L’auspicio di ANPVU è quello di vedere finalmente anche lo Stato Italiano approvare e condividere le politiche del Regno Unito

ANPVU ritiene che un’attenta politica di prevenzione della salute pubblica non possa prescindere dalla lotta alle grandi dipendenze come il tabagismo, responsabile in Italia di 80.000 morti anno (tumori e patologie fumo-correlate).

Il lavoro dei centri antifumo, seppur encomiabile, non riesce tuttavia a liberare dal fumo che uccide quei fumatori incalliti che vi si presentano armati di buona volontà, ma che proprio non riescono a distaccarsi dal catrame delle sigarette: circa il 68% degli 11,5 milioni di fumatori italiani non riesce a smettere di fumare.

Secondo noi una politica di prevenzione sanitaria intelligente e lungimirante che guardi alla salute dei propri cittadini, ma anche al risparmio della spesa sanitaria di uno Stato, non può e non deve essere esclusivamente appannaggio di provvedimenti di carattere fiscale.

Il Ministero della Salute inglese, aprendo convintamente le porte al vaping come sistema alternativo, sicuro ed efficace rispetto al fumo di sigaretta, rappresenta la vera innovazione culturale in fatto di politiche di prevenzione delle patologie fumo-correlate e lotta al tabagismo. Riportiamo di seguito alcune considerazioni e provvedimenti del Public Health England (PHE) riportate sul sito della LIAF (Lega Italiana Anti Fumo: https://www.liaf-onlus.org) che riteniamo meritino grande interesse e condivisione.  

Il 6 febbraio scorso è stato fatto un nuovo ed importante passo per il futuro dello svapo.

Il Public Health England (PHE) ha pubblicato il nuovo report sui vaporizzatori personali. (Rif. Public Health England). A firmare il documento, un gruppo di esponenti del panorama scientifico internazionale: Ann McNeill, Leonie S. Brose, Robert Calder, Linda Bauld e Debbie Robson.Rispetto al precedente Report, il messaggio non cambia e ci sono delle importanti conferme: le e-cig possono far smettere di fumare e sono molto meno dannose del fumo di sigaretta convenzionale. Il nuovo rapporto dichiara che – nella sola Inghilterra – la diffusione delle e-cig ha creato un esercito di ex-fumatori….circa 57.000 in un solo anno. Inoltre, si ribadisce che – come già affermato nel 2015 – le sigarette elettroniche sono il 95% meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali. (Lega italiana Anti Fumo - Rif. Public Health England).

Se il rapporto PHE del 2015 è stato, come la definimmo allora, “una pietra miliare per il futuro dello svapo” questo nuovo documento rappresenta una importante e necessaria conferma che la strada che si vuole seguire nel Regno Unito per debellare il tabagismo è quella giusta. (da Lega italiana Anti Fumo - Rif. Public Health England).

 

“Sarebbe tragico se migliaia di fumatori non iniziassero a svapare a causa di false convinzioni” (prof. John Newton, Direttore per il miglioramento della salute presso PHE).

Con lo svapo i rischi di contrarre malattie fumo correlate (come cancro, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie) sono minimi perché le sostanze chimiche nocive presenti nel fumo delle bionde non si trovano nelle nebulizzazioni delle elettroniche o, se presenti, lo sono comunque a livelli molto più bassi. L’altro punto importante affrontato dagli scienziati riguarda l’utilizzo di e-cig da parte dei giovani. Alcuni studi hanno mostrato che i giovani che svapano sono più propensi ad iniziare a fumare. Nel documento di PHE, invece, si spiega che la sperimentazione delle elettroniche tra i giovani è abbastanza comune, ma l’uso regolare dello strumento è ancora limitato solo a coloro che hanno precedentemente fumato.“La ricerca dimostra che l’uso regolare di elettroniche tra i giovani che non hanno mai fumato rimane trascurabile, meno dell’1%, e il fumo dei giovani continua a diminuire a un ritmo incoraggiante” (prof.ssa Linda Bauld). Il nuovo rapporto, peraltro, riassume anche le prove esistenti sulle cosiddette IQOS adottando un approccio più cauto: “possono essere notevolmente meno dannose delle sigarette di tabacco e più dannose delle elettroniche”. (da:Lega italiana Anti Fumo - Rif. Public Health England).

Sono oramai migliaia gli studi scientifici che si susseguono nel mondo, molti dei quali pubblicati su riviste molto importanti e riconosciute come: The Lancet, The New England Journal of Medicine, British Journal of Medicine, British Journal of Respiratory, ecc. che attestano, in maniera oramai incontrovertibile, come i vaporizzatori rappresentino una valida opportunità per vincere la dipendenza dal tabacco e far fronte alle gravi patologie fumo-correlate.

Alla luce di quanto sopra esposto l’intento e l’auspicio di ANPVU è quello di vedere finalmente anche lo Stato Italiano approvare e condividere le politiche del Regno Unito dove il Vaping viene promosso e incentivato dal proprio Ministero della Salute.

ANPVU condivide e rispetta appieno gli obiettivi delle altre Associazioni già esistenti ed auspica, con convinzione, una continua interazione con esse per stimolare, tutti insieme, un dialogo costruttivo affinchè si possa avviare quella sensibilizzazione dell'opinione pubblica finalizzata ad avvicinare quanti più fumatori tradizionali possibili al vapore elettronico che risulta molto più agevole ed efficace e che possa garantire a tutti #unfuturodivaporenondicenere.

 

Carmine Canino

Presidente Nazionale ANPVU

 

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