una veduta diametralmente opposta affermando come siano disponibili “approcci terapeutici anche farmacologici di provata efficacia”.
Oltre a questi aspetti trattati nella menzionata lettera, suscita particolare impressione il riferimento a “eventi letali per patologie polmonari conseguenti all’uso di sigarette elettroniche ad oggi segnalati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna”.
Con tutta evidenza, i due esponenti si riferiscono al fenomeno “Evali” che nulla ha a che fare, come è stato ammesso dalla Food and Drug Administration americana, con l’uso corretto delle sigarette elettroniche. Ad avere determinato quegli incidenti era stato, infatti, l’uso di sostanze, come la Vitamina e acetato, che non sono prodotti rinvenibili nei liquidi leciti e riconosciuti presenti nel mercato ufficiale.
Bensì quegli incidenti erano da ricondurre unicamente al traffico del clandestino, del contrabbando laddove la sigaretta elettronica era solo lo strumento innocente, al pari di una siringa che viene utilizzata da un tossicodipendente per fare uso di stupefacenti.
È chiaro, come in tale ultimo esempio, non possa essere imputata la siringa ma la sostanza che ci si inietta.
Siamo certi, come Unasweb, che quella dei Dirigenti ministeriali sia stata esclusivamente una svista, sebbene non trascurabile. Invitiamo a rimediare
 – si avvia a concludere il vertice Unasweb – pensando al danno gravissimo che, in termini di salute, si fa a quelle persone che, attualmente fumatori, potrebbero trovare una importante soluzione nelle e-cig ma vengono spaventate da informazioni che, come in questo caso, arrivano da altissime fonti istituzionali che dovrebbero guidare le scelte dei cittadini”

Entro la data del 3 Marzo verranno recapitati ai richiedenti i cosiddetti contrassegni di prova.
Lo fa sapere l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite una nota diramata sul sito web istituzionale dalla Dirigente sezione Tabacchi, dottoressa Vincenza Iannelli.
Come si ricorda, con nota risalente emanata alla fine del mese di Gennaio, la stessa Iannelli aveva invitato le aziende interessate a ottenere le fascette in prova a fornire apposito cenno all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.
Entro e non oltre l’8 marzo 2021 – fa presente adesso la funzionaria – dovranno pervenire eventuali osservazioni sui contrassegni.
Si chiede altresì una stima approssimativa dell’incidenza percentuale dei vari formati rispetto al totale dei beni in produzione, nonché la misura del rapporto tra prodotti con e senza nicotina.
Al fine di programmare le attività di competenza di questa Agenzia, si chiede di conoscere il fabbisogno di contrassegni previsto per l’anno 2021, tenuto conto, a tal fine, del dato storico dei volumi di vendita dell’anno 2020.
I fabbisogni andranno comunicati – insiste la funzionaria – avuto riguardo alla singola scatola ed al numero di contrassegni ivi contenuto, che costituiscono unità minima ordinabile”.
Le comunicazioni, insieme ad un prospetto da allegare rintracciabile sul sito web dell’Agenzia, dovranno giungere all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre la data dell’8 Marzo.
Proseguono, quindi, le attività di ordine burocratico nell’ottica di arginare il fenomeno del contrabbando.
Il sentore, in ogni caso, come rappresentato da più parti, non ultima da Unasweb attraverso il suo Presidente Arcangelo Bove, è che per arginare il fenomeno del clandestino occorrano strategie ben più ficcanti e di impatto.

Il fumo di sigaretta causa problematiche non solo a carico dell’apparato cardiocircolatorio e polmonare ma anche di quello osteomuscolare.
Così esito approfondimento condotto dall’Istituto Ixè per conto della Siot – Società italiana di Ortopedia e Traumatologia.
Secondo l’indagine “Combattere il fumo fino all’osso” e posta in essere su 350 medici specialisti ortopedici, le più significative conseguenze a carico del complesso muscolo scheletrico legate al fumo vivrebbero nel progressivo deteriorarsi delle cartilagini, nel maggior rischio di infezioni in fase post operatoria ma anche in più dilatati tempi di recupero a seguito di fratture ossee e lesioni ai tendini.
Nel corso dell’indagine – ha evidenziatoto a “Quotidiano Sanità” Margherita Sartorio Mengotti, Ad dell’Istituto Ixé – abbiamo riscontrato che la maggior parte dei cittadini maggiorenni è consapevole di come il fumo possa provocare danni anche al sistema muscolo-scheletrico.
Uno dei veicoli importanti dell’informazione in merito – ha sottolineato ancora la stessa – è rappresentato proprio dai medici ortopedici.
Il segmento di popolazione che ha avuto a che fare con questa categoria di specialisti è tendenzialmente più informato della media anche se resta ampia la fascia di popolazione che ignora i rischi derivati dal consumo di sigarette anche in caso di patologie al sistema muscolo-scheletrico”.

SDOGANARE I VETI
La Società italiana di Ortopedia e Traumatologia – e qui si viene all'aspetto centrale – ha quindi redatto, ad esito dell’indagine, un decalogo relativo ai potenziali rischi del fumo a carico del sistema muscolo scheletrico ed alle possibili strategie del contenimento dei danni da fumo.
Ebbene, tra le "vie" che la Siot invita ad indicare vi è, unitamente alle alternative al fumo già note, anche quella data dalla sigaretta elettronica.
Facendosi proprio, del resto, quanto auspica la scienza pro-svapo: ovvero inserire la e-cig nella rosa delle possibilità che le Istituzioni devono considerare in ottica di smoking cessation, sdoganando la stessa da assurdi veti.
Ma non è tutto: l’indagine Siot rivela come, in realtà, già una larga fetta dei medici ortopedici, interpellati al riguardo, proponga la sigaretta elettronica quale opzione al paziente fumatore.
Addirittura, la sigaretta elettronica sarebbe la oozione maggiormente suggerita (in circa il 17% dei casi), più di cerotti e gomme.
Auspicando che dalle alte sfere ci si smuova in tale direzione, dal “basso”, dalla quotidianità del contatto con il paziente, inizia ad aversi un movimento di sensibilizzazione.

Chi fuma e beve in modo eccessivo ha il 40% di possibilità in più di sviluppare un tumore del cavo orale.
Quindi, il messaggio che deve passare, ovviamente, è che il fumo nuoce alla salute. Ma non basta dirlo attraverso le immagini choc sui pacchetti di sigarette, perché quelle immagini, accompagnate dalla scritta ‘Il fumo uccide’, non sono servite a nulla”.
Così, ad Adnkronos, Francesco Riva, Presidente del Cenacolo Odontostomatologico Centro Italia.
In Italia ogni anno – spiega ancora Riva – 6.000 persone hanno una diagnosi di tumore del cavo orale”.
Anche Riva, per il resto, esprime scetticismo rispetto alle previsioni europee in tema anti-cancro “Anche il piano Ue contro il tabagismo – osserva sempre lo stesso ad Adnkronos – rischia di non produrre gli effetti sperati, perché prevede una stretta sui nuovi prodotti equiparandoli alle sigarette tradizionali.
Ma è un errore poiché, rispetto alle sigarette tradizionali, questi dispositivi non prevedono la combustione.
Sebbene non siano privi di rischio, rappresentano sicuramente delle alternative valide per tutti quei fumatori adulti che continuerebbero a fumare.
Dunque, se si vuole ridurre la percentuale di fumatori, bisogna farlo con gradualità.
Anche gli pneumologi consigliano ai tabagisti di utilizzare e-cig e tabacco riscaldato pur di smettere con le sigarette tradizionali perché con questi dispositivi non viene inalato il catrame”.

FUMO DETERMINA SCARSA SALIVAZIONE E MENO PROTEZIONE PER LE MUCOSE
Ed ancora “Non si può solo dire che il fumo fa male ma occorre avere ben chiaro cosa si vuole fare.
La Commissione Ue ci deve dire quali strategie vuole adottare e quali mezzi metterà in campo per ridurre la percentuale dei tabagisti dal 25% al 5% entro i prossimi 20 anni. Sicuramente, di fronte a malattie e morti certe, serve buonsenso e non posizioni ideologiche. Sappiamo che i tabagisti sono dei tossicodipendenti, quindi dobbiamo offrire loro alternative”.
Il professionista, quindi, spiega il meccanismo in base al quale le bionde potrebbero innescare problematiche di tipo canceroso a carico dell’apparato orale
Chi fuma ha la bocca secca e quando si ha minore salivazione la mucosa è meno protetta – rimarca ad Adnkronos – Da qui il rischio di sviluppare il tumore del cavo orale.
Invece, con le e-cig e il tabacco riscaldato, pazienti e medici, anche quest’ultimi sono spesso fumatori incalliti, mi dicono che non hanno più quella sensazione di ‘bocca secca’ e quindi nessun problema di salivazione.

Dunque bene le campagne di prevenzione, benissimo coinvolgere le scuole, ma serve fare i conti con la realtà, ben sapendo che anche nei Centri antifumo si rivolgono pochissime persone e i risultati finora ottenuti – la chiusura – non sono affatto soddisfacenti”.

L’Italia sempre più a tinte arancioni.
L’Italia sempre più Svapoweb.
Continua la marcia dell’azienda fondata e guidata dall’imprenditore Arcangelo Bove che, attraverso l’intensa attività del team franchising, vede proseguire di gran lena l’azione di ramificazione sul territorio.
Dopo gli “annunci” di inizio 2021 sostanziatisi nella doppia apertura di Malta nonché in quelle di Rosolini, in provincia di Siracusa, Roma Monteverde, Verona e Torino, è già tempo di ulteriori “nuove”.
Palermo, Nardò, Anzio, Lanciano, Orvieto e Pisa le città che – distribuite tra Centro, Sud e Nord – assisteranno a nuovi tagli del nastro.
“Siamo soddisfattissimi – spiega Arcangelo Bove – La professionalità della nostra squadra, la qualità del servizio erogato, la qualità dei prodotti, tutto rapportato a prezzi dei prodotti assolutamente concorrenziali, ci stanno spalancando, con estrema facilità, le porte in tutta Italia.
Incontriamo quotidianamente l’entusiasmo di imprenditori che vogliono sposare il nostro progetto”.
Il 2021 conferma, quindi, il trend più che positivo di crescita già registratosi durante l’anno precedente.
Tant’è che, attualmente, è stata sconfinata la soglia dei 160 esercizi Svapoweb sul territorio nazionale, oltre a quelli in territorio extrazionale.
Con l’obiettivo assolutamente realistico, fissato al 31 Dicembre corrente anno, di abbattere abbondantemente il muro delle complessive 300 affiliazioni.

“CRESCITA NONOSTANTE LA CONTINGENZA GLOBALE”
“Ovviamente, come da consolidata e giusta prassi – riprende Bove – non posso che rivolgere il mio caro ringraziamento a quanti operano nel settore franchising, ovvero alla coordinatrice Roberta Siciliano ed ai nostri “ambasciatori” sul territorio, ovvero Salvatore Caroleo, Antonio Esposito, Antonio Ferrara e Rudy Russo.
Continuiamo a crescere, nonostante la contingenza globale a tutti nota, nonostante i rincari fiscali piombatici addosso per effetto dell’ultima disgraziata legge di Bilancio.
Il settore della sigaretta elettronica continua ad essere in forte crescita, le persone stanno prendendo sempre più coscienza di quanto il vaping sia importante e strategico in chiave di smoking cessation”.
E se, a tutto questo, si associa la dinamicità e l’alta professionalità di una squadra giovane e motivata, i riscontri non possono tardare ad arrivare.
Lo svapo è sempre più…Svapoweb

Chi immaginava emergessero significative “news” dalla web riunione, organizzata nella giornata di ieri dall’Agenzia Dogane e Monopoli, è restato, certamente, poco soddisfatto.
Dalla "promo" della giornata, in effetti, poteva legittimamente ipotizzarsi che i vertici Adm avrebbero finalmente messo sul piatto anticipazioni circa le novità prossime ad essere introdotte nel settore, in termini di adempimenti, consequenziali alla ratificata legge di Bilancio.
Invece, alla fin dei conti, si sono ripetute questioni già risapute.
Soprattutto, però, le questioni poste da quanti sono intervenuti, per quanto di centrale rilevanza, non hanno trovato da parte di Adm quelle che sarebbero state opportune risposte.
Ma sono state semplicemente radunate senza avere quel riscontro immediato che ci si attendeva.
Una platea decisamente folta quella che si è accomodata “virtualmente” al tavolo di Marcello Minenna.
Tra gli altri Anafe, Lorenzo Guaragna, Antonella Panuzzo (Uniecig), Flavio Fedele, Paolo Foglia – che ha domandato se le famose fascette fossero da considerarsi obbligatorie anche per il suo Paese, San Marino.
Ma anche Andrea Tema che ha rilevato come la nuova impostazione fiscale possa far perdere introiti alle aziende che fanno produzione di liquidi “finiti” giacché il consumatore sarà portato a virare su scomposti e concentrati, non essendo stati questi prodotti aumentati nelle relative accise.
Anche rappresentanti di grosse produzioni, quali Bat, Philip Morris, Imperial Tobacco ad intervenire nella mattinata di ieri con proprio contributo, nonché quelli di varie Sigle (Federazione italiana Tabaccai e Unasweb dettasi favorevole, quest’ultima, tramite Antonio Esposito, “a ogni iniziativa volta alla riduzione drastica del contrabbando dei liquidi di inalazione”).

MOLTE RICHIESTE SU TEMPI SMALTIMENTO MAGAZZINO
Non sono mancate riflessioni nette e forti.
Come quelle di Vito Civello, imprenditore, che ha palesato tutte le sue perplessità rispetto all’aumento della tassazione in capo a dispositivi che, invece, possono fornire un determinante contributo nella lotta al tabagismo.
O come quella di “E cig intelligence” che si è detta un tantino scettica rispetto alla effettiva efficacia delle fascette quale strumento di contrasto ai traffici che si muovono lungo il mercato nero.
Un po’ quello che aveva osservato Arcangelo Bove in occasione del precedente tavolo sviluppatosi, la scorsa settimana, presso la Direzione Tabacchi, in quel frangente evidenziando questi come una vera attività di contrasto al fenomeno contrabbando potesse vivere, piuttosto, in una sorta di tracciabilità informatizzata dei movimenti della merce.
Ma tant’è.
Ad ogni buon conto, quanto ai fatti della mattinata di ieri, i presenti hanno manifestato consenso rispetto alla adozione di soluzioni che possano effettivamente contrastare il mercato nero sebbene invocandosi certezze rispetto alla durata del periodo cuscinetto, ovvero quello che sarà concesso per lo smaltimento delle rimanenze ancora non dotate di bollini, facendo voti che tale periodo possa essere congruamente determinato.
Ma, per giungere a conclusione del cerchio, ora occorrono anche risposte.
Tavoli, come quello di ieri, di esclusivo ascolto e non di reale confronto, lasciano in effetti il tempo che trovano.
La base sta fornendo, e lo sta facendo non da oggi, indicazioni ma anche palesando dubbi e preoccupazioni.
Come e quando replicherà Adm?

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli "anticipa" rispetto alle novità, prossime ad essere azionate, per effetto della legge di Bilancio.
Questo l'oggetto dell’open hearing che si svilupperà, in materia di prodotti liquidi da inalazione, nella la giornata di Venerdì 5 Febbraio, con inizio dei lavori fissato alle ore 9.

“Le nuove disposizioni – è fatto presente – incidono sull’intera filiera dei prodotti liquidi da inalazione, dalla produzione alla vendita e riguardano tra l’altro l’apposizione del contrassegno di legittimazione sulle singole unità di condizionamento, le avvertenze da apporre sulle confezioni, il regime contabile, il versamento dell’imposta e la determinazione della cauzione.
L’open hearing è una occasione utile per raccogliere, in primis in ordine ai contrassegni, le opinioni e le osservazioni degli operatori di settore, in vista dell’elaborazione da parte di Adm dei provvedimenti attuativi di propria competenza, nonché di altre eventuali azioni a supporto degli stakeholders”.

L’open hearing si svolgerà in modalità zoom conference e sarà esteso alla partecipazione di professionisti e operatori del settore che potranno dare cenno di adesiose entro le ore 18 di oggi, Giovedì 4 Febbraio, attraverso la piattaforma Eventbrite.
L’iscrizione si potrà effettuare selezionando il pulsante registrati presente nella pagina di Eventbrite dedicata all’evento.
Chi effettua l’iscrizione riceverà un messaggio via mail con le indicazioni utili per collegarsi all’open hearing.

nota stampa
Anafe, l’Associazione nazionale Produttori Fumo elettronico aderente a Confindustria, accoglie con favore lo European Beating Cancer Plan, presentato oggi dalla Commissione europea come strumento per ridurre significativamente il numero di morti per cancro.
Tuttavia, l’Associazione denuncia come, all’interno del pilastro della prevenzione, sia non solo del tutto assente il principio del “rischio ridotto”, che garantisce un’alternativa a migliaia di fumatori che non riescono ad abbandonare la sigaretta, ma anche una pericolosa equiparazione tra sigaretta elettronica e fumo tradizionale.
Tale impostazione, secondo l’associazione, non tiene conto della differenza sostanziale di rischio, scientificamente provato come ridotto almeno del 95% proponendo da un lato le medesime restrizioni amministrative e fiscali per i due prodotti, dall’altro la sfiducia del consumatore nei confronti di strumenti invece sicuri, in grado di ridurre drasticamente il danno da fumo. Per questo motivo, sostiene Anafe, l’incentivo al fumo elettronico, potrebbe costituire un’ottima opportunità per ridurre significativamente il numero di fumatori, nonché le spese mediche correlate alla disassuefazione.

ROCCATTI “OCCASIONE PERSA”
“Un’occasione persa per aiutare tutti coloro che ogni anno rischiano di contrarre malattie legate al fumo.
E’ con rammarico che notiamo come il piano europeo anti cancro non abbia attuato un approccio basato sui fatti scientifici nei confronti di questa dipendenza, anzi al contrario abbia messo sullo stesso piano, ideologicamente, fumo tradizionale e prodotti a rischio ridotto”, ha commentato Umberto Roccatti, Presidente di Anafe Confindustria, che ha poi aggiunto
“La Commissione Europea non può chiudere gli occhi di fronte a uno strumento che in molti Paesi ha già dimostrato grande successo ed è stato inserito nelle linee guida nazionali di lotta al tabagismo, come in Francia, Nuova Zelanda, Canada e Gran Bretagna, dove la politica sanitaria ha ridotto drasticamente la percentuale dei fumatori in pochi anni passando dal 24% nel 2012 fino ad arrivare al 14% nel 2019.
Chi ha iniziato ad utilizzare la sigaretta elettronica in un mercato altamente regolamentato come quello italiano ed europeo, lo ha fatto prima di tutto perché ha deciso di smettere di fumare o perlomeno di ridurre l’uso del tabacco tradizionale”.

“CRESCENTE PERCENTUALE DI PERSONE CHE SMETTE CON SIGARETTE ELETTRONICHE”
Inoltre, in tema di aromi, che il piano europeo contro il cancro vorrebbe vietare, è stato già ampiamente dimostrato come proprio la loro presenza – secondo uno studio dell’Università di Memphis – sia fondamentale nel processo di cessazione del tabacco e siano un elemento strategico di disassuefazione.
In Italia, i dati Doxa diffusi dall’Iss in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, ci indicano la crescente percentuale di persone che hanno smesso di fumare grazie all’utilizzo di sigarette elettroniche, che, grazie alla gestualità della sigaretta tradizionale ma prive di tutte le sostanze cancerogene in essa presenti, risulta 5 volte più efficace di cerotti e altri medicinali”.
“Oltre l’80% dei fumatori non riesce o non vuole smettere di fumare, e per essi non esiste un piano da parte delle istituzioni sanitarie: siamo quindi stupiti di come la Commissione non voglia incentivarne l’uso, considerate le percentuali di successo nettamente superiori rispetto a farmaci o altre terapie.
Dopo tutte le evidenze scientifiche, non solo è grave considerare la sigaretta elettronica marginale nella lotta al fumo e continuare così ad esporre milioni di fumatori al rischio di cancro, ma ancor più assurdo che siano paragonate al fumo tradizionale, che causa quasi 1/3 dei casi di cancro in Europa”, ha concluso il Presidente Roccatti.

Il modello Milano seduce Bologna.
E anche in terra felsinea si inizia a pensare ad introdurre il divieto di sigarette all’aperto.
Questo, quanto meno, ha lasciato intendere uno dei principali esponenti dell’Esecutivo guidato dal sindaco Virginio Merola.
L’assessore alla Sicurezza ed al Commercio Alberto Aitini, nello specifico, a lanciare la particolare proposta a mezzo social.
Una proposta che l’assessore ha lanciato quasi in parallelo allo start dell’analogo divieto entrato in vigore a Milano.
Come noto, all'ombra della “Madunina” è entrato in vigore dal 19 Gennaio di quest’anno una serie di modifiche al già esistente Regolamento dell’aria che contempla, altresì, nell’ottica di limitare l'impatto dell’inquinamento, anche il disco rosso all'uso di “bionde” in specifiche aree pubbliche all’aperto.
Si tratta di strutture sportive, non ultimo il San Siro (che diventa, quindi, il primo stadio in Europa senza fumo), di parchi pubblici e di aree cimiteriali nonché di qualunque punto della città che sia “open air”, strade comprese.

Ebbene, non sarà più permesso fumare allorquando ci si ritroverà ad una distanza inferiore di 10 metri dalla persona più vicina.
Un primo passo direzione 2025, allorquando si punta d ottenere una città che sia totalmente libera dal fumo.

LA PROPOSTA DELL’ ASSESSORE AITINI
L’esempio di Milano, quindi, quale pionieristico atteso come in altre realtà si valuti di emulare il modello meneghino.
“Che ne dite – ha sottolineato, a mezzo “Face”, Aitini – di liberare presto anche parchi, aree giochi e fermate dei bus di Bologna dal fumo di sigaretta?”.
Il nostro Consiglio comunale – ancora l’assessore, come rende noto “Il Resto del Carlino – ha approvato un ordine del giorno in tal senso e io spero che potremo presto dargli seguito.
Tutelare gli altri, specialmente i bambini – aggiunge – dal fumo passivo è un principio di civiltà ed è un piccolo passo in avanti per la qualità complessiva dell’aria che tutti respiriamo”.
A breve, quindi, il parlamentino di paese potrebbe discutere la specifica questione.
Aspetto ulteriormente piacevole, poi, che Aitini non abbia fatto riferimento alcuno alle sigarette elettroniche rivolgendo le mire restrittive esclusivamente alle classiche.
Del resto, anche a Milano il Regolamento ha introdotto limitazioni esclusivamente in capo alle “bionde” nulla dicendosi sulle e-cig.
Nelle prossime settimane si attendono "nuove"

Sigaretta elettronica e diabete, vi è connessione?
L'argomento diviene essere di sempre maggiori attualità e rilevanza considerandosi il sempre maggior numero di persone che tentano di smettere di fumare attraverso la e-cig.
Ebbene, quanto alla opportunità o meno che una persona affetta da diabete possa “svapare”, necessita una preliminare riflessione generale.
Ovvero: l’ideale – prima questione – sarebbe quello di non fare uso né di fumo né di vapore, né fumare né svapare.
E questo, sia chiaro, non vale solo per colui il quale è iperglicemico.
Ben venga, tuttavia, la e-cig se essa può fornire supporto nel dire addio alle bionde: ciò perché, anche con riguardo al discorso diabete-glicemia, vale il teorema di base.
Un teorema che afferma come la sigaretta elettronica sia estremamente meno dannosa rispetto a quella “classica”.
Anche per un diabetico.
Ma dicevamo: fumare e svapare come si rapportano, in particolare, con il diabete?
In tal senso validi elementi vengono dal Coehar, team dell’Università di Catania guidato dal docente Riccardo Polosa, coordinatore del progetto Diasmoke 2.0.
In primo luogo, i ricercatori catanesi hanno messo il punto chiaro sulla problematicità insite nella relazione fumo-glicemia.

IL COEHAR: SIGARETTE DANNOSE ANCHE IN QUADRO DIABETICO

“Partendo da una attenta analisi della letteratura scientifica del settore, abbiamo cercato di approfondire il problema tabagismo e diabete mellito per illustrare come queste due condizioni agiscano sinergicamente nello sviluppo della malattia e nella progressione delle sue complicanze.
La nostra analisi spiega che la disassuefazione dal fumo può ridurre l’incidenza di malattia o rallentare l’evoluzione delle complicanze cardiovascolari – così aveva fatto presente il professore Francesco Purrello, Direttore del Dipartimento di Medicina clinica sperimentale dell’Università degli Studi di Catania e presidente della Società italiana di Diabetologia – Se osserviamo gli effetti del fumo della sigaretta su pazienti affetti da diabete otteniamo un quadro clinico complesso e preoccupante.
Infatti, la combinazione di glicemia elevata con alti livelli di sostanze tossiche presenti nel fumo determinano un aumento esponenziale del rischio cardiovascolare in questi pazienti, con complicanze quali ictus, infarto del miocardio, arteriopatia periferica, e retinopatia diabetica”.

“Questo stato delle cose – così, ancora, Polosa – richiede un cambio di mentalità.
Dato che molti pazienti con diabete continuano a fumare nonostante i noti rischi per la salute, una possibilità è quella di sfruttare le nuove tecnologie per il rilascio di nicotina quali strumenti sostitutivi molto meno dannosi delle sigarette convenzionali.
Per questo Coehar ha lanciato Diasmoke 2.0, un progetto di ricerca altamente innovativo che ha l’obiettivo di monitorare e valutare l’abitudine tabagica di quasi 1000 pazienti affetti da diabete e di valutare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti per smettere di fumare”.

Una particolare riflessione, poi, Polosa la incentra sui possibili effetti che l’addio alle sigarette potrebbe determinare sul discorso peso corporeo con potenziali conseguenze dannose, in caso di aumento ponderale, per il paziente iperglicemico.
“Sebbene le ricerche siano ancora ad una fase iniziale – ha spiegato il medesimo – è possibile dedurre che, a fronte di una riduzione di peso e del conseguente miglioramento del compenso diabetologico, i pazienti affetti da diabete che utilizzano la sigaretta elettronica possano trarre giovamento.
I primi dati emersi dai lavori preliminari al progetto Diasmoke 2.0 
– ha concluso – dimostrano che oltre ai vantaggi già noti, la sigaretta elettronica consente ai pazienti di smettere di fumare senza andare a registrare un aumento ponderale di peso, a differenza di altri metodi che comportano un aumento di circa sei-otto chilogrammi, a cui consegue una maggior insulino-resistenza”.

LIQUIDI INALATI ED IN MODICA QUANTITA’: IMPATTO POCO SIGNIFICATIVO SU VALORI GLICEMICI

Ma i liquidi per sigaretta elettronica possono determinare conseguenze quanto ai valori glicemici nel sangue?
Si deve preliminarmente tenere presente come, allo scopo, spulciando la letteratura di merito, si rinvengano, anche al riguardo, conclusioni assolutamente opposte.
Ma è noto anche come molte ricerche, passate al vaglio con attenzione, palesino evidenti limiti (statistici, puramente scientifici se non, addirittura, di tipo manipolativo essendo state commissionate da “soggetti” interessati).
Sulla eventuale tossicità dei liquidi a carico del corpo umano, menzioniamo la dottoressa Ilaria Giordani, Specialista in Endocrinologia e malattie del ricambio ed una delle moderatrici del noto portale dedicato “Pagine mediche”.
L’impatto sulla glicemia – ha osservato la medesima – è marginale considerate le quantità e la via di assunzione inalatoria”.
Ovviamente, resta sempre l’obbligo di monitorarsi e di interpretare lo svapo come strumento temporaneo per dire addio alle sigarette.