Uno degli sbagli che si possa commettere in ambito informatico è di utilizzare terminologie per sentito dire e riproporle non contestualizzate e mai verificate con chi del settore se ne intende davvero.

I casi americani hanno destato scalpore facendo pervenire un calo delle vendite e della credibilità del settore delle sigarette elettroniche internazionale. Vendite illegali di prodotti non conformi o alterati da agenti nocivi sono stati all'ordine del giorno delle maggiori istituzioni americane quali CDC ed FDA che hanno tutt'oggi smentito che i problemi polmonari e i decessi possano essere imputati alle sigarette elettroniche così come noi le conosciamo nella normale fruizione di un utilizzo dedito alla riduzione del danno da fumo.

Il problema del mercato nero o illegale però non si ferma qui ma la disinformazione regna sovrana; le vendite illegali di prodotti del settore delle sigarette elettroniche ci sono sempre state e ci saranno proprio dietro all'enorme valanga di normative, più o meno presenti, che in Europa e principalmente in Italia dovrebbero far si che questo mercato sia un mero presupposto non credibile.

Il problema è che parlare di mercato illegale o come dicono gli americani "acquisti per strada o prodotti fai da te" non ha niente a che vedere con il Dark Web ed al massimo potrebbe avere a che fare con il Deep Web ma niente di tutto ciò è praticamente possibile per un utente medio che vuole acquistare il suo “liquido illegale”. Non fattibile in Italia non fattibile in Europa ma neanche nel resto del mondo a meno che voi non siate interessati a molto altro e non alle semplici sigarette elettroniche o liquidi da inalazione che conosciamo.

Per comprendere meglio bisogna fare non un passo ma due passi indietro spiegando a livello informatico il perché un normale utente non potrebbe accedere al "Dark Web" ma al massimo potrebbe tranquillamente farsi una bella "navigata" nel Deep web senza però trovare riscontro nell'acquisto di materiale "illegale" da utilizzare con il proprio dispositivo.

E' bene spiegare cosa è il Surface Web, il Deep Web e il Dark Web; termini che impressionano, mettono alle volte ansia o addirittura cedono alla disinformazione non valutando i rischi che possano condurre a parlare di "Dark Web" in senso stretto.

Il Surface Web è quello che tutti noi conosciamo, quel web navigabile ed indicizzato dai motori di ricerca dove possiamo tranquillamente trovare, grazie a Google, Bing, Libero, Virgilio e quant'altro, tutto il materiale che di solito ci serve. Del Surface fanno parte anche i siti web dove, spesso, acquistate i vostri liquidi "legali" per sigarette elettroniche ed un utente normale ne ha pieno accesso con un  semplice computer di casa o da qualsiasi altro dispositivo utilizzato che abbia una connessione internet attiva.

Il Deep web, invece, è l'insieme di tutti i siti web non indicizzati dai motori di ricerca e ne fanno parte quei siti, la maggior parte anche legali, che, ad esempio non vogliono essere, per principio, indicizzati. Importante: il Deep web è accessibile dagli utenti. Ne fanno parte, d'altronde, anche siti web che "normalmente" non vengono proprio indicizzati dai motori  in quanto, per loro inaccessibili, e grazie all'alone di mistero nato intorno al Deep Web, quest'ultimo, è inteso come parte dell'universo digitale dove trovare quel che si dice "illecito" ma in molti casi può essere vero come, di solito, non lo è. Basti pensare semplicemente che un sito web o il suo programmatore non voglia essere indicizzato (cosa estremamente possibile) e tramite comandi chieda a google (per esempio) di non indicizzare le pagine del suo sito per non farle apparire nelle ricerche oppure, per non andare lontano, anche il contenuto della nostra e-mail fa parte del Deep Web in quanto non indicizzato.

Quello che tutti conosciamo come "Dark Web" è la parte più nascosta del web a cui si accede non tramite un semplice sistema Windows (anche se alcuni ammettono di averlo fatto) ma con sistemi al di sopra delle capacità di un singolo utente medio. Specifichiamo: è inverosimile che gli utenti che usano sigarette elettroniche vadano a cercare nel Dark materiale illecito (anche se tra le immense cose illegali che si trovano come droga, armi, pornografia, virus, sicari si può trovare qualcuno che guadagni qualche bitcoin sulle sigarette elettroniche) e vi spiego il perché. Secondo voi un utente entra nel Dark Web per comprare cosa? Un dispositivo? Un tank rigenerabile? Rischia tutti i pericoli d'ingresso nel dark web per cosa? Comprare in bitcoin un liquido da 60 ml al THC?

Non esiste "Un Dark Web" ma ne esistono" milioni", questo in quanto ogni Dark Web, che crea comunque una "virtual community" di gente interessata all'illegale, accede tramite una Darknet e a sua volta ogni Darknet richiede dei requisiti non solo di conoscenza informatica ma anche di conoscenza del mondo delle "Dark Web".

Fare riferimento al mondo illegale identificando nel Dark Web la possibilità di acquistare ogni cosa è semplicemente una mancata conoscenza dell'argomento in quanto è vero che si può acquistare qualsiasi prodotto o servizio illegale all'interno del Dark ma di sicuro non cosette "spicce”. L'autenticazione nel Dark Web avviene tramite conoscenze che vanno al di là della semplice patente europea o del corso di informatica che mi permette di fare un sito web in wordpress. L'ingresso nel "Dark web" avviene tramite software che criptano le informazioni dell'utente e che ne permettono la totale disinibizione all'interno della rete darknet stessa ma non solo per sua sicurezza personale ma anche per sicurezza e basta. 

E' incredibile pensare come si possa solo credere o confondere un sito web e-commerce che vende senza autorizzazione dell'Agenzia dei Monopoli, un canale Telegram che vende basi o prodotti senza neanche uno straccio di bugiardino identificativo o aromi venduti sottobanco da aziende che non specificano neanche di cosa è composto il liquido stesso con il "Dark Web". Ancora più impressionante la mancata disinformazione che potrebbe portare utenti ignari ad addentrarsi in qualcosa di "molto ma molto pericoloso".

Segui il disclaimer dei contenuti presenti sul blog.