Le aziende italiane, depositi fiscali o produttori di liquidi, attivi nel settore svapo, si sono visti recapitare nei giorni scorsi i contrassegni, o fascette, se si preferisce, dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.
Si tratta delle soluzioni che sono state elaborate dalla Agenzia guidata dal Direttore Marcello Minenna nell'ottica di tentare di arginare il dilagare sul mercato nostrano di prodotti afferenti il contrabbando, sia di quelli che fanno ingresso nel mercato nostrano dall’Estero, acquistati attraverso i canali del web, sia di quelli che, come da ultime situazioni della cronaca nazionale, vengono intercettati grazie ad operazioni condotte sul territorio dalle Forze dell’Ordine.
Ebbene, all'indomani della comunicazione che era venuta dalla Direttrice della Sezione Tabacchi dell’Agenzia, dottoressa Vincenza Iannelli, le aziende interessate hanno potuto fare richiesta di ricevere in prova le fascette in questione in fogli pretagliati con formati 20×44 millimetri a scatola, 16×32 o 12×32.

I CONTRASSEGNI NON SAREBBERO AUTOADESIVI

Le aziende, dal canto loro, sono state invitate – entro il termine dell'8 Marzo – a produrre eventuali osservazioni.
Sulle prime, tra i dubbi che si sono manifestati, anche quello relativo al soggetto che dovrà preoccuparsi di apporre le etichette.
Ovvero, meglio dirsi, tale passaggio dovrà essere curato dal deposito fiscale o da chi produce il liquido?
Altro quesito, poi, è quello inerente un aspetto squisitamente tecnico: i contrassegni, infatti, sono arrivati su carta semplice e, da prime evidenze, non sarebbero dotati di una pellicola autoincollante.
Da qui, pertanto, la domanda: come incollare i contrassegni ai prodotti?
Vi è un particolare tipo di collante che le aziende dovranno adoperare?
In caso positivo, tale collante lo fornirà direttamente l'Agenzia o l'Istituto Poligrafico?
Questi i primi "temi" che si sono levati dal settore.
Già partite, intanto, le mail con destinazione Adm, si attendono nelle prossime ore riscontri