“Vogliamo che i fruitori del parco possano svagarsi, fare attività sportive e divertirsi in un ambiente salubre.
Si tratta di un piccolo gesto che può contribuire in misura rilevante ad incentivare abitudini tese al rispetto dell’ambiente e del prossimo”.
Così la vicesindaco di Milano, Arianna Censi, nell'annunciare lo stop prossimo a scattare, per la precisione con decorrenza 7 Febbraio, rispetto all'utilizzo, all'interno dell'Idroscalo meneghino, di sigaretta e sigaretta elettronica.

Una misura evidentemente più stringente rispetto a quella che, invece, è entrata in vigore, proprio nella giornata di ieri, Martedi 19, a Milano città e che non “include” anche i prodotti da svapo.
Da 24 ore, infatti, nel Capoluogo lombardo è andato a regime il Regolamento per la qualità dell'aria contenente, tra le altre, il divieto di fumare negli spazi pubblici all’aperto – quali fermate di bus, siti sportivi – sempre che non si riesca ad osservare la distanza interpersonale di dieci metri.
La restrizione, tuttavia, non riguarda anche le sigarette elettroniche che, quindi, potranno essere ancora svapate in tutta tranquillità, anche all’aperto ed anche allorquando non sussisterà la menzionata distanza di sicurezza.
All’Idroscalo, invece, che, pur rientrando nella Città metropolitana, non ricade nel territorio comunale di Milano in senso stretto bensì a cavallo tra quelli di Segrate e Peschiera Borromeo, il disco rosso riguarderà anche le e-cig.
L’area in questione nacque quale scalo aereo sull’acqua per poi tramutarsi, nel tempo, venuta meno la sua originaria vocazione commerciale, in punto di riferimento per lo sport e per il relax.

L’idroscalo, quindi, come primo luogo “open air” entro la metropoli milanese dove viene messa al bando la sigaretta elettronica.
“Per i fumatori – garantiscono, tuttavia, dall’Organizzazione – sono previsti sei corner dotati di posaceneri per la raccolta dei mozziconi, separati dagli altri rifiuti, come prevede la legge.
Anche qui – viene però specificato – non è comunque consentito accendere una sigaretta se nelle vicinanze ci sono bambini o donne incinte”.

"L’Organizzazione mondiale per la Sanità – ha ulteriormente sottolineato la già menzionataCensi – stima che il fumo passivo causi ogni anno nel mondo 603.000 morti, di cui il 28% bambini.
Inoltre questa scelta ci pone sempre più in linea con i provvedimenti assunti da altre grandi metropoli come New York, Parigi, Seul e Sydney”