CASAA: 5 cose da fare oggi per salvare il vaping in Italia e nel mondo. (Video)

Il mondo del vaping fino ad oggi ha visto mutevoli differenze. Settore a rischio e decisioni politiche non adeguate. In Italia L'epilogo, nel Mondo la lotta contro le istituzioni.

In Italia alla fine del 2017 il vaping ha avuto una svolta epocale. E' inutile ricordare come l'emendamento approvato in sede di Bilancio dallo Stato italiano abbia rigorosamente bloccato le sorti di coloro che vogliono - o almeno volevano - smettere di fumare con l'ausilio delle sigarette elettroniche.

Scarsa conoscenza del settore e una politica anti-vaping ad hoc, sono state le ideologie che hanno portato al blocco del settore. Dal divieto di vendita di liquidi con nicotina senza autorizzazione da parte di AAMS, dalla valevole sentenza della corte costituzionale che ha deciso il reintegro della tassazione per tutti i liquidi escludendo gli aromi concentrati, all'inibizione di siti web e chissà... cosa potrebbe succedere in futuro.

Come in Italia anche nel mondo la mobilitazione è stata ampiamente descritta  - con l'utilizzo di ricerche, pareri scientifici e discussioni normative a livello internazionale con conferenze e manifestazioni - e successivamente - in Italia - le associazioni di categoria (Anafe, Anide, Coiv, Anpvu, Eim, Vapit, Aise ed Uniecig) hanno fatto di tutto per cercare di eliminare quel che è stato fatto dalla politica Italiana. Seppur dal 2013 al 2017 con due manifestazioni - che hanno visto l'adesione di un numero sempre maggiore di vapers nel tempo -  ci si è fatti sentire ma questo sembra non sia bastato; come non è bastato neanche l'impegno profuso dalle associazioni stesse (alcune nate nell'ultimo periodo) per cercare di limitare i danni. Ultimo - e non privo di evidenza -  l'incontro voluto fortemente da Eim al Ministero della Salute coadiuvato dalle associazioni e dalla Lega italiana Antifumo (Liaf). Inutili sembrano essere stati gli studi di Polosa, Farsalinos, Hajek e quant'altri medici e specialisti abbiano fatto per portare in evidenza la differenza sostanziale delle sigarette elettroniche con le sigarette tradizionali e al loro rischio ridotto. C'è chi ha dato un parere positivo a tale regolamentazione dei prodotti definendo "più sicuro" il settore, c'è invece chi ha detto che tale regolamentazione non era necessaria ed è una forma di imposizione normativa non congrua sia nell'aspetto politico, finanziario ed economico del paese.

In America però c'è CASAA (un'organizzazione fondata nel 2009) :

La Consumer Advocates for Smoke-free Alternatives Association (CASAA) è un'organizzazione no-profit di consumatori e non una associazione di categoria - con sede negli Stati Uniti - a tutela del vaping al quale hanno già aderito circa 200.000 utenti. Si impegna a garantire la disponibilità di alternative a rischio ridotto e a fornire a fumatori e non fumatori informazioni su tali alternative in modo che possano fare scelte consapevoli.

E' stata ed è impegnata in azioni a tutela del settore in diverse politiche anti-vaping che vanno dalle regolamentazioni FDA all'introduzione del "Tobacco 21", dalle ricerche sugli strumenti a rischio ridotto all'affermazione della consapevolezza che le sigarette elettroniche possa essere uno strumento ed una scelta per chi voglia smettere di fumare. 

  • CASAA è stata costituita nel 2009 come gruppo di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza e proteggere il nostro diritto come consumatori di accedere a alternative di riduzione del danno.
  • CASAA è stato creato come una risposta agli sforzi di vari membri della comunità di controllo del tabacco per vietare i prodotti di riduzione del danno del tabacco (THR) e nella convinzione che ci sia forza nei nostri numeri.
  • CASAA è un'organizzazione di consumatori, non un'organizzazione commerciale.
  • Il consiglio di amministrazione composto da 12 membri di CASAA è stato eletto dai membri della comunità di sigarette elettroniche e tabacco senza fumo. L'attuale consiglio di CASAA si autoalimenta.
  • Sebbene le donazioni a CASAA siano accettate da molte fonti, CASAA non ha accordi finanziari o politici con le parti interessate del settore. La politica di CASAA per l'allocazione delle risorse è che tutti i contributi sono utilizzati per gli sforzi che massimizzeranno l'accesso dei consumatori e la consapevolezza dei prodotti a basso rischio, nicotina e senza fumo.
  • A partire da agosto 2016, CASAA ha più di 200.000 membri registrati. L'iscrizione a CASAA è gratuita.

Negli ultimi anni CASAA ha avuto come sostentamento le donazioni volontarie degli utenti in quanto l'iscrizione è totalmente gratuita senza alcun vincolo di pagamento. La stessa organizzazione pone le basi per combattere contro quelle politiche anti-vaping dettate dal governo o dalle multinazionali:

  • Agisci! Impegnarsi con i funzionari per quanto riguarda la legislazione e le normative che influenzano il vostro accesso alle alternative a rischio ridotto.
  • Iscriviti alle associazioni! 
  • Condividi quello che accade nel mondo ed in Italia.
  • Racconta le tue storie e fai presente le tue richieste.
  • Sostieni il lavoro di chi cerca di aiutare il settore.

Sono questi i 5 punti di forza dell'organizzazione che tutela il vaping negli Stati Uniti dove anche i negozi specializzati invitano - all'adesione gratuita - i vapers dando un piccolo biglietto da visita.

E' necessario prendere atto che c'è stata, c'è e ci sarà una guerra al vapore. Questa "guerra" sta arrivando ad un punto di svolta e le probabilità sono pesantemente favorevoli alle politiche anti-vaping, vuoi perchè Big tobacco si sia risentita del settore, sia per la errata conoscenza del settore da parte della politica e delle istituzioni.

Possiamo condividere quello che accade nel mondo, combattere leggi non idonee e non giustificate, andare incontro alla monopolizzazione del mercato e alla decisione di alcuni membri delle istituzioni su come regolamentare un settore nel modo errato, oppure passare all'azione con decisioni mirate e prese con coscienza per poter cambiare le cose.

 

 

CASAA: 5 cose da fare oggi per salvare il vaping in Italia e nel mondo. (Video)

CASAA: 5 cose da fare oggi per salvare il vaping in Italia e nel mondo. (Video)

Il mondo del vaping fino ad oggi ha visto mutevoli differenze. Settore a rischio e decisioni politiche non adeguate. In Italia L'epilogo, nel Mondo la lotta contro le istituzioni.

In Italia alla fine del 2017 il vaping ha avuto una svolta epocale. E' inutile ricordare come l'emendamento approvato in sede di Bilancio dallo Stato italiano abbia rigorosamente bloccato le sorti di coloro che vogliono - o almeno volevano - smettere di fumare con l'ausilio delle sigarette elettroniche.

Scarsa conoscenza del settore e una politica anti-vaping ad hoc, sono state le ideologie che hanno portato al blocco del settore. Dal divieto di vendita di liquidi con nicotina senza autorizzazione da parte di AAMS, dalla valevole sentenza della corte costituzionale che ha deciso il reintegro della tassazione per tutti i liquidi escludendo gli aromi concentrati, all'inibizione di siti web e chissà... cosa potrebbe succedere in futuro.

Come in Italia anche nel mondo la mobilitazione è stata ampiamente descritta  - con l'utilizzo di ricerche, pareri scientifici e discussioni normative a livello internazionale con conferenze e manifestazioni - e successivamente - in Italia - le associazioni di categoria (Anafe, Anide, Coiv, Anpvu, Eim, Vapit, Aise ed Uniecig) hanno fatto di tutto per cercare di eliminare quel che è stato fatto dalla politica Italiana. Seppur dal 2013 al 2017 con due manifestazioni - che hanno visto l'adesione di un numero sempre maggiore di vapers nel tempo -  ci si è fatti sentire ma questo sembra non sia bastato; come non è bastato neanche l'impegno profuso dalle associazioni stesse (alcune nate nell'ultimo periodo) per cercare di limitare i danni. Ultimo - e non privo di evidenza -  l'incontro voluto fortemente da Eim al Ministero della Salute coadiuvato dalle associazioni e dalla Lega italiana Antifumo (Liaf). Inutili sembrano essere stati gli studi di Polosa, Farsalinos, Hajek e quant'altri medici e specialisti abbiano fatto per portare in evidenza la differenza sostanziale delle sigarette elettroniche con le sigarette tradizionali e al loro rischio ridotto. C'è chi ha dato un parere positivo a tale regolamentazione dei prodotti definendo "più sicuro" il settore, c'è invece chi ha detto che tale regolamentazione non era necessaria ed è una forma di imposizione normativa non congrua sia nell'aspetto politico, finanziario ed economico del paese.

In America però c'è CASAA (un'organizzazione fondata nel 2009) :

La Consumer Advocates for Smoke-free Alternatives Association (CASAA) è un'organizzazione no-profit di consumatori e non una associazione di categoria - con sede negli Stati Uniti - a tutela del vaping al quale hanno già aderito circa 200.000 utenti. Si impegna a garantire la disponibilità di alternative a rischio ridotto e a fornire a fumatori e non fumatori informazioni su tali alternative in modo che possano fare scelte consapevoli.

E' stata ed è impegnata in azioni a tutela del settore in diverse politiche anti-vaping che vanno dalle regolamentazioni FDA all'introduzione del "Tobacco 21", dalle ricerche sugli strumenti a rischio ridotto all'affermazione della consapevolezza che le sigarette elettroniche possa essere uno strumento ed una scelta per chi voglia smettere di fumare. 

  • CASAA è stata costituita nel 2009 come gruppo di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza e proteggere il nostro diritto come consumatori di accedere a alternative di riduzione del danno.
  • CASAA è stato creato come una risposta agli sforzi di vari membri della comunità di controllo del tabacco per vietare i prodotti di riduzione del danno del tabacco (THR) e nella convinzione che ci sia forza nei nostri numeri.
  • CASAA è un'organizzazione di consumatori, non un'organizzazione commerciale.
  • Il consiglio di amministrazione composto da 12 membri di CASAA è stato eletto dai membri della comunità di sigarette elettroniche e tabacco senza fumo. L'attuale consiglio di CASAA si autoalimenta.
  • Sebbene le donazioni a CASAA siano accettate da molte fonti, CASAA non ha accordi finanziari o politici con le parti interessate del settore. La politica di CASAA per l'allocazione delle risorse è che tutti i contributi sono utilizzati per gli sforzi che massimizzeranno l'accesso dei consumatori e la consapevolezza dei prodotti a basso rischio, nicotina e senza fumo.
  • A partire da agosto 2016, CASAA ha più di 200.000 membri registrati. L'iscrizione a CASAA è gratuita.

Negli ultimi anni CASAA ha avuto come sostentamento le donazioni volontarie degli utenti in quanto l'iscrizione è totalmente gratuita senza alcun vincolo di pagamento. La stessa organizzazione pone le basi per combattere contro quelle politiche anti-vaping dettate dal governo o dalle multinazionali:

  • Agisci! Impegnarsi con i funzionari per quanto riguarda la legislazione e le normative che influenzano il vostro accesso alle alternative a rischio ridotto.
  • Iscriviti alle associazioni! 
  • Condividi quello che accade nel mondo ed in Italia.
  • Racconta le tue storie e fai presente le tue richieste.
  • Sostieni il lavoro di chi cerca di aiutare il settore.

Sono questi i 5 punti di forza dell'organizzazione che tutela il vaping negli Stati Uniti dove anche i negozi specializzati invitano - all'adesione gratuita - i vapers dando un piccolo biglietto da visita.

E' necessario prendere atto che c'è stata, c'è e ci sarà una guerra al vapore. Questa "guerra" sta arrivando ad un punto di svolta e le probabilità sono pesantemente favorevoli alle politiche anti-vaping, vuoi perchè Big tobacco si sia risentita del settore, sia per la errata conoscenza del settore da parte della politica e delle istituzioni.

Possiamo condividere quello che accade nel mondo, combattere leggi non idonee e non giustificate, andare incontro alla monopolizzazione del mercato e alla decisione di alcuni membri delle istituzioni su come regolamentare un settore nel modo errato, oppure passare all'azione con decisioni mirate e prese con coscienza per poter cambiare le cose.

 

 

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