L'ex Ministro del Governo Conte 



Tabacco riscaldato e tassazione, durissima posizione dell'ex Ministro Fioramonti. “Il tabacco riscaldato non è altro che un bene di lusso mascherato da incentivo alla salute, motivo per cui trovo ingiustificate le agevolazioni fiscali a questo settore”.
Questa le dichiarazioni, come riportate da “lavalledeitempli.net”, rese dall'attuale onorevole del Gruppo Misto, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Ai vertici del Dicastero dal 5 dal settembre al 30 dicembre 2019, primo Governo Conte, Fioramonti è stato alquanto risoluto circa la opportunità di eliminare ogni vantaggio in termini di gravàmi fiscali a pro di questa tipologia di prodotto.
“La leva fiscale dovrebbe servire ad indirizzare i consumi verso le merci ed i servizi che fanno bene alla salute ed all’ambiente - ancora Fioramonti sempre al portale al quotidiano siciliano - non a concedere privilegi a qualche lobby per aumentare le vendite di prodotti mascherati da strumenti di benessere della persona, ma che in realtà altro non sono che beni di lusso”.

Fioramonti torna a ribadire, quindi, il personale sostegno alla iniziativa emendamentale presentata trasversalmente con i deputati Muroni, Fassina, Fusacchia, Lattanzio, Quartapelle,Procopio, Palazzotto, Pagano, Gribaudo e Trano. Emendamento che, si ricorda, punta ad innalzare l'accisa sul tabacco riscaldato dall'attuale 25 percentuale a quella del 75.
Operazione che sarebbe finalizzata a recuperare le necessarie risorse al fine di potenziare il sistema di assistenza sanitaria domiciliare integrata.

“È ora che l’azione di questo Governo – ha concluso Fioramonti - metta al primo posto la salute dei suoi cittadini senza perdersi in una nuvola di fumo”.
Questo il pensiero dell'altissimo esponente, come detto titolare di Ministero durante la prima fase dell'era Conte – quella Lega-M5S.
Non desta sorpresa, quindi, che ancora vi sia forte diffidenza rispetto alle alternative al fumo nella "massa".
Se massimi rappresentanti delle Istituzioni, infatti, sono talmente scettici rispetto ai benefici a pro della salute insiti in tali soluzioni – e se, giustamente, tali messaggi godono di una alta risonanza mediatica – non deve sorprendere che l'uomo comune non approcci ancora con piena fiducia tali soluzioni.
Nè, del resto, si deve gettare la croce su Fioramonti.
A confortare la sua tesi, infatti, tanto di recente relazione dell'Istituto superiore di Sanità, tra l'altro rilanciata anche dalla Sottosegretaria alla Salute.

Il problema è che l'Iss ha guardato, con sorprendente parzialità di vedute, solo ad una minoritaria parte della scienze che ancora “frena” sulle alternative.
Ed ignora, invece, accreditate evidenze che propendono per la forte riduzione del danno che tali dispositivi possono fornire rispetto al fumo.
Come evidente, urge una rivoluzione nell'approccio alla questione proprio nei vertici degli Organi preposti. Ma proprio in quella sede pare vivere il “problema”