Bisogna fare una doverosa precisazione sullo studio condotto dal Dr. Ferri, (Trusticert) , sull'evidenza della tossicità di alcuni aromi.

Da poche ore è stata annunciata  la notizia di una minore tossicità degli aromi per sigarette elettroniche, e bisogna fare una doverosa precisazione sullo studio condotto dal Dr. Ferri, (Trusticert) che è esclusivamente basato su 99 aromi Flavourart.

Spesso ci si sofferma solo sul titolo dell’articolo, senza approfondire e leggere fino in fondo. In tantissimi sono rimasti con la convinzione che si tratti di uno studio generico su 99 campioni di aromi italiani.
Sono arrivate molte email di  vaper  “preoccupati” della presunta tossicità del cocco e della nocciola : ho comprato la nocciola, che faccio, la butto?

Ogni azienda ha una formulazione diversa degli aromi e non è detto che quel 10% di tossicità in più del cocco Flavourart rispetto agli altri aromi Flavouart sia uguale per tutte le aziende, (prendiamo per le pinze anche il termine “tossicità” perché ricordiamoci sempre che è la dose che fa il veleno).

Le formulazioni degli aromi sono in genere personalizzate, sia in base al gusto che si vuole ottenere, sia in considerazione della black list tpd europea, per quel che concerne gli elementi da escludere, questo nel caso si parli di liquidi pronti contenenti nicotina regolati appunto dalla TPD, ma sarebbe eticamente corretto fare questa valutazione anche nella formulazione di un liquido a zero nicotina o aroma che in effetti va poi ad essere miscelato con base neutra e diventa un liquido pronto a tutti gli effetti.

Queste valutazioni commercialmente etiche, dovrebbero essere sempre considerate ed in effetti ci sono aziende che hanno fatto proprio questa scelta.

Le formulazioni degli aromi, sono valutate anche in base alla coscienza dell’aromatiere, che considerando la tossicità specifica di talune sostanze, può scegliere e selezionare nella formulazione del proprio aroma delle valide alternative magari a sostanze meno tossiche di altre.

Detto ciò quindi si capisce che il termine assoluto “tossicità” di alcuni aromi non è applicabile universalmente, in quanto oltre alla scelta della formulazione di un aroma come prima spiegato, entrano in gioco le concentrazioni. Un conto è la sostanza “tossica” assoluta che magari avrà una certa “pericolosità, un conto è la concentrazione di questa sostanza nell’aroma finito.

C’è una enorme differenza tra un aroma che ha una concentrazione magari 1 a 10.000 ed un aroma che ha una concentrazione 1 a 1000, dove di sostanze dette “tossiche” magari ce ne è una concentrazione sotto lo 0,1% e spesso sotto lo 0,01%, tanto da non poter nemmeno essere indicata in Scheda Dati di Sicurezza al paragrafo 3.


Pertanto i picchi di “tossicità”, in un’altra azienda potrebbero essere rilevati nella cannella, nella menta o nell’ anguria, ma questa tossicità potrebbe essere nella realtà paragonabile alla stessa “pericolosità” e “tossicità” presente nell’acqua di rubinetto, che beviamo ogni giorno e che non tutti sanno contenga Arsenico in percentuali talmente basse da risultare irrisorie e quindi facilmente smaltite dall’organismo nell’arco della giornata.

Con il presente articolo volevamo solo e semplicemente riaffermare che il termine “Tossicità” non può essere applicato universalmente alla nocciola o al cocco piuttosto che al miele, alla menta o al cioccolato ma va considerata la formulazione specifica, la concentrazione ed il tutto valutando anche la SDS (Schede dati sicurezza) del prodotto finale, ricordando sempre che E’ LA DOSE A FARE IL VELENO.

Esiste una vecchia FlavourWarning List, dove praticamente sono elencati tutti gli aromi con tossicità “elevata”, suddivisi per aziende e vi assicuro, li ritroviamo tutti, dalla A alla Z , e quindi dalla frutta alle creme, non se ne salva uno.  Sotto “accusa” 450 aromi.
Di primo acchito, quella lista farebbe smettere di svapare chiunque. 
Ma ripeto, l’aroma non è universale, non è uguale per tutti. Dovete tener conto che l’aroma di per se è una ricetta  assemblata in base alle esigenze dell’azienda o di chi ne fa richiesta, e che magari la nocciola di altri laboratori si attesta su una tossicità inesistente  risultando innocua ai fini dello svapo.