La nuova piattaforma 

L'operazione verità non può che passare se non attraverso la bocca e le tastiere di chi l'informazione la produce. La diffonde.
E mai come nel dibattito riguardante fumo tradizionale ed elettronico si pone come fondamentale l'esistenza di canali comunicativi che siano obiettivi e depurati da interesse di parte. Perchè, quando si discute di una delicata tematica come questa, si finisce per chiamare in ballo aspetti delicati quali quelli della tutela della salute pubblica.

Interessante, al riguardo, l'iniziativa promossa dal Coehar. Che ha lanciato “Catania Conversation CC”.
Ovvero un nuovo progetto che chiama a coinvolgimento scienziati, giornalisti ed esperti in tema di riduzione del danno.
Il tutto al fine di dare vita ad una piattaforma che si ponga quale “luogo di condivisione e selezione di notizie inerenti la ricerca sulla riduzione del danno da fumo”.

Il problema di fondo, come non mancano di sottolineare i promotori, vive nel fatto che, pur al cospetto di dati certi rispetto al minor danno insito in alcune categorie “alternative”, “i quadri normativi e l’opinione pubblica hanno spesso forti dubbi a riguardo”.
Ciò perchè, come viene chiaramente esposto, “in alcuni casi le lobby deliberatamente diffondono informazioni sbagliate e non scientifiche ad un pubblico ignaro di ciò”.

Una chiara operazione di disinformazione posta in essere unicamente al fine di proteggere specifici interessi e creare confusione nei consumatori.
Una precisa strategia, palesatasi ad esempio con il caso “Evali”, cui il “Coehar” vuole contrapporre una contro-informazione basata sulla verità.

“In un momento così complesso per la Comunità scientifica internazionale, peraltro, impegnata su più fronti a trovare cure e soluzioni per combattere la diffusione del Covid, Catania Conversation – spiegano gli esperti etnei - vuole essere un supporto concreto per trovare e selezionare le notizie basate su evidenze scientifiche validate da autorevoli esperti del mondo della scienza e della salute pubblica”.