E’ stato uno degli argomenti che hanno maggiormente calamitato l'attenzione degli operatori del settore.
Si tratta delle modalità di identificazione di coloro i quali, tramite i canali di internet, vogliano acquistare prodotti del vaping.
I nuovi Direttoriali di Marzo emanati dal Direttore Marcello Minenna, numero uno dell'Agenzia Dogane e Monopoli, hanno introdotto, appunto, l’obbligo in capo a chi vende di farsi fornire da quanti procedono all’acquisto via web i necessari documenti di identità.
Ma non era stato specificato, esattamente, quale tipologia di documento fosse necessaria per le finalità del caso e, soprattutto, se tale procedura dovesse essere attivata solo in occasione del primo acquisto su una particolare piattaforma – contemporaneamente, quindi, alla registrazione – o se tale adempimento dovesse essere ripetuto ogni volta, ad ogni singolo acquisto.
Ebbene, come si ricava dai contenuti delle delucidazioni appena fornite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ai Direttoriali di Marzo, chi acquisterà un prodotto del vaping attraverso il web dovrà fornire gli estremi di un documento di identità (patente di guida e carta di identità che sia) con indicazione di numero, data di rilascio e autorità emittente nonchè gli estremi della tessera sanitaria (numero di identificazione della tessera).
Tutte e due, quindi, non uno o l’altro.

NON FORNITA ALTRA INDICAZIONE SU FIGURE PREPOSTE A CUSTODIA DATI
In più tale adempimento dovrà essere soddisfatto ad ogni singola procedura di acquisto.
Ogni volta si dovranno presentare i riferimenti dei documenti anagrafici nonché quelli della tessera sanitaria.
Una procedura non esattamente immediata di cui, tuttavia, presumiamo, l’acquirente si farebbe comunque carico a fronte di una convenienza economica nell’acquisto.
La ratio della “novità” risiede nel desiderio di impedire le transazioni ai minorenni: probabilmente, però, avrebbe rappresentato un buon compromesso richiedere gli estremi solo al momento della registrazione dell'utente e non ad ogni acquisto.
I chiarimenti, per il resto, non specificano, per ora, se alla gestione del materiale sensibile dovrà essere preposta una persona specifica in ciascuna azienda nè se vi sia una tempistica di custodia prima della distruzione: nel dubbio non resta che fare rimando ai principi generali della normativa disciplinante la tematica privacy