Ancora troppi espongono i conviventi ai rischi del fumo passivo 

Quale è la sensibilità dei fumatori verso i propri cari? In che misura coloro i quali sono amanti delle sigarette tutelano i propri famigliari all'interno delle abitazioni?
A fare chiarezza, per quanto su scala campionaria, è un approfondimento condotto dal Dicastero della Salute.

Secondo quanto rilevato dagli “intervistati”, in particolare, “l’esposizione al fumo passivo in ambito domestico è ancora rilevante”.
Ben 16 persone su 100, infatti, hanno rilevato come all'interno delle proprie abitazioni i conviventi fumatori facciano regolarmente uso di “bionde” senza adottare particolari accorgimenti a tutela dei conviventi.
E, nell'11% dei casi, ulteriore aggravante, questa condotta sarebbe posta in essere in presenza di minori di quindici anni.
Un atteggiamento che, tuttavia, riscontra ancora notevoli differenze tra varie zone di Italia.

Le regioni in cui vi sono meno case “libere da fumo” - spiegano, infatti, nel report - sono prevalentemente quelle con la quota più alta di fumatori e, generalmente, in quelle stesse regioni è anche minore il rispetto del divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro.
La buona notizia è che il numero di case “libere da fumo” continua ad aumentare significativamente nel tempo, come effetto presumibile di un passaggio culturale che dalla legge del divieto nei luoghi pubblici conduce, attraverso una maggiore consapevolezza dei danni del fumo passivo, all’astensione di fumare negli ambienti di vita privati”
.

Permane, quindi, ancora scarsa attenzione da parte di troppi rispetto ai potenziali danni che il fumo passivo può recare.
E non è un dato trascurabile.
Si stima come, ogni anno, infatti, nel mondo un milione di persone circa perda la vita per danni causati dal fumo passivo.
Ogni sette persone, quindi, che muoiono per il fumo proprio, ve ne è una che muore a causa del fumo altrui. Ed è un dato doppiamente inaccettabile anche perchè coinvolge, in modo importante, la fascia anagrafica dei bambini.

Circa 165.000 piccoli, di età inferiore ai cinque anni, muoiono annualmente per patologie correlate al fumo passivo inspirato. Una strage di innocenti, una strage silenziosa che si tinge di vergogna.
Ecco perchè, quindi, risulta importante accendere i riflettori su abitudini che non sono affatto innocue. Consola, tuttavia, il fatto che, in Italia, si sia passati dal 72,4% di case libere dal fumo del 2008 all’attuale 84%.
Un trend in deciso miglioramento ma l'obiettivo, ovviamente, deve essere quello prossimo allo zero

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