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Milano, 19 aprile 2021 – I funzionari ADM di Milano 1 in servizio presso il Centro di
Smistamento Postale di Milano-Roserio hanno scoperto e sequestrato liquidi da inalazione di contrabbando.
I liquidi, contenuti in due spedizioni postali provenienti dal Regno Unito individuate a seguito di un attento monitoraggio, erano destinati a soggetti privati italiani.
All’interno della prima spedizione erano contenute 5 boccette contenenti ognuna 100 ml di liquido da inalazione e una bottiglia contenente 1000 ml del medesimo liquido, per un peso complessivo pari a 1.500 ml (equivalenti a 8.445 grammi convenzionali di tabacco).
Nella seconda spedizione sono stati rinvenute 200 cartucce per sigarette elettroniche contenenti ognuna 1 ml di liquido da inalazione, per un peso complessivo pari 200 ml di liquido (equivalenti a 1.126 grammi convenzionali di tabacco).
Per i destinatari delle spedizioni, che hanno introdotto nel territorio dello Stato liquidi da inalazione in violazione dell’art. 21 comma 11 del D.lgs n. 6/2016, è stata ravvisata la condotta di contrabbando, ai sensi dell’art. 291-bis del D.P.R. n. 43 del 1973 in combinato disposto con i commi 1-bis e 7-bis dell’art. 62 quater del D.P.R. 504/1995.
Ai responsabili delle violazioni saranno irrogate le dovute sanzioni amministrative e la merce, per la quale è prevista la confisca obbligatoria, è stata sottoposta a sequestro

Abbiamo richiesto precise delucidazioni all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al fine di ottenere chiarezza su diversi punti dei Direttoriali del 18 e 29 Marzo nonché abbiamo ribadito quei suggerimenti che già avevamo posto all’attenzione del tavolo in occasione del recente open hearing”.
Arcangelo Bove, Presidente Unasweb nonché fondatore del marchio Svapoweb, nel rendere nota l’iniziativa intrapresa presso l’Agenzia fiscale guidata dal Direttore Marcello Minenna.
Le disposizioni, in alcuni aspetti, non sono chiare, pertanto abbiamo ritenuto, a tutela degli affiliati tutti del franchising, di inviare una missiva chiedendo rapide delucidazioni”.
“In primis 
– insiste Bove – con riguardo all’articolo 6, disciplinante il “Regime del deposito”, ed all’articolo 9 (Disposizioni contabili) del Direttoriale 18 Marzo, laddove si specifica [Per ciascuna estrazione di prodotti liquidi da inalazione, il soggetto autorizzato emette, in duplice esemplare, la bolletta di scarico. Un esemplare è conservato agli atti del deposito e l’altro accompagna i prodotti ed è consegnato al destinatario] e [Le generalità del soggetto fornitore, in caso di bolletta di carico, o del soggetto destinatario del prodotto, in caso di bolletta di scarico] abbiamo chiesto se siffatti adempimenti debbano essere posti in essere anche allorquando l’acquirente è un soggetto privato.
Ulteriore dubbio quello suscitato dall’articolo 10 medesimo Direttoriale relativo all’obbligo di “richiedere all’acquirente dei prodotti l’esibizione di un documento di identità al fine di accertarne la maggiore età”.

ADEGUAMENTO SOFTWARE E QUESTIONE DOCUMENTI IDENTITA’

Tale documento, abbiamo domandato, al cospetto di un medesimo acquirente che faccia più acquisti nel tempo, dovrà essere richiesto solo in occasione della prima transazione o, ogni volta, anche per quelle successive?
Il documento, una volta effettuata la transazione – nuovo quesito posto dall’imprenditore sannita – dovrà essere custodito per un determinato periodo di tempo o andrà esclusivamente preso in visione, in sede di transazione, e, quindi, eliminato?
Dovrà essere nominata, in ambito aziendale, altresì, una figura preposta alla manipolazione dei dati sensibili in fase di transazione?”

Anche in merito al Direttoriale 29 Marzo, per l’esattezza in merito all’articolo 7, laddove si precisa che “all’atto dell’estrazione dal deposito” si debbano “integrare i documenti di accompagnamento della merce, rispettivamente, con il numero di lotto e la data di produzione, riportati nel medesimo registro di carico, scarico e rimanenze dei prodotti finiti, ovvero con i riferimenti alla documentazione commerciale e contabile relativi all’ordine, ivi inclusi il numero di lotto e la data dell’ordine medesimo”, Unasweb auspica di sapere “di quanto tempo dispongano i soggetti in questione per i necessari adeguamenti considerandosi la necessità di interventire su software e gestionali”

TOCCATA ANCHE LA QUESTIONE INSEGNE

“Ulteriore riflessione – prosegue Bove – quella che abbiamo posto in essere rispetto alle prescrizioni relative alle modalità di allestimento e di posizionamento delle insegne che potrebbero non essere compatibili con le norme paesaggistiche (Regolamenti) per quegli esercizi ricadenti nei Centri storici nonché per quelli che si trovano in ambiti territoriali suscettibili agli Organi di tutela (Soprintendenze).
Abbiamo chiesto ad Adm se sia stato valutato questo aspetto e se sia stata valutata una soluzione che sia applicabile in quei luoghi sottoposti a tutela.
Ovviamente, oltre a questi punti, si ribadisce da parte di Unasweb
 – la chiusura – la necessità di differire in modo congruo l’inizio dell’efficacia della validità delle disposizioni per i molteplici aspetti da esse previste, quali smaltimento delle giacenze e l’inevitabile operazione di adeguamento di software e gestionali”

Ancora nulla, al momento, rispetto alla conferma di Marcello Minenna al timone dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Nella giornata del 14 Aprile, infatti, il Consiglio dei Ministri avutosi a Palazzo Chigi non ha riguardato i punti relativi alle nomine dei vertici delle Agenzie fiscali.
In agenda, infatti, non vi è solo la tematica relativa al vertice Adm ma anche quella connessa al rinnovo della posizione dell’Agenzia delle Entrate con Ernesto Maria Ruffini che dovrebbe vedere in cassaforte la personale posizione – mentre, invece, vi è maggiore titubanza circa la pedina legata all’Agenzia del Demanio, dove Antonio Agostini potrebbe cedere il testimone ad Alessandra Dal Verme.
Realisticamente, pertanto, il deficit di accordo su quest’ultimo ruolo avrebbe, di conseguenza, determinato lo slittamento anche della definizione delle altre due posizioni.
Il vertice dei Ministri, quindi, nell'ora e mezzo di discussione, ha deliberato le nuove figure di viceministri del Dicastero dello Sviluppo economico in capo alle persone dei Sottosegretari Gilberto Pichetto Fratin e Alessandra Todde.
Per quel che concerne l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quindi, se ne discuterà in occasione di prossima seduta con Minenna che, in ogni caso, resta assolutamente blindato nella relativa posizione.
Tanto più che lo stesso è in pieno sviluppo nella concretizzazione di una serie di riforme che stanno riguardano, come noto, anche all'ambito dello svapo.

Che non sia una scusa per darsi al fumo in modalità turca.
In ogni caso, il Coehar da riscontro scientifico a quello che, fino ad ora, era un pur concreto indizio: ovvero la nicotina ha una capacità protettiva rispetto alla possibilità di contrarre l'infezione da Covid.
In tal senso esito della ricerca “Role of Cigarette Smoke on Angiotensin-Converting Enzyme-2 Protein Membrane Expression in Bronchial Epithelial Cells Using an Air-Liquid Interface Model”, approfondimento che si inquadra nel più ampio programma dello studio “Replica”.
L'ultimo approfondimento, nel dettaglio, ha voluto approfondire i meccanismi molecolari che regolano l’espressione dell’enzima Ace2, componente coinvolta nell’infezione da Covid.
“Lo studio – ha rimarcato il dottor Giovanni Li Volti, Direttore del CoEHAR e Project leader di Replica - ha avuto riguardo allo studio dei meccansimi molecolari che sono alla base del recettore che si trova sulla membrana, ovvero sulla parte esterna della cellula”.
Il punto di partenza, come esposto dal docente siciliano, origina da un elemento epidemiologico abbastanza significativo.
Uno studio cinese, infatti, aveva appurato come, su 5000 pazienti ricoverati per Covid, il tasso dei fumatori fosse estremamente più basso rispetto a quello atteso. 
Ovvero rispetto a quel 33 percentuale che, nella popolazione generale cinese, si rinviene in termini di fumatori.
Questo "fatto", questo spostamento era stato poi confermato anche da ulteriori approfondimenti posti in essere successivamente in Francia ed in Italia sebbene su coorti più limitate.
Cosa ha fatto, quindi, il Coehar?
Ha tentato di rintracciare una conferma a quegli indizi che erano emersi dai precedenti studi, indagando su basi scientifiche le conclusioni di quelli che erano, fondamentalmente, dei sondaggi in ambito ospedaliero.
Il team di ricerca catanese ha cercato nella scienza, cioè, nel laboratorio il riscontro reale a quella statistica.
E l'ha trovata.
In vitro, infatti, il team catanese ha riprodotto l'esposizione di cellule al fumo e, in particolare, alla nicotina per capire se la stessa potesse rendere più complicato l'ingresso del virus nella cellula.
E, in effetti, si è appurato come il meccanismo determinato dalla nicotina fosse realmente quello.
Ovviamente, Li Volti ha fatto una necessaria precisazione che è, poi, assolutamente centrale nella questione: il medesimo ha, infatti, specificato come la nicotina abbia un valore protettivo – si - rispetto alla infezione, nel senso che fa un po' da barriera rispetto al contagio.
E questo pare elemento pacifico.
Cosa distinta, però – si badi - è il decorso clinico.
Se un fumatore, infatti, si busca il virus può andare verso una evoluzione della malattia da Covid più grave rispecchiandosi, del resto, la regola generale in base alla quale il fumatore, qualora becchi una malattia respiratoria, tende ad avere maggiori problemi rispetto ad un soggetto sano.
Quindi, in definitiva, anche in tempi di Covid smettere di fumare resta la più saggia delle decisioni.

Era in rampa di lancio, ben proiettata verso una celere discussione in Aula.
Poi l'epidemia che ha paralizzato anche le attività istituzionali ordinarie per spostare, come comprensibile, le attenzioni verso le esigenze emergenziali dettate dal fenomeno Covid.
Ed un disegno di legge che non vedrà più l'alba.
Fonti ‘romane’ dicono, infatti, come il progetto di legge Auddino non riprenderà la sua marcia.
Morto ancor prima di nascere.
Di cosa parliamo?
Di un discorso normativo che, presentato al Senato dall’esponente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Auddino, appunto, avrebbe dovuto varare il divieto di fumo e di svapo in una varietà di luoghi pubblici all’aperto.
Aree esterne di attività commerciali in cui si somministrano cibi e bevande quali bar, ristoranti, pub, spiagge libere e lidi, dintorni di monumenti pubblici di significato storico ed artistico perchè, con riguardo a quest’ultimi, “é risaputo come fumo e smog, che abbattono significativamente la qualità dell’aria, siano nocivi non solo per la salute dell’uomo ma anche per le opere d’arte”.
Ed, ancora, stadi, arene, infrastrutture sportive ed ulteriori luoghi pubblici ed aperti al pubblico durante eventi e spettacoli.
Tutti questi “siti” sarebbero stati banditi dal divieto di fumo e, come era nelle intenzioni, anche quello di fare uso di prodotti dello svapo e del tabacco riscaldato.
Un disco rosso totale, praticamente.

DISEGNO MAI DISCUSSO NEPPURE IN COMMISSIONE
Il disegno normativo fu depositato a Palazzo Madama in data 28 Ottobre 2019 e, quindi, affidato alla 12esima Commissione permanente (Igiene e Sanità) in sede redigente il 18 Febbraio 2020. 
Ma questo resta l’ultimo step ufficiale di un percorso che, come detto, non approderà neppure alla valutazione della Commissione.
Non è detto, però, che qualcosa di simile, ma sotto differenti sembianze, non potrà, un giorno, vedere la luce, magari in forma più sfumata e, comunque, includendo nelle previsioni solo la fattispecie delle sigarette classiche.
Raccogliendo, del resto, quell'impulso che si sta levando dal basso di svariate realtà comunali – Milano il caso più noto – che stanno prevedendo, con ordinanze e regolamenti, il divieto di fumo in luoghi all'aperto come fermate del bus e parchi pubblici.
Un “no” limitato, però, solo al fumo e no alle “e-cig”.
Se ne riparlerà prossimamente, con tutta probabilità, nelle Camere nazionali.
Per il disegno di legge “Auddino”, invece, il sipario pare calato.

Nuova grafica per le tabelle che dovranno essere apposte all’esterno degli esercizi commerciali destinati alle vendita di liquidi per sigarette elettroniche.
Lo ha comunicato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con un avviso pubblicato nella giornata di Giovedi 8 Aprile sul sito istituzionale.
“E’ stata emanata la determina direttoriale Protocollo 92923/RU del 29 Marzo 2021 – si apprende – con la quale sono state disciplinate le modalità e i requisiti per l’autorizzazione alla vendita e per l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le parafarmacie.
Al riguardo – è ulteriormente esposto – si comunica che gli allegati denominati “caratteristica insegna” e “manuale insegna” a corredo dell’informativa sono stati pubblicati in data odierna in sostituzione dei precedenti contenenti un mero errore materiale”.

MA RESTA IL PROBLEMA DELL’IMPATTO “PAESAGGISTICO”
Non si dovrà tenere più in considerazione il precedente messaggio ed i precedenti riferimenti indicati da Adm ma ci si dovrà attenere esclusivamente ai nuovi ora subentrati.
Questo, però, con esclusivo riguardo alla questione della grafica.
Nessun altro elemento viene, infatti, ad ora, rispetto ad altre peculiarità che erano già state dettate, nella prima nota, quale quella della retroilluminazione.
E che avevano destato diffuse perplessità da parte di più esercenti.
Più di uno di essi, interfacciandosi anche con la nostra testata, ha ricordato come nelle zone ricadenti nei Centri storici ci si possa scontrare con vincoli paesaggistici; Paletti che potrebbero essere posti tanto dai regolamenti degli Enti locali tanto dalla competente Soprintendenza.
Personale consultato appositamente dalla nostra redazione, nel dettaglio, ha già chiarito come in determinate “location” di specifico significato urbanistico tale tipologia di insegne sarà assolutamente non compatibile.
Si attendono delucidazioni da parte di Adm su questi discorsi tecnici e, in particolare, sulla possibilità di valutare opzioni alternative per quei punti vendita che insistono in aree di particolare rilievo “storico-architettonico”

Ipertensione?
Non v’è ragione di dubitare: il fumatore che passerà alla sigaretta elettronica andrà a godere di un indubbio beneficio in termini di abbassamento dei valori pressorei.
Diversi fumatori alle prese con minima e massima un pò ballerine e, quindi, preoccupati della propria condizione cardiaca, ad interrogarsi sui possibili effetti che la e-cig ed annessi liquidi potrebbero portare all'andamento della pressione sistemica.
Sigarette elettroniche e liquidi possono avere conseguenze su minima e massima?
E quindi: il gioco vale la candela?
Il sacrificio di un fumatore iperteso, cioè, che dice addio alla bionda nella speranza di risolvere i problemi di ipertensione, troverà "ricompensa" in un effettivo miglioramento dei parametri?
O, invece, gli e-liquid potrebbero far schizzare alle stelle i valori?
Sono questi i dubbi che assalgono gli aficionados della sigaretta classica che, spaventati da possibili conseguenze a carico della salute "cardiaca", vorrebbero lanciarsi nel grande passo del...passaggio al vaping.
Ebbene, le risposte sono del tutto tranquillizzanti: chi intraprende la via dello svapo avrà un ritorno certamente felice anche per quel che riguarda le fatidiche diastolica e sistolica, cardine – fondamentalmente – del discorso della salute cardiaca nella sua generalità.
A stabilirlo, tra le altre, fu anche studio capitanato – come si ricorda – da Kostantinos Farsalinos – guru della Cardiologia ellenico.
Tale studio ebbe a porre a confronto la funzionalità del muscolo cardiaco di fumatori sani, ricadenti nella fascia di età 25-45 anni, e quella degli svapatori.

ANCHE ALL’ECOCUORE PARAMETRI MIGLIORI PER UTENTI E-CIG

Nel dettaglio, si era provveduto ad esaminare il muscolo cardiaco di venti soggetti fumatori immediatamente dopo che questi avevano fumato una sigaretta vera nonchè il cuore di persone di pari età prima e dopo che queste avessero aspirato per 7 minuti una sigaretta elettronica.
Ebbene, si è accertato come, mentre il primo gruppo – quello dei fumatori – rivelava un considerevole aumento della frequenza e della pressione arteriosa, sia della massima sia della minima, nel secondo gruppo (quello degli svapatori) si era notato mediamente solo un modesto rialzo della minima.
Anche all’esame ecocardiografico, accertamento strumentale che permette di guardare direttamente la struttura delle camere cardiache, si sono evidenziati riscontri parimenti positivi.
Mentre gli utenti delle bionde, infatti, mostravano modifiche nei parametri, quelli della e-cig non rivelavano alcuna particolare modifica nonostante la piccola dose di nicotina (11 milligrammi/millilitro) inalata.
Risultati che Farsalinos aveva accolto positivamente pur facendo riferimento alla necessità di ulteriori approfondimenti
“Tuttavia – aveva concluso – in base ai dati ad oggi disponibili, la sigaretta elettronica si può considerare un’alternativa al tabacco molto meno pericolosa e potenzialmente utile alla salute”

Nuovo open hearing incentrato sulle novità predisposte dalla Legge di bilancio 2021.
Questo quanto promosso dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la giornata di Giovedi 8 Aprile con inizio delle attività previsto per le ore 14:30.
L'incontro virtuale sarà incentrato sui prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina.
“Come noto – rendono noto da Adm – le novità introdotte dal legislatore hanno trovato pronta e puntuale attuazione negli atti che Adm ha di recente adottato in tema di avvertenze e contrassegni di legittimazione, commercializzazione dei prodotti, autorizzazione alla vendita ed approvvigionamento con riguardo ad esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie.

PRENOTAZIONI ENTRO LE 18:30 DI OGGI

Tali atti – è ancora rappresentato – tengono conto anche delle osservazioni e delle proposte degli operatori di settore ricevute in occasione dei precedenti incontri.
L’open hearing consente di proseguire il confronto con operatori e stakeholders in modo da analizzare le disposizioni attuative di Adm e valutarne le implicazioni concrete, favorendo così la più ampia partecipazione e condivisione”.
L’open hearing, venendo agli aspetti di natura tecnica – si svilupperà in modalità Zoom Conference e sarà rivolto a professionisti e operatori del settore che potranno dare cenno di adesione entro le ore 18:30 di oggi, Martedì 6 Aprile, attraverso la piattaforma Eventbrite, raggiungibile al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-prodotti-liquidi-da-inalazione-nuova-disciplina-149311329205 in modo da segnalare nominativi e recapiti di posta elettronica dei partecipanti.

Una nuova prospettiva, decisamente dalle tinte più positive, per il settore della sigaretta elettronica.
Probabilmente un passo avanti nell’ottica di un riconoscimento pieno del mondo svapo in termini di dignità del medesimo e di quanti vi operano.
Sono queste le sensazioni colte da Arcangelo Bove, fondatore del fortissimo marchio Svapoweb e Presidente Unasweb, associazione di categoria.
Le parole dell’imprenditore sannita all’indomani della emanazione dei direttoriali da parte del Direttore generale dell’Agenzia Dogane Monopoli, Marcello Minenna.
Ritengo che i recenti provvedimenti Adm possano fare da spartiacque tra passato e futuro del vaping.
Fino a qualche giorno addietro, infatti – spiega Bove – viveva in noi imprenditori la sensazione di navigare, in un certo senso, a vista, senza avere certezza piena del domani. Non avevamo, in effetti, nozione degli sviluppi a medio e lungo termine del settore.
Non avevamo contezza, ad esempio, se, prima o poi, ci avrebbero tolto, o meno, la possibilità di fare business, magari dirottando il tutto nella “competenza” esclusiva di tabaccai e farmacie. Oggi, invece – incalza il “papà” di Svapoweb – abbiamo ottenuto un riconoscimento vero.

“DOBBIAMO ESULTARE PER QUESTO MOMENTO”

Adm, infatti, indica come tutte le attività debbano esporre all’esterno una insegna recante il simbolo dello Stato e dei Monopoli, con tanto di numero di autorizzazione.
In più, è venuta anche la promessa di un codice Ateco.
Non siamo, più, un soggetto-non soggetto.
Un qualcosa di evanescente, di nebuloso – intendo dal punto di vista della forma giuridica. Paghiamo le tasse, anche profumatamente, abbiamo conquistato nel mercato – come protagonisti del vaping – una posizione importante, in imponente crescita.
Ebbene, ora giunge anche il sigillo dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che, di fatto, ci investe di un ruolo pieno e vero.
E, soprattutto, pregno di prospettiva.
Guardiamo a queste innovazione con favore.
I tecnicismi legati a quanto dettatoci, in termini di grafica, in termini di requisiti, sono aspetti che verranno analizzati e agevolmente superati.
Esultiamo per questo momento che, forse non ce ne siamo resi pienamente conto, è – chiude Bove – un primo passo importante verso il domani del mondo svapo”

“Il prodotto può contenere sostanze pericolose per la salute. Per info chiama il numero verde 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità”.
E’ questo il testo di avvertenza che, in lingua italiana, dovrà essere collocato sui singoli condizionamenti di prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, non contenenti nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato”
E’ parte del più ampio provvedimento disposto da Adm attraverso una serie di direttoriali che, tra le altre, hanno disposto anche norme su giacenze e uso di tabelle.
Di seguito, invece, estratto del direttoriale relativo alla dotazione dei contrassegni

I FORMATI
La circolazione dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, è legittimata dall’applicazione, sui singoli condizionamenti, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato, di appositi contrassegni.
I contrassegni sono realizzati in carta-colla con tecniche di sicurezza ed elementi in grado, unitamente alle relative infrastrutture, di assicurare un’idonea protezione dalle contraffazioni e dalle falsificazioni, e hanno le seguenti caratteristiche: – stampa su carta bianca, liscia, filigranata in chiaro; – filigrana: stelline a cinque punte distese a tappeto; – formato dei contrassegni: mm 20×44, mm 16×32, mm 12×32; – colori stampa: o versione azzurro a due colori per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina; o versione verde a due colori per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide non contenenti nicotina; – codice di identificazione; – codice bidimensionali 2d.
I contrassegni sono stampati con una rabescatura a guilloché centrale, con fondo composto in microscrittura e microscrittura circolare perimetrale allo stemma della Repubblica.
I contrassegni sono stampati su carta insensibile agli UV e sono dotati di ulteriori elementi di stampa di sicurezza, comprendenti combinazioni di stampe con inchiostri invisibili UV e inchiostri anti-stokes.
Sul lato destro dei contrassegni è riportato l’emblema della Repubblica italiana e sul lato sinistro, in colore nero, un barcode bidimensionale.
Al centro sono riportati, in colore nero, due stringhe alfanumeriche da 10 caratteri OCR-B.
Sul fondo dei contrassegni sono riportate in orizzontale, rispettivamente in alto e in basso ed in colore azzurro scuro e verde scuro, le legende “MONOPOLIO FISCALE”, sui contrassegni di colore azzurro la legenda “NICOTINA PRODOTTI LIQUIDI DA INALAZIONE”, sui contrassegni di colore verde la legenda “SENZA NICOTINA PRODOTTI LIQUIDI DA INALAZIONE”

COME OTTENERE I CONTRASSEGNI
Per ottenere i contrassegni di legittimazione i soggetti autorizzati di cui all’articolo 62- quater, comma 2, del decreto legislativo n. 504 del 1995, nonché i rappresentanti fiscali nominati da soggetti che fabbricano o detengono i prodotti liquidi da inalazione in uno dei Paesi membri dell’Unione europea ovvero in un Paese terzo che fornisce i prodotti stessi destinati alla vendita al pubblico nel territorio dello Stato, inoltrano apposita richiesta all’Agenzia.
La richiesta dei contrassegni di legittimazione deve essere effettuata nei termini e con le modalità impartite dall’Agenzia.
La richiesta, debitamente firmata e corredata dell’attestazione di versamento, deve essere redatta su carta intestata della società, e fornire almeno le informazioni che seguono: – numero di scatole per ciascuna tipologia di contrassegno richiesto; – luogo di destinazione dei contrassegni; – vettore incaricato del ritiro; – modalità di trasporto utilizzata. 3. Il versamento per le somme dovute per la fornitura dei contrassegni di legittimazione può essere effettuato sia tramite il modello “F24 Accise” con l’utilizzo del codice tributo “5479”, istituito dall’Agenzia delle entrate con risoluzione del 17 febbraio 2021, n. 11/E, sia, per i soggetti operanti all’estero, mediante bonifico bancario al seguente IBAN IT71I0100003245348005253302 – BIC BITAITRRENT, indicando nella causale “Fornitura contrassegni di legittimazione per i PLI”.
La richiesta deve essere autorizzata dal competente Ufficio dell’Agenzia; il ritiro dei contrassegni di legittimazione da parte del richiedente deve essere preventivamente concordato con il deposito di Benevento, comunicando gli estremi del conducente e del mezzo di trasporto utilizzato. 5. Sono a carico del richiedente le spese relative alla spedizione e al ritiro dei contrassegni di legittimazione, ivi incluse quelle relative a pedane ed imballaggi, nonché ogni responsabilità per l’avaria e perdita degli stessi.
I soggetti che hanno acquistato i contrassegni di legittimazione non possono cedere, a titolo gratuito o oneroso, né scambiare con altri soggetti, i contrassegni in loro possesso.
I contrassegni di legittimazione sono soggetti a rigorosa rendicontazione con cadenza mensile, entro il mese successivo a quello di riferimento; l’Agenzia potrà effettuare ispezioni e controlli.
Con provvedimento dell’Agenzia, può essere disposto l’utilizzo di procedure informatizzate da parte dei soggetti autorizzati e dei rappresentanti fiscali per le attività di cui ai commi precedenti.
I contrassegni di legittimazione di cui all’articolo 1 sono applicati sui singoli condizionamenti dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato.
I contrassegni di legittimazione sono apposti per tutta la loro superficie sulla parte superiore della confezione, e a chiusura della stessa in modo da renderne impossibile l’apertura senza lacerare il contrassegno. In ogni caso, devono essere adottate idonee soluzioni tecniche atte a garantire che l’apertura dell’imballaggio esterno, da qualsiasi lato avvenga, comporti, inevitabilmente, un visibile ed irreversibile deterioramento dello stesso.
I contrassegni di legittimazione sono forniti in scatole intere che costituiscono l’unità minima ordinabile.

I PREZZI
I formati e i prezzi di ciascuna scatola di contrassegni sono così stabiliti: – formato mm 12×32: scatola da 198.000 pezzi in fogli € 614,50; – formato mm 16×32: scatola da 150.000 pezzi in fogli € 465,50; – formato mm 20×44: scatola da 100.000 pezzi in fogli € 310,40; – formato mm 12×32: scatola da 198.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 500 pezzi) € 756,80; – formato mm 16×32: scatola da 150.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 500 pezzi) € 573,40; – formato mm 20×44: scatola da 100.000 pezzi pretagliati in mazzette (da 1000 pezzi) € 382,30.
Il prezzo dei contrassegni di cui al precedente comma deve essere maggiorato dell’importo dell’IVA, ove previsto dalla normativa vigente.
Le variazioni dei prezzi di cui al comma 2, sono stabilite in relazione all’andamento dei costi di produzione, trasporto e stoccaggio dei contrassegni.