Colors: Purple Color

Era in rampa di lancio, ben proiettata verso una celere discussione in Aula.
Poi l'epidemia che ha paralizzato anche le attività istituzionali ordinarie per spostare, come comprensibile, le attenzioni verso le esigenze emergenziali dettate dal fenomeno Covid.
Ed un disegno di legge che non vedrà più l'alba.
Fonti ‘romane’ dicono, infatti, come il progetto di legge Auddino non riprenderà la sua marcia.
Morto ancor prima di nascere.
Di cosa parliamo?
Di un discorso normativo che, presentato al Senato dall’esponente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Auddino, appunto, avrebbe dovuto varare il divieto di fumo e di svapo in una varietà di luoghi pubblici all’aperto.
Aree esterne di attività commerciali in cui si somministrano cibi e bevande quali bar, ristoranti, pub, spiagge libere e lidi, dintorni di monumenti pubblici di significato storico ed artistico perchè, con riguardo a quest’ultimi, “é risaputo come fumo e smog, che abbattono significativamente la qualità dell’aria, siano nocivi non solo per la salute dell’uomo ma anche per le opere d’arte”.
Ed, ancora, stadi, arene, infrastrutture sportive ed ulteriori luoghi pubblici ed aperti al pubblico durante eventi e spettacoli.
Tutti questi “siti” sarebbero stati banditi dal divieto di fumo e, come era nelle intenzioni, anche quello di fare uso di prodotti dello svapo e del tabacco riscaldato.
Un disco rosso totale, praticamente.

DISEGNO MAI DISCUSSO NEPPURE IN COMMISSIONE
Il disegno normativo fu depositato a Palazzo Madama in data 28 Ottobre 2019 e, quindi, affidato alla 12esima Commissione permanente (Igiene e Sanità) in sede redigente il 18 Febbraio 2020. 
Ma questo resta l’ultimo step ufficiale di un percorso che, come detto, non approderà neppure alla valutazione della Commissione.
Non è detto, però, che qualcosa di simile, ma sotto differenti sembianze, non potrà, un giorno, vedere la luce, magari in forma più sfumata e, comunque, includendo nelle previsioni solo la fattispecie delle sigarette classiche.
Raccogliendo, del resto, quell'impulso che si sta levando dal basso di svariate realtà comunali – Milano il caso più noto – che stanno prevedendo, con ordinanze e regolamenti, il divieto di fumo in luoghi all'aperto come fermate del bus e parchi pubblici.
Un “no” limitato, però, solo al fumo e no alle “e-cig”.
Se ne riparlerà prossimamente, con tutta probabilità, nelle Camere nazionali.
Per il disegno di legge “Auddino”, invece, il sipario pare calato.

Nuova grafica per le tabelle che dovranno essere apposte all’esterno degli esercizi commerciali destinati alle vendita di liquidi per sigarette elettroniche.
Lo ha comunicato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con un avviso pubblicato nella giornata di Giovedi 8 Aprile sul sito istituzionale.
“E’ stata emanata la determina direttoriale Protocollo 92923/RU del 29 Marzo 2021 – si apprende – con la quale sono state disciplinate le modalità e i requisiti per l’autorizzazione alla vendita e per l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le parafarmacie.
Al riguardo – è ulteriormente esposto – si comunica che gli allegati denominati “caratteristica insegna” e “manuale insegna” a corredo dell’informativa sono stati pubblicati in data odierna in sostituzione dei precedenti contenenti un mero errore materiale”.

MA RESTA IL PROBLEMA DELL’IMPATTO “PAESAGGISTICO”
Non si dovrà tenere più in considerazione il precedente messaggio ed i precedenti riferimenti indicati da Adm ma ci si dovrà attenere esclusivamente ai nuovi ora subentrati.
Questo, però, con esclusivo riguardo alla questione della grafica.
Nessun altro elemento viene, infatti, ad ora, rispetto ad altre peculiarità che erano già state dettate, nella prima nota, quale quella della retroilluminazione.
E che avevano destato diffuse perplessità da parte di più esercenti.
Più di uno di essi, interfacciandosi anche con la nostra testata, ha ricordato come nelle zone ricadenti nei Centri storici ci si possa scontrare con vincoli paesaggistici; Paletti che potrebbero essere posti tanto dai regolamenti degli Enti locali tanto dalla competente Soprintendenza.
Personale consultato appositamente dalla nostra redazione, nel dettaglio, ha già chiarito come in determinate “location” di specifico significato urbanistico tale tipologia di insegne sarà assolutamente non compatibile.
Si attendono delucidazioni da parte di Adm su questi discorsi tecnici e, in particolare, sulla possibilità di valutare opzioni alternative per quei punti vendita che insistono in aree di particolare rilievo “storico-architettonico”

Ipertensione?
Non v’è ragione di dubitare: il fumatore che passerà alla sigaretta elettronica andrà a godere di un indubbio beneficio in termini di abbassamento dei valori pressorei.
Diversi fumatori alle prese con minima e massima un pò ballerine e, quindi, preoccupati della propria condizione cardiaca, ad interrogarsi sui possibili effetti che la e-cig ed annessi liquidi potrebbero portare all'andamento della pressione sistemica.
Sigarette elettroniche e liquidi possono avere conseguenze su minima e massima?
E quindi: il gioco vale la candela?
Il sacrificio di un fumatore iperteso, cioè, che dice addio alla bionda nella speranza di risolvere i problemi di ipertensione, troverà "ricompensa" in un effettivo miglioramento dei parametri?
O, invece, gli e-liquid potrebbero far schizzare alle stelle i valori?
Sono questi i dubbi che assalgono gli aficionados della sigaretta classica che, spaventati da possibili conseguenze a carico della salute "cardiaca", vorrebbero lanciarsi nel grande passo del...passaggio al vaping.
Ebbene, le risposte sono del tutto tranquillizzanti: chi intraprende la via dello svapo avrà un ritorno certamente felice anche per quel che riguarda le fatidiche diastolica e sistolica, cardine – fondamentalmente – del discorso della salute cardiaca nella sua generalità.
A stabilirlo, tra le altre, fu anche studio capitanato – come si ricorda – da Kostantinos Farsalinos – guru della Cardiologia ellenico.
Tale studio ebbe a porre a confronto la funzionalità del muscolo cardiaco di fumatori sani, ricadenti nella fascia di età 25-45 anni, e quella degli svapatori.

ANCHE ALL’ECOCUORE PARAMETRI MIGLIORI PER UTENTI E-CIG

Nel dettaglio, si era provveduto ad esaminare il muscolo cardiaco di venti soggetti fumatori immediatamente dopo che questi avevano fumato una sigaretta vera nonchè il cuore di persone di pari età prima e dopo che queste avessero aspirato per 7 minuti una sigaretta elettronica.
Ebbene, si è accertato come, mentre il primo gruppo – quello dei fumatori – rivelava un considerevole aumento della frequenza e della pressione arteriosa, sia della massima sia della minima, nel secondo gruppo (quello degli svapatori) si era notato mediamente solo un modesto rialzo della minima.
Anche all’esame ecocardiografico, accertamento strumentale che permette di guardare direttamente la struttura delle camere cardiache, si sono evidenziati riscontri parimenti positivi.
Mentre gli utenti delle bionde, infatti, mostravano modifiche nei parametri, quelli della e-cig non rivelavano alcuna particolare modifica nonostante la piccola dose di nicotina (11 milligrammi/millilitro) inalata.
Risultati che Farsalinos aveva accolto positivamente pur facendo riferimento alla necessità di ulteriori approfondimenti
“Tuttavia – aveva concluso – in base ai dati ad oggi disponibili, la sigaretta elettronica si può considerare un’alternativa al tabacco molto meno pericolosa e potenzialmente utile alla salute”

Nuovo open hearing incentrato sulle novità predisposte dalla Legge di bilancio 2021.
Questo quanto promosso dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la giornata di Giovedi 8 Aprile con inizio delle attività previsto per le ore 14:30.
L'incontro virtuale sarà incentrato sui prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina.
“Come noto – rendono noto da Adm – le novità introdotte dal legislatore hanno trovato pronta e puntuale attuazione negli atti che Adm ha di recente adottato in tema di avvertenze e contrassegni di legittimazione, commercializzazione dei prodotti, autorizzazione alla vendita ed approvvigionamento con riguardo ad esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie.

PRENOTAZIONI ENTRO LE 18:30 DI OGGI

Tali atti – è ancora rappresentato – tengono conto anche delle osservazioni e delle proposte degli operatori di settore ricevute in occasione dei precedenti incontri.
L’open hearing consente di proseguire il confronto con operatori e stakeholders in modo da analizzare le disposizioni attuative di Adm e valutarne le implicazioni concrete, favorendo così la più ampia partecipazione e condivisione”.
L’open hearing, venendo agli aspetti di natura tecnica – si svilupperà in modalità Zoom Conference e sarà rivolto a professionisti e operatori del settore che potranno dare cenno di adesione entro le ore 18:30 di oggi, Martedì 6 Aprile, attraverso la piattaforma Eventbrite, raggiungibile al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-prodotti-liquidi-da-inalazione-nuova-disciplina-149311329205 in modo da segnalare nominativi e recapiti di posta elettronica dei partecipanti.

Una nuova prospettiva, decisamente dalle tinte più positive, per il settore della sigaretta elettronica.
Probabilmente un passo avanti nell’ottica di un riconoscimento pieno del mondo svapo in termini di dignità del medesimo e di quanti vi operano.
Sono queste le sensazioni colte da Arcangelo Bove, fondatore del fortissimo marchio Svapoweb e Presidente Unasweb, associazione di categoria.
Le parole dell’imprenditore sannita all’indomani della emanazione dei direttoriali da parte del Direttore generale dell’Agenzia Dogane Monopoli, Marcello Minenna.
Ritengo che i recenti provvedimenti Adm possano fare da spartiacque tra passato e futuro del vaping.
Fino a qualche giorno addietro, infatti – spiega Bove – viveva in noi imprenditori la sensazione di navigare, in un certo senso, a vista, senza avere certezza piena del domani. Non avevamo, in effetti, nozione degli sviluppi a medio e lungo termine del settore.
Non avevamo contezza, ad esempio, se, prima o poi, ci avrebbero tolto, o meno, la possibilità di fare business, magari dirottando il tutto nella “competenza” esclusiva di tabaccai e farmacie. Oggi, invece – incalza il “papà” di Svapoweb – abbiamo ottenuto un riconoscimento vero.

“DOBBIAMO ESULTARE PER QUESTO MOMENTO”

Adm, infatti, indica come tutte le attività debbano esporre all’esterno una insegna recante il simbolo dello Stato e dei Monopoli, con tanto di numero di autorizzazione.
In più, è venuta anche la promessa di un codice Ateco.
Non siamo, più, un soggetto-non soggetto.
Un qualcosa di evanescente, di nebuloso – intendo dal punto di vista della forma giuridica. Paghiamo le tasse, anche profumatamente, abbiamo conquistato nel mercato – come protagonisti del vaping – una posizione importante, in imponente crescita.
Ebbene, ora giunge anche il sigillo dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che, di fatto, ci investe di un ruolo pieno e vero.
E, soprattutto, pregno di prospettiva.
Guardiamo a queste innovazione con favore.
I tecnicismi legati a quanto dettatoci, in termini di grafica, in termini di requisiti, sono aspetti che verranno analizzati e agevolmente superati.
Esultiamo per questo momento che, forse non ce ne siamo resi pienamente conto, è – chiude Bove – un primo passo importante verso il domani del mondo svapo”

“Il prodotto può contenere sostanze pericolose per la salute. Per info chiama il numero verde 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità”.
E’ questo il testo di avvertenza che, in lingua italiana, dovrà essere collocato sui singoli condizionamenti di prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, non contenenti nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato”
E’ parte del più ampio provvedimento disposto da Adm attraverso una serie di direttoriali che, tra le altre, hanno disposto anche norme su giacenze e uso di tabelle.
Di seguito, invece, estratto del direttoriale relativo alla dotazione dei contrassegni

I FORMATI
La circolazione dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, è legittimata dall’applicazione, sui singoli condizionamenti, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato, di appositi contrassegni.
I contrassegni sono realizzati in carta-colla con tecniche di sicurezza ed elementi in grado, unitamente alle relative infrastrutture, di assicurare un’idonea protezione dalle contraffazioni e dalle falsificazioni, e hanno le seguenti caratteristiche: – stampa su carta bianca, liscia, filigranata in chiaro; – filigrana: stelline a cinque punte distese a tappeto; – formato dei contrassegni: mm 20×44, mm 16×32, mm 12×32; – colori stampa: o versione azzurro a due colori per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina; o versione verde a due colori per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide non contenenti nicotina; – codice di identificazione; – codice bidimensionali 2d.
I contrassegni sono stampati con una rabescatura a guilloché centrale, con fondo composto in microscrittura e microscrittura circolare perimetrale allo stemma della Repubblica.
I contrassegni sono stampati su carta insensibile agli UV e sono dotati di ulteriori elementi di stampa di sicurezza, comprendenti combinazioni di stampe con inchiostri invisibili UV e inchiostri anti-stokes.
Sul lato destro dei contrassegni è riportato l’emblema della Repubblica italiana e sul lato sinistro, in colore nero, un barcode bidimensionale.
Al centro sono riportati, in colore nero, due stringhe alfanumeriche da 10 caratteri OCR-B.
Sul fondo dei contrassegni sono riportate in orizzontale, rispettivamente in alto e in basso ed in colore azzurro scuro e verde scuro, le legende “MONOPOLIO FISCALE”, sui contrassegni di colore azzurro la legenda “NICOTINA PRODOTTI LIQUIDI DA INALAZIONE”, sui contrassegni di colore verde la legenda “SENZA NICOTINA PRODOTTI LIQUIDI DA INALAZIONE”

COME OTTENERE I CONTRASSEGNI
Per ottenere i contrassegni di legittimazione i soggetti autorizzati di cui all’articolo 62- quater, comma 2, del decreto legislativo n. 504 del 1995, nonché i rappresentanti fiscali nominati da soggetti che fabbricano o detengono i prodotti liquidi da inalazione in uno dei Paesi membri dell’Unione europea ovvero in un Paese terzo che fornisce i prodotti stessi destinati alla vendita al pubblico nel territorio dello Stato, inoltrano apposita richiesta all’Agenzia.
La richiesta dei contrassegni di legittimazione deve essere effettuata nei termini e con le modalità impartite dall’Agenzia.
La richiesta, debitamente firmata e corredata dell’attestazione di versamento, deve essere redatta su carta intestata della società, e fornire almeno le informazioni che seguono: – numero di scatole per ciascuna tipologia di contrassegno richiesto; – luogo di destinazione dei contrassegni; – vettore incaricato del ritiro; – modalità di trasporto utilizzata. 3. Il versamento per le somme dovute per la fornitura dei contrassegni di legittimazione può essere effettuato sia tramite il modello “F24 Accise” con l’utilizzo del codice tributo “5479”, istituito dall’Agenzia delle entrate con risoluzione del 17 febbraio 2021, n. 11/E, sia, per i soggetti operanti all’estero, mediante bonifico bancario al seguente IBAN IT71I0100003245348005253302 – BIC BITAITRRENT, indicando nella causale “Fornitura contrassegni di legittimazione per i PLI”.
La richiesta deve essere autorizzata dal competente Ufficio dell’Agenzia; il ritiro dei contrassegni di legittimazione da parte del richiedente deve essere preventivamente concordato con il deposito di Benevento, comunicando gli estremi del conducente e del mezzo di trasporto utilizzato. 5. Sono a carico del richiedente le spese relative alla spedizione e al ritiro dei contrassegni di legittimazione, ivi incluse quelle relative a pedane ed imballaggi, nonché ogni responsabilità per l’avaria e perdita degli stessi.
I soggetti che hanno acquistato i contrassegni di legittimazione non possono cedere, a titolo gratuito o oneroso, né scambiare con altri soggetti, i contrassegni in loro possesso.
I contrassegni di legittimazione sono soggetti a rigorosa rendicontazione con cadenza mensile, entro il mese successivo a quello di riferimento; l’Agenzia potrà effettuare ispezioni e controlli.
Con provvedimento dell’Agenzia, può essere disposto l’utilizzo di procedure informatizzate da parte dei soggetti autorizzati e dei rappresentanti fiscali per le attività di cui ai commi precedenti.
I contrassegni di legittimazione di cui all’articolo 1 sono applicati sui singoli condizionamenti dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato.
I contrassegni di legittimazione sono apposti per tutta la loro superficie sulla parte superiore della confezione, e a chiusura della stessa in modo da renderne impossibile l’apertura senza lacerare il contrassegno. In ogni caso, devono essere adottate idonee soluzioni tecniche atte a garantire che l’apertura dell’imballaggio esterno, da qualsiasi lato avvenga, comporti, inevitabilmente, un visibile ed irreversibile deterioramento dello stesso.
I contrassegni di legittimazione sono forniti in scatole intere che costituiscono l’unità minima ordinabile.

I PREZZI
I formati e i prezzi di ciascuna scatola di contrassegni sono così stabiliti: – formato mm 12×32: scatola da 198.000 pezzi in fogli € 614,50; – formato mm 16×32: scatola da 150.000 pezzi in fogli € 465,50; – formato mm 20×44: scatola da 100.000 pezzi in fogli € 310,40; – formato mm 12×32: scatola da 198.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 500 pezzi) € 756,80; – formato mm 16×32: scatola da 150.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 500 pezzi) € 573,40; – formato mm 20×44: scatola da 100.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 1000 pezzi) € 382,30.
Il prezzo dei contrassegni di cui al precedente comma deve essere maggiorato dell’importo dell’IVA, ove previsto dalla normativa vigente.
Le variazioni dei prezzi di cui al comma 2, sono stabilite in relazione all’andamento dei costi di produzione, trasporto e stoccaggio dei contrassegni.

Arriva (finalmente) il direttoriale di Minenna con il quale si espongono le modalità di gestione dei prodotti in magazzino ancora non contrassegnati con le fascette anti-contrabbando.
Ecco quanto stabilisce il nuovo provvedimento
“I prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti o meno nicotina non conformi alle disposizioni, di cui all’articolo 62-quarter, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 504 del 1995, in materia di contrassegni di legittimazione della circolazione e di avvertenze esclusivamente in lingua italiana, fabbricati ovvero ordinati in data certa anteriore al 1° aprile 2021, possono essere immessi in consumo entro e non oltre il 31 agosto 2021, e venduti al consumatore finale entro e non oltre il 31 dicembre 2021″.

Trova conferma, pertanto, indiscrezione che già era stata rilanciata dalla nostra testata rispetto alla tempistica in questione.
Pertanto, espongono ancora da Adm, “gli operatori autorizzati sono tenuti a comunicare alla Direzione Tabacchi e all’Ufficio dei Monopoli territorialmente competente le rimanenze al 31 Marzo 2021, come risultanti dal registro di carico, scarico e rimanenze dei prodotti finiti, e gli ordinativi di fornitura aventi data certa anteriore al 1 Aprile 2021, risultanti da idonea corrispondenza commerciale e documentazione contabile”.
Ulteriori novità, poi, sono quelle che si rintracciano nei dodici articoli di precedente provvedimento che era stato emanato nella serata di ieri.
Le stesse vivono nella necessità di apporre una insegna all’esterno degli esercizi, che segnali la vendita di prodotti e-vaping, nonchè la situazione di chi ha proprietà di più punti.

TITOLARITA’ DI PIU’ ATTIVITA’

In merito a tale ultima questione, l’articolo 3 sottolinea come “nei casi in cui sussista una molteplicità di punti vendita intestati al medesimo titolare, ovvero nel caso di un unico punto vendita laddove il titolare si avvalga stabilmente di un terzo soggetto per le attività inerenti alla vendita dei p.l.i., è fatto obbligo di nominare un delegato alla gestione per ciascun punto vendita”.
Della nomina del delegato alla gestione, ove successiva all’autorizzazione, viene ulteriormente rimarcato, “il titolare deve darne immediata comunicazione all’Ufficio territorialmente competente”
“In ogni caso –
 altro aspetto – il legale rappresentante è tenuto a presentare all’Ufficio territorialmente competente una dichiarazione resa dal delegato alla gestione da cui risultino le generalità complete del delegato medesimo nonché il comune, la via ed numero civico o la località in cui è ubicato l’esercizio, nonché apposita dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, di non trovarsi in alcuna delle cause di cui all’articolo 1, comma 2”.
Articolo 1 che, in ogni caso, ribadisce quegli impedimenti che già erano in essere rispetto alla titolarità dell’attività (minore età, condanne, procedure fallimentari…)

TABELLE

Per quel che riguarda, invece, le tabelle da apporre all’esterno degli store – nuovo adempimento (e nuova spesa) per gli esercizi – esse dovranno recare “lo stemma dello Stato Italiano e il logo dell’Agenzia.
Tale insegna – si specifica – è costituita da una targa delle dimensioni di centimetri 40 per 75, a fondo blu recante, al centro il logo ufficiale previsto per i p.l.i., sul lato destro il numero ordinale dell’esercizio autorizzato e, in basso la dizione “liquidi da inalazione”.
La targa dovrà avere preferibilmente il fondo costituito da alette piegate a 45 gradi, in modo da consentire la visibilità a distanza elevata.
L’insegna dovrà garantire la piena visibilità sia durante le ore diurne che durante le ore notturne e, pertanto, dovrà essere necessariamente ben illuminata e/o retroilluminata”
.

DISPOSIZIONI FINALI

In ultimo – venendo agli argomenti finali – i soggetti già autorizzati alla vendita di p.l.i. sono tenuti ad inviare, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della determinazione, la dichiarazione sostitutiva e la dichiarazione di impegno di cui all’articolo 2 (per leggere l’intero documento clicca qui) nonché, nell’ipotesi di nomina del delegato alla gestione, al rispetto di quanto prescritto dall’articolo 3.
I soggetti che hanno presentato l’istanza di autorizzazione in data anteriore al 1 Gennaio 2021, nonché i soggetti che hanno presentato l’istanza, nel periodo intercorrente tra il primo gennaio 2021 e la data di pubblicazione della determinazione, sono tenuti, a completamento della documentazione necessaria all’espletamento dell’istruttoria finalizzata al rilascio dell’autorizzazione ovvero al rinnovo della stessa, ad integrare le dichiarazioni e la documentazione all’uopo trasmessa agli uffici territorialmente competenti.
Nessuna novità per quel che riguarda le prevalenze

Benevento, fantastica tripletta.
Questa volta, però, nulla c’entra l’undici della Strega, pur reduce del blitz nella Torino bianconera.
Questa volta, infatti, i successi non hanno le tinte giallorosse ma quelle arancioni.
L’arancione di Svapoweb.
Ebbene si, perchè l’azienda guidata dal Ceo Arcangelo Bove, leader nel settore del vaping nazionale, ha aperto il suo terzo store nel Capoluogo sannita.
Dopo il quartier generale allocato a margine della Statale Appia, cuore delle dinamiche aziendali, dopo l’esercizio operativo da anni in via Gaetano Rummo, a Benevento centro, ora la new entry rappresentata dalla struttura situata in zona stadio e, in particolare, all’interno dell’Iperstore “Barletta” di via Saverio Casselli, struttura che è tra gli snodi più attivi entro il commercio locale.
“Inizia questa nuova avventura – commenta Bove – un nuovo tassello nel cosmo di una rete franchising ormai giunta a quasi 170 store.
Proseguiamo nella nostra crescita, tanto più in un momento di difficoltà globale.
Svapoweb investe in nuove aperture che si traducono in un significativo contributo alla economia locale, anche e non ultimo attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro.

“NOSTRI ADDETTI VENDITE SONO VERI E PROPRI CONSULENTI”

Anche nel nuovo riferimento la clientela troverà persone formate e preparate che potranno fornire consigli e suggerimenti in fatto di sigaretta elettronica.
Questo è un punto che amo sottolineare: i nostri addetti alla vendita sono prima di tutto consulenti, una categoria preziosa che sa affiancare, supportare la persona che vuole smettere di fumare.
Grazie alla esperienza maturata, gli stessi possono rappresentare un valido supporto in una fase molto delicata di transizione quale quella che vive nel passaggio dalla classica alla elettronica.
Senza dimenticare, poi, l’aggiornamento che i nostri consulenti possono rendere, allo svapatore già consolidato, rispetto alle novità del mercato.
Dei veri e propri professionisti dello svapo.
A loro ed alla nostra sempre più ampia clientela va la mia riconoscenza.
In fondo, un grande progetto è come un palazzo –
 chiude l’imprenditore sannita – non potrà mai poggiare su un solo pilastro”.

Anche Catania si accinge a fare ingresso nel club delle città che mettono (parzialmente) al bando il fumo open air.
L’Amministrazione comunale etnea, infatti, sta predisponendo un provvedimento che porterà gradualmente al divieto di fumare sigarette in determinati spazi “open air” della caratteristica cittadina.
Nello specifico, accogliendosi la proposta in tal senso giunta dall’assessore Barbara Mirabella, la Terza Commissione del I Municipio, Organismo guidato da Giuseppe Buglio, sta considerando una misura che, cuore del progetto “Io non fumo”, qualora giunta al capolinea della ratifica del parlamentino, cancellerà il fumo delle bionde – escluse dalla norma sono le sigarette elettroniche – da parchi ed aree verdi della città, non ultime le più note Villa Bellini e Villa Pacini.
A renderlo noto è freepressonline.
E proprio la medesima testata ha avuto modo di sentire il Presidente della Commissione.
“La tematica è importante – ha sottolineato Buglio – Noi la porteremo avanti perché non voglio che Catania sia di meno ad altre metropoli italiane.
La salute in questo momento è importante perché stiamo vivendo, a causa del Covid, un momento particolare.

Questa proposta andrà in Consiglio.
Io come primo firmatario spingerò fortemente l’Amministrazione comunale affinché venga approvato questo divieto di fumo nei parchi pubblici e nelle zone verdi della città”
.

LA PRIMA IN ITALIA E’ STATA SASSARI

La logica del provvedimento, come chiaro, è quella di proteggere il non-fumatore dalle nubi “passive”.
E, allo stesso tempo, quella di fornire un modello maggiormente educativo alle nuove generazioni. Per così dire, un esempio.
Questo perchè le misure anti-fumo troveranno applicazione su aree che, per loro natura, sono frequentate dai più piccini e, in generale, dalle famiglie.
Catania, pertanto, al pari di Milano, Torino, Piacenza, Bologna.
Come Sassari che vanta la il primato quale realtà nazionale ad aver previsto – al netto degli atti posti in essere da varie località balneari sui rispettivi litorali – limiti alla sigaretta "open air".
Un modello di pensiero che si sta formando dal basso e che, come già spiegato dalla nostra testata, sembra preparare il terreno, con riferimento al più ampio discorso nazionale, ad una nuova rivoluzione anti-tabacco dopo quella epocale che, ormai sedici anni addietro, fu varata con la legge Sirchia.

Nuovamente l’Italia e, nello specifico, l’eccellenza “Coehar” nel gotha dibattito scientifico internazionale per quel che riguarda le question del minor danno.
Nella giornata di Martedi 22 Marzo, in particolare, primo step del progetto Diasmoke (Assessing the impact of combustion free-nicotine delivery technologies in Diabetic Smokers).
Ovvero, come fanno presente dall’Istituto catanese capitanato dal professore Riccardo Polosa, “uno studio randomizzato, controllato, internazionale, multicentrico”  ideato al fine di comprendere se i fumatori gravati da diabete mellito di tipo 2 che transitino a nuovi dispositivi possano godere di un miglioramento dei parametri di rischio cardiovascolare. 
Ciò, ovviamente, in rapporto alla non esposizione alle sostanze tossiche della sigaretta classica.
Il meeting, svoltosi in modalità da remoto, è stato utile per presentare tutte le attività previste dal percorso.
Diversi i partner internazionali: oltre ai ricercatori del team di ricerca dell’Università di Catania, anche studiosi dell’Ashford and St Peter’s Hospital NHS di Londra, del Polish Academy of Sciences di Varsavia, i moldavi dell’IMSP Republican Clinical Hospital di Chisinau, gli studiosi del Metanoic Health di Londra.

576 PAZIENTI DIABETICI SARANNO SEGUITI PER DUE ANNI

Ad alternarsi nella scaletta sono stati Vania Patanè – Vice Rettore dell’Università degli Studi di Catania; Salvatore Baglio, Delegato del Rettore per la Ricerca; Giovanni Li Volti – Direttore del Coehar; Francesco Purrello, Direttore del Dipartimento Medclin; Agostino Consoli, Presidente della Fondazione italiana Diabete e Ricerca ed il Presidente della Società italiana di Diabetologia e Paolo Di Bartolo, Presidente dell’Associazione italiana Diabetologi. 
Per quanto riguarda l'attività di ricerca, la medesima si baserà sulla osservazione di 576 pazienti – affetti, chiaramente, della menzionata patologia diabetica – che verranno suddivisi in due coorti.
Ad una di esse verrà chiesto di continuare ad usare le normali sigarette classiche per tutta la durata dello studio – che si articolerà lungo due anni – ed alla seconda coorte, invece, verrà chiesto di passare all'uso della sigaretta elettronica.
I 576 pazienti verranno monitorati attraverso quattro controlli a tre mesi, sei mesi, un anno e due anni.
Gli screening accerteranno se si avrà, tra i due gruppi, una modifica di quei parametri cardiaci che sono cruciali nella gestione e nella prognosi della particolare affezione.