Nuova grafica per le tabelle che dovranno essere apposte all’esterno degli esercizi commerciali destinati alle vendita di liquidi per sigarette elettroniche.
Lo ha comunicato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con un avviso pubblicato nella giornata di Giovedi 8 Aprile sul sito istituzionale.
“E’ stata emanata la determina direttoriale Protocollo 92923/RU del 29 Marzo 2021 – si apprende – con la quale sono state disciplinate le modalità e i requisiti per l’autorizzazione alla vendita e per l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le parafarmacie.
Al riguardo – è ulteriormente esposto – si comunica che gli allegati denominati “caratteristica insegna” e “manuale insegna” a corredo dell’informativa sono stati pubblicati in data odierna in sostituzione dei precedenti contenenti un mero errore materiale”.

MA RESTA IL PROBLEMA DELL’IMPATTO “PAESAGGISTICO”
Non si dovrà tenere più in considerazione il precedente messaggio ed i precedenti riferimenti indicati da Adm ma ci si dovrà attenere esclusivamente ai nuovi ora subentrati.
Questo, però, con esclusivo riguardo alla questione della grafica.
Nessun altro elemento viene, infatti, ad ora, rispetto ad altre peculiarità che erano già state dettate, nella prima nota, quale quella della retroilluminazione.
E che avevano destato diffuse perplessità da parte di più esercenti.
Più di uno di essi, interfacciandosi anche con la nostra testata, ha ricordato come nelle zone ricadenti nei Centri storici ci si possa scontrare con vincoli paesaggistici; Paletti che potrebbero essere posti tanto dai regolamenti degli Enti locali tanto dalla competente Soprintendenza.
Personale consultato appositamente dalla nostra redazione, nel dettaglio, ha già chiarito come in determinate “location” di specifico significato urbanistico tale tipologia di insegne sarà assolutamente non compatibile.
Si attendono delucidazioni da parte di Adm su questi discorsi tecnici e, in particolare, sulla possibilità di valutare opzioni alternative per quei punti vendita che insistono in aree di particolare rilievo “storico-architettonico”