In Occasione della giornata mondiale senza tabacco la sigaretta elettronica protagonista della puntata di Porta a Porta del 29 maggio 2018.

Eugenio Sidoli (amministratore delegato di Philip Morris Italia), il Prof. Umberto Tirelli (Primario Oncologo Istituto Nazionale Tumori di Aviano Specialista in Oncologia, Ematologia e Malattie infettive) e Giulia Veronesi (Responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica dell'Humanitas) sono stati ospiti di Bruno Vespa per parlare di fumo e delle malattie legate ad esso ma anche di sigaretta elettronica espressamente con il titolo "Fidarsi o no della sigaretta elettronica?".

Puntata controversa e piena di dati e di monitoraggi; Il prof. Tirelli dichiara che di circa 350.000 nuovi casi in Italia di tumore il 30% siano dovuti al fumo di sigaretta senza contare l'intervento della Dott.ssa Veronesi che dichiara che sono circa 37.000 i casi di tumore polmonare dovuto alle sigarette del quale il 90% per gli uomini ed l'80% per le donne. "Diventerebbe una patologia più rara se togliessimo il fumo" - dichiara la Prof.ssa Veronesi.

Eugenio Sidoli dichiara che PMI si stiano portando sempre più a lottare contro il fumo di sigaretta: "La mia azienda ha sposato come visione del futuro il non fumo, è una scommessa che stiamo facendo e in cui crediamo, perchè diamo qualcosa che aiuta la gente a smettere di usare la sigaretta tradizionale". "Una specie di sigaretta elettronica, anche se l'abbiamo - dichiara Sidoli - ma il prodotto che vendiamo in questo momento è un riscaldatore di tabacco solido che non è un vaporizzatore di nicotina".

Sidoli continua affermando che la PMI smetterà di produrre sigarette a partire dal 2030 come già in passato era stato affermato dalla stessa PMI abbracciando questa nuova filosofia del non fumo; lui stesso pone le differenze tra il riscaldatore di tabacco e la sigaretta elettronica affermando che sono due cose distinte e separate. Il primo è uno stick di tabacco "solido" che viene riscaldato tramite il riscaldatore mentre il secondo tramite un liquido ed un dispositivo vaporizza nicotina generando un aerosol, pertanto esiste proprio una differenza tecnica tra i due prodotti.

Si riprende il discorso dell'acqua nei polmoni, palesemente smentita a più livelli, per poi passare - secondo Tirelli - agli studi su iQOS e sulla riduzione del danno basando, sempre lo stesso argomento, proprio su iQOS e sul fatto che non bruciando ma riscaldando si evita l'esposizione agli agenti cancerogeni che avviene durante la combustione del tabacco.

La nicotina non è cancerogena "crea solo dipendenza" - afferma Tirelli - ed è importante dare la possibilità di assumerla - a chi fuma - ma con strumenti più sicuri che senza la combustione non liberano tali sostanze cancerogene.

Fatto 100 il danno della sigaretta tradizionale a quanto ammonta il danno della sigaretta elettronica? Non avendo i prodotti della combustione ha un danno molto molto minore - afferma Giulia Veronesi - e deve essere utilizzata da chi ha difficoltà a smettere d fumare come metodologia per poter smettere citando lo studio effettuato ultimamente dove circa il 25% dei partecipanti che seguivano un programma di cessazione basato sull'uso di sigarette elettroniche erano astinenti dopo 3 mesi. Tirelli conferma che il rapporto potrebbe essere 100 a 5.

Cita - la Veronesi - anche il pericolo che può provocare il termine "non dannosa" nell'evidenziare come sia possibile che tale dispositivo attiri i giovani e questo deve essere previsto ed evitato ma al momento -  riprende la Veronesi -  i cancerogeni presenti all'interno della sigaretta elettronica sono relativamente minori.

Chi fuma perde circa dai 10 ai 15 anni di vita - commenta Tirelli - "è meglio non cominciare a affatto o comunque avvalorare l'utilizzo della sigaretta elettronica come strumento a rischio ridotto per chi già fuma" - commenta Veronesi - "Strumenti con un rischio seppur ridotto, ma valevoli come alternative al fumo" - commenta Sidoli.

Il video della puntata completa visibile quì