"Veritas Cohort" il nome della ricerca che sarà condotta su scala internazionale 

Uno studio che possa, al di la delle chiacchiere, porre un significativo punto fermo in tema di sigarette elettroniche e di eventuali danni alla salute.
“Veritas Cohort” il nome della ricerca cha avrà al timone uno dei principali teorici del minor danno, ovvero lo scienziato Riccardo Polosa dell'Università di Catania, con il supporto di Carl Phillips.
“La ricerca di Veritas Cohort – viene spiegato dalle sedi della Liaf, Lega italiana antifumo - è rivolta a tutti coloro i quali non sono fumatori – o che, al massimo, abbiamo fumato un numero limitatissimo di sigarette nell'arco della loro vita - e che fanno attualmente uso, in modo abituale, della sigaretta elettronica”.
Lo studio si estenderà lungo un periodo di sei anni con i partecipanti al percorso di ricerca in questione che, con cadenza periodica, dovrebbe essere annuale, saranno chiamati a sottoporsi a esami medici gratuiti.
Tali approfondimenti strumentali includeranno test di funzionalità polmonare e tac.
Si cercherà di comprendere, quindi, su una base campionaria di volontari numericamente significativa, differenziata per etnia, provenienza climatica e stili di vita, se e quale impatto potrà avere la sigaretta elettronica in termini di salute.
La necessità della verità.

Perchè ancora non accenna a scemare, su più fronti, la campagna diffamatoria anti-svapo che ha avuto in Evali solo una delle sue espressioni. Ricerche spesso e volentieri prezzolate, commissionate da specifici interessi, additano la sigaretta elettronica quale causa di questo o di quell'altro danno a carico della salute dell'uomo.
Sulla base di metodi, scientifici e statistici, che sono stati spesso e volentieri sbugiardati.
Il tutto nel tentativo o nella illusione di voler innestare nell'opinione pubblica la percezione del “tutt'erba un fascio” in fatto di sigarette e sigarette elettroniche.
Una condotta che è criminale dal momento che le “bionde” macinano 7-8 milioni di morti all'anno.
Mentre lo svapo, invece, ad oggi, dopo una decina di anni di attività, non ha determinato, nel suo uso corretto, una sola morte.
Da questi presupposti, quindi, la volontà di Polosa di contribuire alla causa del minor danno con una ricerca, condotta con tutti i crismi del caso, che fotografi un eventuale impatto del vaping sull'organismo umano sulla base di accertamenti strumentali obiettivi.
I volontari saranno intercettati in Canada, Costa Rica, Estonia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia (nel dettaglio a Catania, Milano e Torino), Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna.