Dea Flavor, azienda leader nel mercato della sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica in Italia, si rilancia grazie ad una fiscalità più "umana".

Complice la nuova regolamentazione del settore, che ancora dovrà passare alla Camera, il caso Dea Flavor parte ad agosto 2018. Il nostro articolo "Dea Flavor a rischio fallimento: "Ancora qualche mese e chiudiamo" metteva in chiaro come una regolamentazione non idonea ed una tassazione elevata potevano determinare fortemente la continuità e la fortuna di un'azienda. 

La Dea Flavor si è sempre distinta per tenacia e si è sviluppata di pari passo al mondo, o mercato, delle sigarette elettroniche portando i suoi liquidi ed aromi ad essere i più usati nel tempo dai vaper più esperti o da vaper alle prime armi. 

La situazione precipita nel 2018 quando la stessa "Dea", dopo aver assunto 40 dipendenti, si vede notificato, complice la normativa retroattiva italiana, il pagamento di milioni di euro per anni pregressi di non pagamento dell'imposta di consumo gravante sui liquidi per sigarette elettroniche e come se non bastasse l'accisa gravate sui liquidi veniva aumentata portando il mercato al collasso. Partono così i licenziamenti dei dipendenti e la prospettiva del fallimento e della chiusura.

Ma niente è più lieto di un buon finale ed oggi la Dea Flavor si prepara al rilancio, complice anche il decreto fiscale con il famoso 5% del debito pregresso delle aziende che sarà aggiornato al 31 Dicembre 2018. I titolari dell'azienda - rilasciando una ampia intervista e comunicazione sul quotidiano on-line "Il Nord est" - tirano un sospiro di sollievo e Daniele Campestrini (uno dei due titolari dell'azienda) sottolinea:

"Si tratta di una decisione attesa che ha fatto ripartire il mercato, a dimostrazione che tasse troppo alte influiscono negativamente su un settore che invece di per sé è vivace e produce occupazione".

Naturalmente non si canta ancora vittoria, il decreto fiscale deve passare dalla Camera dei deputati e successivamente il tutto verrà pubblicato sulla gazzetta ufficiale per poter entrare in vigore il 1 gennaio 2019 e vedere tanti sacrifici rivalutati.

"Staremo a vedere, ma siamo fiduciosi perché questo settore interessa circa 800.000 consumatori che utilizzano le sigarette elettroniche. Se la norma sarà confermata, torneremo ad assumere". - commenta Campestrini al quotidiano.

Segui il disclamer dei contenuti presenti sul blog.