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Entro la data del 3 Marzo verranno recapitati ai richiedenti i cosiddetti contrassegni di prova.
Lo fa sapere l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite una nota diramata sul sito web istituzionale dalla Dirigente sezione Tabacchi, dottoressa Vincenza Iannelli.
Come si ricorda, con nota risalente emanata alla fine del mese di Gennaio, la stessa Iannelli aveva invitato le aziende interessate a ottenere le fascette in prova a fornire apposito cenno all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.
Entro e non oltre l’8 marzo 2021 – fa presente adesso la funzionaria – dovranno pervenire eventuali osservazioni sui contrassegni.
Si chiede altresì una stima approssimativa dell’incidenza percentuale dei vari formati rispetto al totale dei beni in produzione, nonché la misura del rapporto tra prodotti con e senza nicotina.
Al fine di programmare le attività di competenza di questa Agenzia, si chiede di conoscere il fabbisogno di contrassegni previsto per l’anno 2021, tenuto conto, a tal fine, del dato storico dei volumi di vendita dell’anno 2020.
I fabbisogni andranno comunicati – insiste la funzionaria – avuto riguardo alla singola scatola ed al numero di contrassegni ivi contenuto, che costituiscono unità minima ordinabile”.
Le comunicazioni, insieme ad un prospetto da allegare rintracciabile sul sito web dell’Agenzia, dovranno giungere all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre la data dell’8 Marzo.
Proseguono, quindi, le attività di ordine burocratico nell’ottica di arginare il fenomeno del contrabbando.
Il sentore, in ogni caso, come rappresentato da più parti, non ultima da Unasweb attraverso il suo Presidente Arcangelo Bove, è che per arginare il fenomeno del clandestino occorrano strategie ben più ficcanti e di impatto.

L’Italia sempre più a tinte arancioni.
L’Italia sempre più Svapoweb.
Continua la marcia dell’azienda fondata e guidata dall’imprenditore Arcangelo Bove che, attraverso l’intensa attività del team franchising, vede proseguire di gran lena l’azione di ramificazione sul territorio.
Dopo gli “annunci” di inizio 2021 sostanziatisi nella doppia apertura di Malta nonché in quelle di Rosolini, in provincia di Siracusa, Roma Monteverde, Verona e Torino, è già tempo di ulteriori “nuove”.
Palermo, Nardò, Anzio, Lanciano, Orvieto e Pisa le città che – distribuite tra Centro, Sud e Nord – assisteranno a nuovi tagli del nastro.
“Siamo soddisfattissimi – spiega Arcangelo Bove – La professionalità della nostra squadra, la qualità del servizio erogato, la qualità dei prodotti, tutto rapportato a prezzi dei prodotti assolutamente concorrenziali, ci stanno spalancando, con estrema facilità, le porte in tutta Italia.
Incontriamo quotidianamente l’entusiasmo di imprenditori che vogliono sposare il nostro progetto”.
Il 2021 conferma, quindi, il trend più che positivo di crescita già registratosi durante l’anno precedente.
Tant’è che, attualmente, è stata sconfinata la soglia dei 160 esercizi Svapoweb sul territorio nazionale, oltre a quelli in territorio extrazionale.
Con l’obiettivo assolutamente realistico, fissato al 31 Dicembre corrente anno, di abbattere abbondantemente il muro delle complessive 300 affiliazioni.

“CRESCITA NONOSTANTE LA CONTINGENZA GLOBALE”
“Ovviamente, come da consolidata e giusta prassi – riprende Bove – non posso che rivolgere il mio caro ringraziamento a quanti operano nel settore franchising, ovvero alla coordinatrice Roberta Siciliano ed ai nostri “ambasciatori” sul territorio, ovvero Salvatore Caroleo, Antonio Esposito, Antonio Ferrara e Rudy Russo.
Continuiamo a crescere, nonostante la contingenza globale a tutti nota, nonostante i rincari fiscali piombatici addosso per effetto dell’ultima disgraziata legge di Bilancio.
Il settore della sigaretta elettronica continua ad essere in forte crescita, le persone stanno prendendo sempre più coscienza di quanto il vaping sia importante e strategico in chiave di smoking cessation”.
E se, a tutto questo, si associa la dinamicità e l’alta professionalità di una squadra giovane e motivata, i riscontri non possono tardare ad arrivare.
Lo svapo è sempre più…Svapoweb

Chi immaginava emergessero significative “news” dalla web riunione, organizzata nella giornata di ieri dall’Agenzia Dogane e Monopoli, è restato, certamente, poco soddisfatto.
Dalla "promo" della giornata, in effetti, poteva legittimamente ipotizzarsi che i vertici Adm avrebbero finalmente messo sul piatto anticipazioni circa le novità prossime ad essere introdotte nel settore, in termini di adempimenti, consequenziali alla ratificata legge di Bilancio.
Invece, alla fin dei conti, si sono ripetute questioni già risapute.
Soprattutto, però, le questioni poste da quanti sono intervenuti, per quanto di centrale rilevanza, non hanno trovato da parte di Adm quelle che sarebbero state opportune risposte.
Ma sono state semplicemente radunate senza avere quel riscontro immediato che ci si attendeva.
Una platea decisamente folta quella che si è accomodata “virtualmente” al tavolo di Marcello Minenna.
Tra gli altri Anafe, Lorenzo Guaragna, Antonella Panuzzo (Uniecig), Flavio Fedele, Paolo Foglia – che ha domandato se le famose fascette fossero da considerarsi obbligatorie anche per il suo Paese, San Marino.
Ma anche Andrea Tema che ha rilevato come la nuova impostazione fiscale possa far perdere introiti alle aziende che fanno produzione di liquidi “finiti” giacché il consumatore sarà portato a virare su scomposti e concentrati, non essendo stati questi prodotti aumentati nelle relative accise.
Anche rappresentanti di grosse produzioni, quali Bat, Philip Morris, Imperial Tobacco ad intervenire nella mattinata di ieri con proprio contributo, nonché quelli di varie Sigle (Federazione italiana Tabaccai e Unasweb dettasi favorevole, quest’ultima, tramite Antonio Esposito, “a ogni iniziativa volta alla riduzione drastica del contrabbando dei liquidi di inalazione”).

MOLTE RICHIESTE SU TEMPI SMALTIMENTO MAGAZZINO
Non sono mancate riflessioni nette e forti.
Come quelle di Vito Civello, imprenditore, che ha palesato tutte le sue perplessità rispetto all’aumento della tassazione in capo a dispositivi che, invece, possono fornire un determinante contributo nella lotta al tabagismo.
O come quella di “E cig intelligence” che si è detta un tantino scettica rispetto alla effettiva efficacia delle fascette quale strumento di contrasto ai traffici che si muovono lungo il mercato nero.
Un po’ quello che aveva osservato Arcangelo Bove in occasione del precedente tavolo sviluppatosi, la scorsa settimana, presso la Direzione Tabacchi, in quel frangente evidenziando questi come una vera attività di contrasto al fenomeno contrabbando potesse vivere, piuttosto, in una sorta di tracciabilità informatizzata dei movimenti della merce.
Ma tant’è.
Ad ogni buon conto, quanto ai fatti della mattinata di ieri, i presenti hanno manifestato consenso rispetto alla adozione di soluzioni che possano effettivamente contrastare il mercato nero sebbene invocandosi certezze rispetto alla durata del periodo cuscinetto, ovvero quello che sarà concesso per lo smaltimento delle rimanenze ancora non dotate di bollini, facendo voti che tale periodo possa essere congruamente determinato.
Ma, per giungere a conclusione del cerchio, ora occorrono anche risposte.
Tavoli, come quello di ieri, di esclusivo ascolto e non di reale confronto, lasciano in effetti il tempo che trovano.
La base sta fornendo, e lo sta facendo non da oggi, indicazioni ma anche palesando dubbi e preoccupazioni.
Come e quando replicherà Adm?

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli "anticipa" rispetto alle novità, prossime ad essere azionate, per effetto della legge di Bilancio.
Questo l'oggetto dell’open hearing che si svilupperà, in materia di prodotti liquidi da inalazione, nella la giornata di Venerdì 5 Febbraio, con inizio dei lavori fissato alle ore 9.

“Le nuove disposizioni – è fatto presente – incidono sull’intera filiera dei prodotti liquidi da inalazione, dalla produzione alla vendita e riguardano tra l’altro l’apposizione del contrassegno di legittimazione sulle singole unità di condizionamento, le avvertenze da apporre sulle confezioni, il regime contabile, il versamento dell’imposta e la determinazione della cauzione.
L’open hearing è una occasione utile per raccogliere, in primis in ordine ai contrassegni, le opinioni e le osservazioni degli operatori di settore, in vista dell’elaborazione da parte di Adm dei provvedimenti attuativi di propria competenza, nonché di altre eventuali azioni a supporto degli stakeholders”.

L’open hearing si svolgerà in modalità zoom conference e sarà esteso alla partecipazione di professionisti e operatori del settore che potranno dare cenno di adesiose entro le ore 18 di oggi, Giovedì 4 Febbraio, attraverso la piattaforma Eventbrite.
L’iscrizione si potrà effettuare selezionando il pulsante registrati presente nella pagina di Eventbrite dedicata all’evento.
Chi effettua l’iscrizione riceverà un messaggio via mail con le indicazioni utili per collegarsi all’open hearing.

nota stampa
Anafe, l’Associazione nazionale Produttori Fumo elettronico aderente a Confindustria, accoglie con favore lo European Beating Cancer Plan, presentato oggi dalla Commissione europea come strumento per ridurre significativamente il numero di morti per cancro.
Tuttavia, l’Associazione denuncia come, all’interno del pilastro della prevenzione, sia non solo del tutto assente il principio del “rischio ridotto”, che garantisce un’alternativa a migliaia di fumatori che non riescono ad abbandonare la sigaretta, ma anche una pericolosa equiparazione tra sigaretta elettronica e fumo tradizionale.
Tale impostazione, secondo l’associazione, non tiene conto della differenza sostanziale di rischio, scientificamente provato come ridotto almeno del 95% proponendo da un lato le medesime restrizioni amministrative e fiscali per i due prodotti, dall’altro la sfiducia del consumatore nei confronti di strumenti invece sicuri, in grado di ridurre drasticamente il danno da fumo. Per questo motivo, sostiene Anafe, l’incentivo al fumo elettronico, potrebbe costituire un’ottima opportunità per ridurre significativamente il numero di fumatori, nonché le spese mediche correlate alla disassuefazione.

ROCCATTI “OCCASIONE PERSA”
“Un’occasione persa per aiutare tutti coloro che ogni anno rischiano di contrarre malattie legate al fumo.
E’ con rammarico che notiamo come il piano europeo anti cancro non abbia attuato un approccio basato sui fatti scientifici nei confronti di questa dipendenza, anzi al contrario abbia messo sullo stesso piano, ideologicamente, fumo tradizionale e prodotti a rischio ridotto”, ha commentato Umberto Roccatti, Presidente di Anafe Confindustria, che ha poi aggiunto
“La Commissione Europea non può chiudere gli occhi di fronte a uno strumento che in molti Paesi ha già dimostrato grande successo ed è stato inserito nelle linee guida nazionali di lotta al tabagismo, come in Francia, Nuova Zelanda, Canada e Gran Bretagna, dove la politica sanitaria ha ridotto drasticamente la percentuale dei fumatori in pochi anni passando dal 24% nel 2012 fino ad arrivare al 14% nel 2019.
Chi ha iniziato ad utilizzare la sigaretta elettronica in un mercato altamente regolamentato come quello italiano ed europeo, lo ha fatto prima di tutto perché ha deciso di smettere di fumare o perlomeno di ridurre l’uso del tabacco tradizionale”.

“CRESCENTE PERCENTUALE DI PERSONE CHE SMETTE CON SIGARETTE ELETTRONICHE”
Inoltre, in tema di aromi, che il piano europeo contro il cancro vorrebbe vietare, è stato già ampiamente dimostrato come proprio la loro presenza – secondo uno studio dell’Università di Memphis – sia fondamentale nel processo di cessazione del tabacco e siano un elemento strategico di disassuefazione.
In Italia, i dati Doxa diffusi dall’Iss in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, ci indicano la crescente percentuale di persone che hanno smesso di fumare grazie all’utilizzo di sigarette elettroniche, che, grazie alla gestualità della sigaretta tradizionale ma prive di tutte le sostanze cancerogene in essa presenti, risulta 5 volte più efficace di cerotti e altri medicinali”.
“Oltre l’80% dei fumatori non riesce o non vuole smettere di fumare, e per essi non esiste un piano da parte delle istituzioni sanitarie: siamo quindi stupiti di come la Commissione non voglia incentivarne l’uso, considerate le percentuali di successo nettamente superiori rispetto a farmaci o altre terapie.
Dopo tutte le evidenze scientifiche, non solo è grave considerare la sigaretta elettronica marginale nella lotta al fumo e continuare così ad esporre milioni di fumatori al rischio di cancro, ma ancor più assurdo che siano paragonate al fumo tradizionale, che causa quasi 1/3 dei casi di cancro in Europa”, ha concluso il Presidente Roccatti.

Il modello Milano seduce Bologna.
E anche in terra felsinea si inizia a pensare ad introdurre il divieto di sigarette all’aperto.
Questo, quanto meno, ha lasciato intendere uno dei principali esponenti dell’Esecutivo guidato dal sindaco Virginio Merola.
L’assessore alla Sicurezza ed al Commercio Alberto Aitini, nello specifico, a lanciare la particolare proposta a mezzo social.
Una proposta che l’assessore ha lanciato quasi in parallelo allo start dell’analogo divieto entrato in vigore a Milano.
Come noto, all'ombra della “Madunina” è entrato in vigore dal 19 Gennaio di quest’anno una serie di modifiche al già esistente Regolamento dell’aria che contempla, altresì, nell’ottica di limitare l'impatto dell’inquinamento, anche il disco rosso all'uso di “bionde” in specifiche aree pubbliche all’aperto.
Si tratta di strutture sportive, non ultimo il San Siro (che diventa, quindi, il primo stadio in Europa senza fumo), di parchi pubblici e di aree cimiteriali nonché di qualunque punto della città che sia “open air”, strade comprese.

Ebbene, non sarà più permesso fumare allorquando ci si ritroverà ad una distanza inferiore di 10 metri dalla persona più vicina.
Un primo passo direzione 2025, allorquando si punta d ottenere una città che sia totalmente libera dal fumo.

LA PROPOSTA DELL’ ASSESSORE AITINI
L’esempio di Milano, quindi, quale pionieristico atteso come in altre realtà si valuti di emulare il modello meneghino.
“Che ne dite – ha sottolineato, a mezzo “Face”, Aitini – di liberare presto anche parchi, aree giochi e fermate dei bus di Bologna dal fumo di sigaretta?”.
Il nostro Consiglio comunale – ancora l’assessore, come rende noto “Il Resto del Carlino – ha approvato un ordine del giorno in tal senso e io spero che potremo presto dargli seguito.
Tutelare gli altri, specialmente i bambini – aggiunge – dal fumo passivo è un principio di civiltà ed è un piccolo passo in avanti per la qualità complessiva dell’aria che tutti respiriamo”.
A breve, quindi, il parlamentino di paese potrebbe discutere la specifica questione.
Aspetto ulteriormente piacevole, poi, che Aitini non abbia fatto riferimento alcuno alle sigarette elettroniche rivolgendo le mire restrittive esclusivamente alle classiche.
Del resto, anche a Milano il Regolamento ha introdotto limitazioni esclusivamente in capo alle “bionde” nulla dicendosi sulle e-cig.
Nelle prossime settimane si attendono "nuove"

Fascette, ci siamo.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è pronta a far recapitare - a provvedere al materiale invio sarà la Zecca dello Stato - gli ormai arcinoti contrassegni, in regime di “prova”, alle attività produttrici che ne faranno domanda.
Un vero e proprio “test” al fine di dare la possibilità alle aziende medesime di entrare in confidenza con la nuova soluzione.
Come risaputo, ormai, in virtù di quanto previsto in seno alla legge di Bilancio, con decorrenza 1 Aprile, i liquidi da inalazione dovranno essere validati a mezzo della apposizione di etichette – tipo quelle che si ritrovano apposte sulle bottiglie di superalcolici – quale stratagemma anti-contrabbando.
I campioni di prova, in carta colla e recanti la scritta “Annullato”, potranno essere richiesti, entro la giornata odierna, Venerdi 29 Gennaio, all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato secondo le seguenti, formali unità minime di condizionamento:
100.000 fogli pretagliati 20×44 millimetri a scatola;
150.000 fogli pretagliati 16×32 millimetri a scatola;
198.000 fogli pretagliati 12×32 millimetri a scatola.

LE MAIL CUI INOLTRARE LA RICHIESTA
Tutto bene, quindi. O quasi. Si è, comunque, al cospetto di uno sforzo apprezzabile da parte del legislatore.
Fatta la legge, tuttavia, l’amaro sentore è che non sarà difficile rintracciare l’inganno da parte di chi ha mire truffaldine.
E non sarà remoto attendersi che, prima o poi, fioriranno le fascette “false”.
Così come si fa con le banconote.
Una forte ed efficace misura di contrasto al contrabbando, di tutela della legalità sarebbe stata quella di “informatizzare” il settore, di tracciarne i vari passaggi, di digitalizzarli.
“Memorizzando” i vari “step”, da quelli dei depositi fino a quelli che toccano l’ultimo anello della filiera, ovvero l’esercente.
Quello che aveva sottolineato Unasweb, del resto, con il suo Presidente Arcangelo Bove.
Si sarebbe trattato “solo” di sviluppare un software, un applicativo dedicato.
Tutto il resto sarà un qualcosa di supplementare, come detto apprezzabile, ma dal sapore comunque evanescente e non risolutivo – alla lunga – del problema del sommerso.
E si rischia di gravare di ulteriori adempimenti chi già corretto è.
Intanto, come fatto presente dalla Dirigente del Settore Tabacchi, dottoressa Vincenza Iannelli, quanti vorranno farsi inviare le fascette-prova non dovranno far altro che inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da Unasweb sono venute, attraverso la articolata relazione del Presidente Bove, proposte volte alla eradicazione del problema del contrabbando, grande piaga che attanaglia il settore.
In primis, Bove ha esordito con una disamina relativa alla normativa vigente.
Dalla norma che fa esplicito divieto di vendite a distanza transfrontaliere di prodotti del tabacco ai consumatori che acquistano sul territorio dello Stato; a quella che inibisce, con l’oscuramento, i domini non autorizzati che offrono prodotti liquidi da inalazione ai consumatori italiani per finire con l’ulteriore che stabilisce come le vendite dei liquidi da inalazione siano consentite attraverso rivendite autorizzate che abbiano pagato preventivamente l’imposta di consumo.

LA PIAGA DEL CONTRABBANDO

“Il contrabbando nel nostro settore – ha esposto, quindi, il Presidente Unas al tavolo – viene perpetrato attraverso varie modalità.
Tramite l’acquisto, ad esempio, da parte di consumatori privati, su siti web, quasi sempre transfrontalieri.
Si tratta di spedizioni contenenti prodotti liquidi da inalazione che vengono poi consegnate sul territorio nazionale, con ciò evadendo ogni tipo di imposta dovuta all’erario, configurando il reato di contrabbando e di evasione fiscale ma anche una evidente concorrenza sleale verso tutti gli operatori di settore.
Ebbene, rispetto a queste fattispecie, norme e relative sanzioni sono già esistenti, pertanto ci permettiamo di suggerire all’Agenzia delle Dogane di destinare un numero adeguato di personale a questi controlli.
Sarebbe, inoltre, opportuno informare i corrieri nazionali dell’esistenza di tale norma, quella che vieta, appunto, la vendita a distanza transfrontaliera dei prodotti del tabacco ai consumatori che acquistano sul territorio dello Stato.
Tale norma non consente a chi rivende liquidi da inalazione on line di risiedere fuori dal territorio nazionale.
A tal proposito, si suggerisce – ha insistito l’imprenditore sannita – come i corrieri dovrebbero aggiornare i loro termini contrattuali, adeguandoli alla normativa vigente, inserendo il divieto di accettare spedizioni contenenti liquidi da inalazione non provenienti da deposito fiscale.
Altra modalità attraverso la quale si perpetra il contrabbando – ancora lo stesso – è quella che si sostanzia nella vendita, tramite rappresentanti di grossisti e/o produttori, a negozianti compiacenti o nelle vendite, tramite corriere, da parte di produttori e depositi a negozi compiacenti.
A nostro parere, per evitare che continui la condotta criminosa in oggetto, andrebbe modificato il sistema attuale di gestione di bolle di carico, scarico e registro.
Allo scopo, suggeriamo lo sviluppo di un apposito software che consenta il carico e lo scarico in modo telematico ed in tempo reale.
Attualmente il registro e le bolle di carico vengono elaborati non in modo univoco tra gli operatori di settore ed, in più, non vige l’obbligo di conservarlo in formato telematico.
Vi assicuriamo che, in caso di conservazione del registro in formato cartaceo, l’accertamento da parte degli Organi di controllo richiederebbe anni e non potrebbe essere svolto in maniera agevole.
La nostra proposta, per ovviare a situazioni come quella appena citata, – ha precisato Bove – è quella di rendere il carico e lo scarico telematici ed univoci.
Ciò consentirebbe all’Agenzia delle Dogane di poter disporre delle informazioni di un determinato magazzino in tempo reale per ogni deposito fiscale.
Inoltre, attuando tale sistema, potremmo avere la tracciabilità di ogni singolo Pli, sempre in tempo reale, fin quando questo non verrà ceduto al consumatore finale”.

CARICO E SCARICO, URGE RIVISITAZIONE

Un sistema, un software che il Presidente Unasweb ha pure rappresentato nella sua possibile strutturazione.
“Il carico e lo scarico sarebbero elaborati tramite file univoco preventivamente predisposto dall’Agenzia delle Dogane – ha proposto il fondatore di Svapoweb
Tale file verrà inserito sulla piattaforma che Aams predisporrà.
Premesso come le rivendite autorizzate potranno acquistare Pli solo da depositi fiscali e premesso, ancora, come nello scarico verrà inserita anche la denominazione nonché la partita iva della rivendita che ha acquistato il Pli, il software consentirebbe la tracciabilità del prodotto e consentirebbe di conoscere la quantità di Pli immagazzinata da ogni rivendita in tempo reale.
Per completare il tutto ed avere un registro anche di scarico delle rivendite autorizzate, si necessiterebbe di una integrazione alle casse.
Le casse delle rivendite dovranno essere collegate in modo telematico all’Agenzia delle Entrate: basterebbe che le rivendite autorizzate specificassero direttamente sullo scontrino il codice Pli del prodotto venduto.
Collegando la cassa della rivendita alla piattaforma di Aams, alla chiusura periodica ci sarebbe lo scarico dei Pli venduti.
È importante in questo momento socio economico particolare che il costo dell’implementazione software non gravi sulle partite iva e, pertanto, si potrebbe consentire la detrazione del 100% di tale costo direttamente come credito di imposta.
Per completare il tutto e rendere la vita difficile a contrabbandieri ed evasori sarebbe opportuno, per una maggiore tracciabilità dei Pli, inserire le fascette (da voi denominate contrassegni).
Proponiamo di consentire la stampa degli appositi contrassegni da applicare sui Pli direttamente al momento dello scarico sulla piattaforma Aams.
Tali contrassegni riporteranno un codice univoco che accompagnerà il prodotto in ogni fase di scarico e carico.
Si avrà così la tracciabilità di ogni singolo Pli.
Il contrassegno è uno strumento che, opportunamente utilizzato, può debellare l’evasione ed il contrabbando nel nostro settore.
Dobbiamo sfruttarlo nel miglior modo possibile.
Ma ricordiamoci che si presenta come altrettanto importante la tutela delle rivendite e, scusandomi per la ripetitività, urge contrastare il contrabbando e la concorrenza sleale.
Se si applicassero le automazioni da noi proposte, l’Agenzia delle Dogane potrebbe pensare di prelevare direttamente dai conto correnti l’imposta dovuta ad ogni “quindicina” in quanto il nuovo sistema aggiornerebbe in tempo reale l’Agenzia delle Dogane medesima sulle cessioni da effettuare.
Se riuscissimo ad attuare il tutto, potremmo recuperare diversi milioni di accisa ad oggi evasa e potremmo in futuro riconsiderare al ribasso l’imposta di consumo attualmente gravante sui Pli”.

BOVE “RIVENDICHIAMO LEGALITA'”

“Abbiamo presentato – ha concluso Bove – il nostro contributo con la massima modestia ma, allo stesso tempo, con la consapevolezza di chi da anni opera nel settore e lo fa guardando al pieno e costante rispetto delle regole.
Abbiamo più volte denunciato comportamenti illeciti, abbiamo più volte segnalato ad Aams, con atti ufficiali, l’esistenza di siti pirata che continuano imperterriti, nonostante tutto, ad operare.
Chiediamo ed abbiamo posto, a tutela della predominante parte sana del settore, una rivendicazione di legalità”.
Per il resto, da Roccatti si è auspicato di poter godere di congruo tempo – nove se non dodici mesi – per poter smaltire i prodotti in magazzino non ancora dotati di fascette; Canino, ancora, ha pure egli fatto voti verso una stretta sui siti illegali mentre, invece, la vertice Uniecig ha incentrato la personale riflessione sulla questione prevalenze e, nel dettaglio, sulla necessità di poter darsi indicazioni omogenee ed univoche.
Da Aams si è garantita, fondamentalmente, la valutazione delle proposte ricevute.

Unasweb al tavolo di Aams – precisamente della Direzione Tabacchi – per parlare delle nuove e prossime soluzioni per il settore conseguenti alla approvazione della Legge di Bilancio statale.
Arcangelo Bove, Ceo di Svapoweb, prenderà parte, nelle sue vesti di anche Presidente Unasweb, alla videoconferenza indetta dalla Agenzia Dogane e Monopoli che si svilupperà nella giornata di Martedi con il coinvolgimento delle associazioni del settore.
E’ il primo momento di confronto che si avrà all’indomani della ratifica del documento contabile nazionale e nelle more di attivare le misure che, come ebbe ed anticipare la stessa Aams, dovrebbero porre freno al fenomeno del contrabbando.
“Sarà un’occasione di importante interfaccia – fa presente Bove – e, ovviamente, in quella sede ci presenteremo con la nostra propositività. Porteremo le nostre idee – insiste il Ceo Svapoweb – figlie non già dell’improvvisazione ma di anni di esperienza maturate “dentro” il settore.
Ebbene, ad Aams, dopo interfaccia con gli associati e con i singoli protagonisti dei nostri canali, presenteremo suggerimenti che riguarderanno modalità che riteniamo possano essere valide al fine di frenare l’increscioso fenomeno del mercato nero in entrata dall’Estero.

BOVE “PRESENTEREMO NOSTRE PROPOSTE”

Presenteremo, con massima umiltà ma in modo convinto e deciso, le nostre idee ai fini di approdarsi ad un settore che sia finalmente non penalizzato da ingerenze illegali.
Un mercato che premi il grande distributore, il produttore, il singolo negoziante onesto, da sempre attento ad un cosmo immenso di norme, adempimenti, parametri.
E che non può vedere mortificata la sua lealtà da furbetti che recano danno all’Erario e, soprattutto, rappresentano un serio attentato alla pubblica salute.
E’ il momento di fornire garanzie vere, reali e noi di Unasweb siamo pronti a fornire il nostro contributo.
Convinti anche,
 concetto che pure ribadiremo al tavolo di Martedi – spiega l’imprenditore sannita – come porre freno al contrabbando vorrà anche dire creare i presupposti per assicurare maggiori entrate allo Stato e, quindi, un medio abbattimento della tassazione.
Perchè se pagano tutti 
– chiude Arcangelo Bove – pagheremo tutti di meno”

Sarà quello di Aprile il mese dello start up delle previsioni anti-contrabbando a tutela del mercato delle sigarette elettroniche.
Questo quanto emerge da ambienti prossimi all'ambiente.
L’Agenzia Dogane e Monopoli, infatti, si starebbe attivando in una serie di interfaccia organizzativi con produttori del settore liquidi e-cig nell'ottica di pianificare tempistica e modalità d'azione.
L’intento, come trapela, sarebbe quello di vararsi una soluzione con fascette o contrassegni che sarebbero simili ai “sigilli” che si ritrovano apposti sugli alcolici.
In più, inoltre, si vocifera di involucri con tanto di pellicola protettiva e plastificata.
Questo, occhio e croce, l'oggetto dei prossimi provvedimenti che si inseriscono entro una precisa volontà del vertice AdM Marcello Minenna.
Ovviamente, la soluzione è attesa con grande compiacimento da quegli operatori del settore che agiscono secondo i parametri di correttezza e di legalità.
Muovendosi tra mille parametri, normative, adempimenti.

Contrastare con tenacia la piaga contrabbando, infatti, non potrà far altro che ripulire il mercato dalle intromissioni di quanti non sono corretti – si pensi ai famosi siti esteri – e che, con la loro attività, privano di risorse il Fisco e mettono a rischio la salute pubblica.
Ebbene, quindi, evviva le fascette.
Ora necessita, però, massimo rigore e presenza nel contrasto al mercato nero, ai pirati che, come prima detto, galoppano in particolar modo attraverso il web.
Altrimenti non si farebbe altro che appesantire quanti sono già corretti di ulteriori obblighi.
Favorendo, ovviamente in modo non voluto, quanti corretti lo sono di meno e che, indubbiamente, hanno già trovato vantaggio dalle politiche governative che hanno previsto – vedi ultima legge di Bilancio – nuovi rincari in capo al settore vaping.
La soluzione? (Anche) vigilare con attenzione gli oceani di internet intervenendo con azioni di oscuramento puntuali e costanti dei siti illeciti.
In ogni caso, ad Aprile sarà taglio del nastro per le fascette: si attende nelle prossime settimane la firma di primi direttoriali.