Era in rampa di lancio, ben proiettata verso una celere discussione in Aula.
Poi l'epidemia che ha paralizzato anche le attività istituzionali ordinarie per spostare, come comprensibile, le attenzioni verso le esigenze emergenziali dettate dal fenomeno Covid.
Ed un disegno di legge che non vedrà più l'alba.
Fonti ‘romane’ dicono, infatti, come il progetto di legge Auddino non riprenderà la sua marcia.
Morto ancor prima di nascere.
Di cosa parliamo?
Di un discorso normativo che, presentato al Senato dall’esponente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Auddino, appunto, avrebbe dovuto varare il divieto di fumo e di svapo in una varietà di luoghi pubblici all’aperto.
Aree esterne di attività commerciali in cui si somministrano cibi e bevande quali bar, ristoranti, pub, spiagge libere e lidi, dintorni di monumenti pubblici di significato storico ed artistico perchè, con riguardo a quest’ultimi, “é risaputo come fumo e smog, che abbattono significativamente la qualità dell’aria, siano nocivi non solo per la salute dell’uomo ma anche per le opere d’arte”.
Ed, ancora, stadi, arene, infrastrutture sportive ed ulteriori luoghi pubblici ed aperti al pubblico durante eventi e spettacoli.
Tutti questi “siti” sarebbero stati banditi dal divieto di fumo e, come era nelle intenzioni, anche quello di fare uso di prodotti dello svapo e del tabacco riscaldato.
Un disco rosso totale, praticamente.

DISEGNO MAI DISCUSSO NEPPURE IN COMMISSIONE
Il disegno normativo fu depositato a Palazzo Madama in data 28 Ottobre 2019 e, quindi, affidato alla 12esima Commissione permanente (Igiene e Sanità) in sede redigente il 18 Febbraio 2020. 
Ma questo resta l’ultimo step ufficiale di un percorso che, come detto, non approderà neppure alla valutazione della Commissione.
Non è detto, però, che qualcosa di simile, ma sotto differenti sembianze, non potrà, un giorno, vedere la luce, magari in forma più sfumata e, comunque, includendo nelle previsioni solo la fattispecie delle sigarette classiche.
Raccogliendo, del resto, quell'impulso che si sta levando dal basso di svariate realtà comunali – Milano il caso più noto – che stanno prevedendo, con ordinanze e regolamenti, il divieto di fumo in luoghi all'aperto come fermate del bus e parchi pubblici.
Un “no” limitato, però, solo al fumo e no alle “e-cig”.
Se ne riparlerà prossimamente, con tutta probabilità, nelle Camere nazionali.
Per il disegno di legge “Auddino”, invece, il sipario pare calato.