L'intervento del vertice Coehar

"Amici, la scienza non sempre dice cose che sono attese ed in linea con le conoscenze pregresse, e a volte non ha risposte. L’esperienza COVID ci ha insegnato anche questo. Ma la scienza - ben condotta e correttamente interpretata - dice sempre la verità".

Esordisce così nota di Riccardo Polosa, vertice Coehar, in un post social diramato attraverso il personale profilo.

"E nel caso del tabagismo, i dati, frutto di un intenso decennio di studi e ricerche - prosegue l'accademico dell'Università catanese - dimostrano con chiarezza come i dispositivi senza combustione come le sigarette elettroniche, non solo aiutano molti fumatori a smettere, ma sono strumentali per la riduzione dei danni fumo-correlati.

Da anni mi batto per una completa, chiara, e corretta informazione sui dati scientifici relativi alla ricerca in ambito di riduzione del rischio. Da anni mi batto contro chi, troppo spesso, manipola alcune informazioni a vantaggio di un messaggio fuorviante e pieno di preconcetti.

E proprio in questa ottica, che ho sempre accettato il confronto scientifico con chi possa pensarla diversamente da me.
Purtroppo, questo confronto non risulta essere sempre sereno e rispettoso.
A molti, non va proprio giù  l'idea che il vapagismo possa essere una porta di uscita dal tabagismo e che l’uso della sigaretta elettronica possa comportare sostanziali benefici oltre a rischi insignificanti e per lo più attesi. Questo stato di cose si è tradotto in uno scontro aspro, talvolta sleale, tra opposte fazioni (pro-svapo vs anti-svapo), con dinamiche di portata globale.

L’altra sera in Italia è andata in onda una mia intervista concessa ad un giornalista della trasmissione Report. E sottolineo concessa. Sappiamo tutti il tipo di giornalismo che confeziona la trasmissione. Quindi ho accettato sicuro di non aver nulla da nascondere, convinto che trasparenza e onestà - tutti principi ispiratori su cui il CoEHAR basa le sue attività scientifiche e di comunicazione - avrebbero trionfato.

Pertanto ho accolto i giornalisti di Report nella mia città e nei laboratori del nostro Ateneo fiducioso di poter far valere la forza della bontà delle nostra attività di ricerca scientifica e della nostra integrità intellettuale.

Nei fatti la mia intervista è stata una piacevole conversazione con i giornalisti durata quasi una intera mattinata e conclusasi all’interno dei nostri laboratori con una interessante dimostrazione tossicologica del minor danno delle sigarette elettroniche rispetto a quelle convenzionali.

Purtroppo al pubblico italiano è stato solo concesso di vedere un unico segmento - si lamenta Polosa - che, estrapolato dal contesto, veicola un messaggio fuorviante, mentre la bella dimostrazione sperimentale - condotta con rigore e professionalità dai ricercatori del CoEHAR - rimarrà "nascosta" negli archivi della RAI perché considerata non rilevante. Non è la prima volta - la conclusione - e non sarà l’ultima. Ma state certi che il nostro lavoro di ricerca continuerà con entusiasmo immutato, animato dalla stessa grande voglia di poter svelare la verità".

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