Data la situazione di grave crisi in atto, non è dimostrabile che, aumentando la tassazione sul tipo di beni oggetto della proposta emendativa, si incrementino le entrate per lo Stato. C’è il rischio invece di ridurre i consumi”.
Maurizio Lupi, deputato del Gruppo misto della Camera dei Deputati, nell'esprimere le personali perplessità rispetto ai contenuti dell'emendamento, riformulato dal Ministero dell'Economia, e che, come ormai tristemente noto, ha previsto un rincaro fiscale in capo al settore delle sigarette elettroniche.
Emendamento approvato, nella nottata tra Sabato e Domenica, dalla quinta Commissione Bilancio della quale l'ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dei Governi Renzi e Letta è uno dei 48 membri.

Lupi, nel dettaglio, al momento della personale relazione, ha evidenziato come non sia affatto da considerarsi cosa scontata – anzi (!) – che, ad aumento fiscale, potrà andare a corrispondere maggiore gettito e, quindi, maggiore entrata per lo Stato.
Laddove, piuttosto, è da considerarsi – come sottolineato dal deputato – come il rincaro delle tasse non possa far altro che “scoraggiare” i consumi e, quindi, per un effetto paradossale, determinare un minor gettito per lo Stato stesso.
Un dato - quello delle maggiori tasse uguale minori consumi - che si può apprendere nella prima elementare delle scuole economiche 
Impattate, ovviamente, contro il muro della maggioranza le riflessioni dell’ex Ministro, anche la Lega, che ha dato voto contrario al riformulato emendamento, ha voluto rimarcare, per bocca di Massimo Garavaglia, durante i lavori della Commissione, “la natura regressiva di ogni tassazione concernente il fumo, i cui effetti ricadono su larga parte della popolazione, in particolare sulla platea giovanile” come anche la pochezza delle risorse che se ne sarebbero ricavate, peraltro già spese con altri emendamenti.
E proprio il tema delle risorse, prosegeuendo, è stato analizzato da Forza Italia e, in particolare, dal deputato Paolo Russo.

L’esponente di Forza Italia, nello specifico, ha ricordato, sempre durante i lavori della Commissione, come, con riguardo al tabacco riscaldato, il maggiore gettito fiscale si sarebbe dovuto destinare al settore dell’assistenza domiciliare, richiamandosi la vecchia proposta Muroni.
Invece, l’emendamento appena ratificato e che, quindi, diviene parte integrante della legge di Bilancio in itinere, non contempla una destinazione specifica per i presunti maggiori introiti fiscali da tabacco riscaldato.
Destinati a disperdersi in mille rivoli di capitoli e servizi.
Un'operazione, per concludere, che non ha una ratio ben precisa. E che ha finito per tirare all'interno della "querelle" un discorso - quello del vaping - che ne era del tutto estraneo.