In un' intervista a ilGiornale.it, "Girolamo Sirchia", ex ministro della Sanità e promotore della omonima legge che vietò il fumo nei luoghi pubblici, parla delle sigarette elettroniche.

Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità la cui legge del 2003 proibì di fumare nei luoghi pubblici, in una intervista al ilGiornale.it parla di quanto sia stato difficile far approvare quella legge e di quanti abbiano tentato di ostacolarla.

Siamo stati i pionieri perché fino a quel momento in Europa solo la Norvegia aveva una legge seria contro il fumo passivo. Incontrai resistenze enormi in tutti i settori, compreso quello sanitario. Ma i maggiori ostacoli arrivarono dalla politica e dal settore produttivo. Erano in tanti a pensare che gli italiani avrebbero disertato bar e ristoranti non potendovi fumare. [...] Molti del governo temevano che che la legge ci avrebbe fatto perdere consenso elettorale.

Ma non parla solo della legge che porta il suo nome e commenta anche sulle sigarette elettroniche facendo riferimento anche alla battaglia sostenuta sulle droghe:

"Le sigarette elettroniche non sono per nulla innocue. Non si inala catrame ma quei vapori contengono metalli pesanti oltre alla nicotina. [...] Le droghe leggere invece hanno gli stessi effetti di quelle pesanti e oggi la situazione è peggiorata rispetto al passato, perché la repressione è diminuita.

"A me pare solo un business che non risolve il problema. È vero che con le sigarette elettroniche il danno si riduce, essendo assente la combustione. Ma si sta già dimostrando che questi dispositivi inducono a mantenere il vizio e chi ne fa uso, presto o tardi, torna alle sigarette tradizionali, e comunque, lo ripeto, rimangono strumenti di assuefazione al fumo ..". 

"Vedo una situazione peggiorata rispetto al passato perché anche qui la repressione si è molto allentata. Oggi un ragazzino su dieci fuma cannabis, complice l'industria del tabacco che ha inserito nel mercato sigarette al cannabinolo. (riferendosi alle battaglie sulle droghe leggere)"

L'ex ministro erroneamente confonde "forse" le cose;  non solo esprime un pensiero smentito più volte dai medici e dagli esperti (non ultima la smentita di Farsalinos) sui metalli pesanti ma miscela sigarette elettroniche, nicotina e cannabinolo con qualcosa che non ha niente a che fare con la riduzione del danno. 



 

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