ANPVU scrive al ministro della salute "Roberto Speranza", al direttore dell’osservatorio sulle dipendenza dell’Istituto superiore di sanità "Roberta Pacifici" e ai vertici dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli: "Chiarezza al fine di evitare allarmismi infondati".

Di seguito la lettera inviata dall’ANPVU, (fonte Meteoweb) Associazione nazionale operante sul territorio italiano a tutela dei Consumatori di vaporizzatori personali, al ministro della salute "Roberto Speranza", al direttore dell’osservatorio sulle dipendenza dell’Istituto superiore di sanità "Roberta Pacifici" e ai vertici dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, in seguito alla polemica diffusasi in merito alla possibile pericolosità delle sigarette elettroniche. Si chiede chiarezza al fine di evitare allarmismi infondati.

“Le ultime notizie, provenienti per lo più dagli Stati Uniti, circa lo sviluppo da parte di alcuni soggetti di gravi patologie a carico dell’apparato respiratorio (polmonari), sono per noi totalmente fuorvianti ed allarmistiche, visto che veicolano il messaggio che si stia diffondendo un’epidemia correlata all’uso dei vaporizzatori personali. Le autorità statunitensi, CDC ed FDA collegano questi casi all’uso di sostanze, illegali e non adatte allo svapo, contenute all’interno dei liquidi, come ad esempio acetato di vitamina E ed in ogni caso, a sostanze afferenti all’utilizzo di THC, reperibili attraverso il mercato nero. L’Associazione ANPVU, unica Associazione sul territorio nazionale italiano a tutela dei Consumatori di vaporizzatori personali, tiene a precisare che nell’Unione Europea e quindi in Italia sono presenti regole e normative rigorose in merito a liquidi e dispositivi per il vaping; garantendo il controllo stringente degli ingredienti contenuti nei liquidi, del contenuto massimo di nicotina, dell’etichettatura e del quantitativo di liquido per unità di prodotto.

Inoltre teniamo a far presente che le autorità competenti conoscono il contenuto dei liquidi perfettamente e gli stessi vengono notificati ben 6 mesi prima della messa in commercio.

Come unica Associazione a tutela dei vapers Italiani riteniamo quindi d’uopo, ed improcrastinabile, che il Ministero della Sanità si adoperi nel promulgare, attraverso ogni mezzo di comunicazione, un messaggio “chiaro” che tranquillizzi i Consumatori che non fanno uso di prodotti illegali, cosi come è stato già messo in atto dai governi inglese e francese.

La situazione è stata oltremodo esacerbata dalla “cattiva” informazione dei media italiani che si sono profusi nel diffondere notizie, provenienti dagli Stati Uniti, puntando il dito contro un dispositivo (il vaporizzatore personale) che ha indiscutibilmente una tossicità ridotta del 95% rispetto al fumo combusto, creando, come è facilmente comprensibile, panico nei consumatori, i quali, paradossalmente, sono stati spinti a ricadere nel tabagismo. Un altro dato allarmante si riscontra nella convinzione che il vaping (inteso erroneamente come facoltà di inserire nei dispositivi le sostanze più disparate e, quindi, potenzialmente pericolose) sia più dannoso delle “naturali” sigarette di tabacco, e quindi non debba essere ritenuto un mezzo per allontanarsi in maniera meno dannosa dal fumo combusto, spingendo i fumatori interessati a cercare metodi alternativi al fumo, ad abbandonare l’idea di avvicinarsi al vaping.

Ribadiamo quindi la richiesta di precisare che ad oggi i liquidi e i dispositivi commercializzati in Europa non costituiscono pericolo di epidemie, sono normati e meno tossici rispetto al fumo combusto. Ciò che ci stupisce maggiormente è che, pur avendo in Italia alcuni degli esponenti dell’eccellenza in ambito medico scientifico sull’argomento, ci si affidi a studi extracomunitari e si diffondano notizie riguardanti la inconcludente legislazione in merito presente in USA, senza sottolineare che in Europa e in particolare in Italia i Consumatori sono tutelati dalle Istituzioni.

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