La sigaretta elettronica è uno strumento che è il 95% meno dannoso della sigaretta tradizionale, ma potrà salvare il mondo dal tabacco?

Una domanda che ci siamo fatti spesso e che continuiamo a farci è quella inerente alla possibile soluzione alla dipendenza da tabacco, che è rappresentata dalla sigaretta elettronica, strumento sempre più utilizzato (e purtroppo criticato) nel mondo, basti pensare che ad oggi nella sola Italia oltre un milione di persone hanno deciso di iniziare ad utilizzarla.

Potremmo anche definirlo un fenomeno di massa, o mediatico, fatto sta che la sigaretta elettronica oggi come oggi è un prodotto conosciuto da milioni di persone in tutto il mondo e ogni giorno continua ad aggiudicarsi una sostanziosa fetta di mercato internazionale tanto da iniziare a far paura anche alle lobby del tabacco più grandi al mondo. Non è un mistero infatti che Altria abbia deciso di acquisire il 35% della quota azionaria di JUUL l’azienda produttrice di sigarette elettroniche con sede a San Francisco e stia investendo fortemente nella pubblicità (solo quella consentita) dei suoi prodotti, vi abbiamo infatti riportato come Altria ha deciso di continuare la sua campagna contro il tabacco inserendo dei coupon per acquistare la sigaretta elettronica JUUL all’interno dei pacchetti di sigarette Parliament (link articolo).

Il problema principale ora riguarda la commercializzazione del prodotto un po’ in tutti gli stati, anche se come sappiamo alcuni (vedi Regno Unito) si stanno adoperando per permettere alla sigaretta elettronica di trovare un posto più importante e soprattutto una legislatura che distingua in via definitiva il prodotto a danno ridotto e quello contenente tabacco. A questo proposito vi vogliamo ricordare che è ancora attiva la petizione Vape is Not Tobacco e vi invitiamo ad andare a firmarla presso il sito ufficiale raggiungibile attraverso questo link.

Tornando alla domanda principale, l’OMS ha dichiarato che le sigarette elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto a quelle tradizionali ma che sono necessari ancora degli studi per capire meglio l’impatto del vaping sulla salute, detto ciò risulta essere una percentuale che sicuramente non può essere ignorata come in molti media hanno fatto in questi giorni. Esistono poi moltissimi studi condotti in Europa che confermano il beneficio che l’utente fumatore può trarre dall’utilizzo della sigaretta elettronica, primo fra tutti l’abbandono definitivo della sigaretta tradizionale.

Purtroppo però dobbiamo anche sottolineare che sino a che gli enti per la salute pubblica, i medici e i politici non decideranno di prendere in considerazione tale prodotto come un effettivo possibile beneficio e soprattutto sino a che non decideranno di creare una legislatura fatta ad hoc per il settore, la sigaretta elettronica rimarrà sempre in bilico e sotto attacco da molte aziende ed esponenti.

Potrà il futuro quindi riservare al vaping un posto “d’onore” nel mondo? Tutto sta a quanto quest’ultima verrà presa in considerazione e soprattutto pubblicizzata alla popolazione, ad oggi purtroppo possiamo affermare che i presupposti ci sono, ma le azioni effettive per mettere la sigaretta elettronica sotto una luce positiva sono state ben poche o comunque non sono riuscite a riscuotere il successo necessario.

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