Dalla Fondazione Veronesi giunge quella che ha tutta la parvenza di essere una mezza (se non totale) bocciatura al tabacco riscaldato.
Così pare cogliersi, senza ragionevoli dubbi, dal contenuto di un passaggio pubblicato sull'interfaccia web del sodalizio facente capo, nella relativa intitolazione, al grande medico oncologo milanese.
Gli studi condotti – viene sottolineato in esordio – non permettono di trarre conclusioni definitive sugli effetti per la salute dei riscaldatori di tabacco.
Dalle ricerche indipendenti effettuate finora si può ritenere che contengano meno sostanze cancerogene rispetto alle sigarette (come acroleina e formaldeide) e meno monossido di carbonio”.

La domanda, Marzullo docet, sorge spontanea.
Se gli stessi ricercatori della Fondazione Veronesi, infatti, affermano come il tabacco riscaldato sprigioni meno sostanze cancerogene, si deve dedurre, di conseguenza, come l'utilizzo di siffatti dispositivi possa essere connesso ad un minore rischio tumorale rispetto alle sigarette classiche?

La replica che viene dall'Istituto milanese, in merito, smorza gli entusiasmi.
“Gli esperti – è puntualizzato – non sono concordi, si potrà valutare a distanza di anni, come è accaduto col tabacco bruciato.
Per le stesse ragioni non ci sono evidenze chiare sugli effetti del fumo emesso, quindi su eventuali rischi da fumo passivo per chi sta accanto a chi le usa.

Pertanto – l'inciso dei ricercatori lombardi – si consiglia di evitare di utilizzare riscaldatori in luoghi chiusi, specie alla presenza di persone fragili.
È comunque da sottolineare la presenza di nicotina, sostanza tossica e psicoattiva, dannosa per il sistema nervoso e cardiovascolare, responsabile dello sviluppo della dipendenza”.
Quindi la chiusura, che pare essere equiparabile a sentenza senza molte possibilità di appello.
Secondo la European Respiratory Society – viene, infatti, osservato – i riscaldatori del tabacco non possono essere prodotti raccomandati perché se anche fossero meno dannosi delle sigarette, restano dannosi, danno dipendenza ed esiste il rischio che chi vuole smettere di fumare – la chiusura – rinunci per passare al tabacco riscaldato”.