L'associazione guidata dal Presidente Carmine Canino

L'Anpvu si accomoda ufficialmente ai tavoli di confronto permanenti con i rappresentanti della filiera della sigaretta elettronica e della filiera del tabacco.
Questo quanto scaturito, grazie all'opera di allargamento di Eurispes, ad esito dell’incontro sviluppatosi Giovedì 25.
Una operazione che consente all'Anpvu, quindi - Associazione nazionale Consumatori vaporizzatori personali - di entrare in interlocuzione con tutti i player della filiera dei prodotti del tabacco a rischio ridotto e le parti coinvolte nella produzione.
Un tavolo ricco che vede tra i partecipanti associazioni della filiera del vaping quali Anafe-Confindustria, Uniecig, Fit, Adiconsum, il professore Antonio Catricalà, già Presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, il professore Fabio Beatrice, Direttore del Centro antifumo di Torino, il dottor Gianni Riotta, il professore Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto nazionale “Regina Elena”, ed il dottor Damiano Parretti della Società italiana Medicina generale.

Siamo onorati, come associazione Anpvu, di poterne fare parte – ha commentato Carmine Canino, Presidente del sodalizio - Questi sono i punti su cui la nostra associazione si batterà maggiormente: il vaporizzatore personale (e-cig) non è assolutamente assimilabile ai prodotti del tabacco (compresi quelli a rischio ridotto);
La sigaretta elettronica non è uno strumento medicale ma bensì un bene di consumo;
I Vaporizzatori personali oltre ad essere strumenti per la riduzione del danno consentono la disassuefazione a differenza degli altri prodotti per la riduzione del danno;
Per questo riteniamo inammissibile che vengano venduti negli stessi esercizi commerciali di sigarette, sigari e prodotti a tabacco riscaldato;
La libertà del cittadino di scegliere un prodotto a rischio ridotto è un diritto fondamentale riconosciuto anche dalla Carta fondativa della Convenzione Quadro per il controllo del tabacco dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
E’ quindi necessario battersi affinchè questo diritto sia riconosciuto anche nei fatti”.

La qualità del prodotto – prosegue Canino - non dipende dal sistema chiuso o aperto ma dalla qualità delle sostanze e dal materiale adottato. La libertà di scelta è una condizione esclusiva del consumatore, la produzione e l’immissione in commercio è responsabilità esclusiva dei produttori e distributori (questo vale sia per il commercio su strada che sul web, già ampiamente regolamentato).
E’ fondamentale offrire al consumatore una scelta ampia e varia sia di hardware che di e-liquids, in quanto il percorso di disassuefazione non è uguale per tutti i soggetti. Tale varietà - la conclusione - rappresenta il motivo per il quale i vaporizzatori personali sono riusciti ad allontanare milioni di persone dal fumo combusto”.

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