“Vi è uno stato di cose alquanto inverosimile che ci viene segnalato da svariate aziende e da diversi operatori del settore dello svapo.
Pochi giorni or sono, infatti, più di uno di essi ha visto recapitarsi un messaggio da “PayPal” con il quale si faceva comunicazione, <<a seguito di una revisione approfondita del conto>>, della chiusura del conto medesimo”.
Così esordisce comunicato di Unas Web – Unione nazionale Affiliati Svapoweb – realtà associativa guidata dall’imprenditore Arcangelo Bove, con riguardo al particolare disagio determinato dal colosso americano che eroga servizi di transazioni economiche digitali e di trasferimento di moneta per il tramite del canale web.

“E’ un inconveniente importante quello che si sta avendo – annota ancora Bove – Il motivo che viene recato per motivare siffatta chiusura è quello della necessità di <<proteggersi da potenziali perdite finanziarie>>.
Ma, purtroppo, non è tutto.
Ancora, si fa riferimento, nel messaggio ricevuto, ad <<attività che non sono in linea con le condizioni d’uso>>.

BOVE “GRAVISSIMO DOVER ASPETTARE 180 GIORNI PER RIOTTENERE DISPONIBILITA’ SALDO”

La questione davvero più preoccupante – sottolinea Bove – vive nel fatto che, oltre a non potersi più spedire e ricevere denaro, si dovranno attendere 180 giorni, vale a dirsi metà anno, per entrare nella disponibilità dell’eventuale saldo.
Per riottenere il proprio denaro, per ricevere elementi su come riacquisirne la gestione, avete compreso bene, bisognerà pazientare per ben sei mesi.
E si può facilmente intuire come tale situazione possa passare inosservata – o quasi – per attività robuste che dispongano di ulteriori e diversi risorse.
Ma, nel caso di una piccola realtà che aveva appoggiato denaro solo o principalmente su un conto PayPal, tutto questo equivarrà a stroncarne l’attività.
Perchè, intanto, il mondo delle obbligazioni continua a correre non fermandosi certo ad attendere i tempi di PayPal.
Gradiremmo, come Unas – si avvia a chiudere l'imprenditore sannita – capire le motivazioni di siffatti provvedimenti che non sono stati neppure preannunciati e, altresì, se tali iniziative riguardino, in Italia, quanto meno in questo preciso momento, anche realtà produttive che siano differenti da quelle dello svapo