Umberto Roccatti, presidente di ANAFE Confindustria, commenta la "possibile" prima morte in Usa per colpa dell'inalazione di sostanze non idonee nelle sigarette elettroniche.

I merito al decesso in Usa per colpa dell'uso improprio del liquido in una sigaretta elettronica il presidente di ANAFE Confindustria "Umberto Roccatti" commenta:

“La morte dell’uomo, al di là degli aspetti ancora da chiarire, non si può certo attribuire all’utilizzo della sigaretta elettronica. In questo caso, infatti, ad essere stato fatale è con ogni probabilità l’uso di marijuana, peraltro proveniente dal mercato illegale. L’uso che in questo caso ne è stato fatto non è di certo riconducibile ad un normale e, soprattutto, consapevole utilizzo del device”.

E’ quanto dichiara Umberto Roccatti, Presidente di Anafe, l’Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico aderente a Confindustria – tornando sul caso del primo presunto decesso di un uomo negli USA che sarebbe stato causato dall’utilizzo di una e-cig.

“E’ importante fare chiarezza e rassicurare i consumatori” aggiunge Roccatti. “Nel nostro Paese – sottolinea – le regole sono rigide e ogni prodotto immesso sul mercato è sottoposto ad analisi estremamente approfondite. Ma soprattutto, il consumatore finale è sempre ben informato sui rischi del fai da te, pratica pericolosa che scoraggiamo con forza. Per questo motivo, ribadiamo l’importanza per i consumatori di rivolgersi solo ai punti vendita autorizzati dove è possibile acquistare prodotti sicuri e certificati”.

“Se da una parte è necessaria la dovuta cautela sulla vicenda, considerato che sono in corso le indagini da parte delle autorità, dall’altra si deve anche ricordare che, di tabagismo, muoiono circa 8 milioni di persone al mondo ogni anno ed è questo il vero allarme di cui si parla sempre troppo poco. Creare un allarme ingiustificato sulla e-cig vuol dire instillare ulteriori dei dubbi nella testa di quei milioni di fumatori che ancora non riescono a sottrarsi alla dipendenza da nicotina e vedono una concreta speranza proprio nella sigaretta elettronica che, come riconosciuto da autorevoli autorità sanitarie, come quelle inglesi, e importanti esponenti della comunità scientifica è del 95% meno dannosa delle sigarette tradizionali” conclude Roccatti.

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