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Il Senato da il proprio ok alla legge di Bilancio che, quindi, diviene pienamente efficace e, con essa, tutto il corpo di misure che sono state previste in fattodi rincari in capo a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
Una conclusione, questa ora detto, rispetto alla quale, ovviamente, non vi erano dubbi particolari dal momento che il voto, sia alla Camera sia al Senato, era stato blindato con la fiducia.
I proponenti, cioè, per garantire sicuro e rapido iter avevano legato, in altri termini, i destini della legge di Bilancio alle sorti stesse del Governo.
I giochi, quindi, erano stati fatti in sede di Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e, ancora prima, nel confezionamento dell’emendamento rimodulato da parte del Ministero dell’Economia.
Blitz e controblitz articolatisi tra le prime ore del mattino e la prima serata di un Venerdi 18 Dicembre 2020 che sarà da inscrivere nel libro nero della storia svapo nazionale.
Il Senato della Repubblica, in ogni caso, nel pomeriggio odierno, con 153 voti favorevoli, 118 contrari e nessun astenuto, ha acceso il disco verde alla Manovra nella sua complessità.
Dal 1 Gennaio, quindi, entrerà in vigore il nuovo regime fiscale.
I liquidi per e-cig passeranno, come già in precedenza esposto, dalle attuali percentuali del 5% e 10% – rispettivamente per quelli senza nicotina e con nicotina – al 10 ed al 15; con decorrenza 1 Gennaio 2022, quindi, al 15 ed al 20 e, in ultimo, dal 1 Gennaio 2023, al 20 ed al 25.

ORA SI ATTENDONO LE CIRCOLARI ESECUTIVE DI ADM

Tutto inalterato anche in merito al tabacco riscaldato il cui onere fiscale transita al 30%, rispetto a quello sulle sigarette classiche, nel 2021, con un plus annuale di 5 punti fino al 2023.
Come ampiamente anticipato, per il resto, la stessa legge di bilancio attribuisce notevoli margini di regolamentazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, nelle prime decadi di Gennaio, dovrà, attraverso emanazione di sue circolari indirizzate agli addetti ai lavori, normare gli ambiti ad essa demandati – quale quello, ad esempio, relativo alle vendite on line.
Senza omettere di ricordare, poi, le ulteriori indicazioni che dovranno venire dallo stesso Minenna circa altro discorso pure estremamente centrale quale quello delle fascette anticontrabbando.
Riflettori quanto mai puntati, quindi, ad inizio 2021,su AdM

Sempre più ambizioso il progetto Svapoweb.
Arcangelo Bove, fondatore e vertice del marchio leader nel settore delle sigarette elettroniche, ha annunciato l’ingresso nella squadra aziendale di una nuova figura - la terza - di “tutor” commerciale.
Si tratta di Antonio Ferrara che, ponendosi al fianco di Antonio Esposito e di Salvatore Caroleo - già artefici di una più che pregevole attività su tutto il territorio nazionale - si occuperà l’ulteriore espansione del ventaglio di affiliati.
“Mission” di Ferrara – 41 anni con esperienza ventennale nel campo della consulenza finanziaria – sarà, in particolare, quella di ampliare il cosmo degli store Svapoweb attraverso lo start up di esercizi ex novo nonché la riconversione di quelli già esistenti.
Il tutto con riguardo alle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania, Veneto, Marche ed Abruzzo.
Diviene, quindi, sempre più importante e forte il percorso aziendale, ad oggi forte di 152 “store” distribuiti in tutto il territorio nazionale oltre ad ulteriori due in rampa di lancio nei mesi di Marzo e di Aprile.

BOVE “SIAMO REALTA’ VINCENTE”

Svapoweb è una realtà vincente – evidenzia in merito Arcangelo Bove – E la prova vive nell’entusiasmo e nei profitti dei nostri affiliati che, in più di un caso, hanno aperto un secondo ed anche un terzo punto.
L’obiettivo aziendale - incalza l'imprenditore sannita - è quello di giungere a 300 negozi affiliati entro la fine del 2021. L’occasione mi sia utile – la conclusione di Bove – per augurare un sicuramente proficuo lavoro ad Antonio Ferrara nonché per complimentarmi con Antonio Esposito e Salvatore Caroleo, che sono stati e saranno sempre più protagonisti del progetto Svapoweb, e con l'ottima Roberta Siciliano che magistralmente coordina le attività del franchising dalla sede centrale di Benevento”.
“Ringrazio della fiducia riposta nella mia persona l’amico Arcangelo Bove – ha commentato, invece, Antonio Ferrara – Sono desideroso di partire con questa stimolante attività e di poter contribuire, in uno al team formato da Antonio Esposito e da Salvatore, all’ulteriore espansione del progetto Svapoweb”.

Succulenta "nuova" ad appendice di anno.
Heaven Gifts, marchoi leader per quel che riguarda la distribuzione delle sigarette elettroniche, mette piede in Italia.
A capitanare la controllata italiana del colosso cinese, che avrà base a Milano, sarà Matteo Besozzi, figura abbondantemente conosciuta nel settore industriale del vaping ed oggi Amministratore delegato di “Heaven Gifts Italia”.

“Lo scopo – commenta in una nota Besozzi – è quello di espandere il mercato del vaping consolidando la presenza dei propri marchi e perpetrando valori assoluti quali la riduzione del rischio e, più in generale, una lotta integerrima al tabagismo
La nostra “mission”
 – prosegue l’Ad – sarà quella di esplorare maggiormente i mercati italiani, rafforzando le partnership con distributori, grossisti, modder, produttori di e-liquid, partecipando maggiormente alle esigenze degli utenti del vaping, offrendo nuovi prodotti e diffondendo nuovi marchi affidabili e in linea con le esigenze del nostro mercato. Coinvolgeremo l’industria dello svapo italiana rinnovando partnership locali con l’obiettivo di promuovere una cultura dello svapo più sana e sostenibile.
Per quanto mi riguarda, sin dai primi contatti avuti con la casa madre cinese, il progetto mi ha subito affascinato, complice la pluriennale stima reciproca coltivata negli anni e le nuove prospettive che un mercato normato e altamente performante, quale è quello italiano, ricerca per una fisiologica evoluzione dei modelli industriali, in grado di guardare con determinazione e respiro internazionale alla crescita che il Vaping mondiale condurrà nei prossimi anni.
Per far questo non potevo non accettare e rifiutare”.

La nostra testata, quindi, ricevuta la nota del manager, ha avuto il piacere di raggiungere il medesimo per potergli porre ulteriori domande.

Heaven Gifts approda in Italia. Un colpo, forse, un po’ a sorpresa.
Il mercato vi guarda con attenzione

Si, una sorpresa forse attesa da parecchi ormai da tempo.
In un mercato veloce e globalizzato siamo consapevoli della grande responsabilità che tanti riflettori puntati addosso possono trasmettere.
Lavoreremo per fare la nostra parte e dare il nostro contributo nel grande processo di crescita che lo svapo italiano è chiamato a condurre da qui ai prossimi anni.

Dottore Besozzi, nell’immaginario nostrano la Sua persona è professionalmente associata a Svapo forniture.
Cosa è successo? 

Su questo argomento preferirei soprassedere, per me è acqua passata… 

Quali saranno gli interlocutori del vostro marketing?
Vi rivolgerete a produttori, distributori, consumatori finali? 

Il nostro progetto industriale guarda con attenzione alle opportunità che un mercato maturo come quello Italiano può e deve sviluppare.
Con la stessa maturità intendiamo coinvolgere l’intera filiera rinnovando accordi commerciali in primis con gli attuali distributori e produttori italiani, soprattutto con quelli che, come noi, credono e lavorano per accrescere il peso specifico del Vaping in Italia riservando ogni giorno un’attenzione particolare ai loro clienti e ai prodotti che decidono di immettere sul mercato. 

Il vostro ingresso sul mercato italiano coincide con la approvanda legge di Bilancio che prevede un significativo rincaro fiscale in capo al settore.
Una su riflessione su questo aspetto. 

Siamo ottimisti, crediamo che la tassazione in generale sia un processo che di fatto coinvolge i più alti organi di controllo sanitario e fiscale dello stato a tutela dei consumatori finali.
Per quanto riguarda l’inaspettato innalzamento sarei cauto, stiamo a vedere cosa succederà tra pochi mesi quando la Tpd 3 prenderà finalmente il via libera rendendo anche il nostro settore un mercato a normativa comunitaria con possibile tassazione unificata.
 

Ed, ancora, facendosi una lettura a più ampio respiro, quando in Italia un modello britannico di approccio al settore Vaping?

Il gruppo che oggi rappresento in Italia è un attore ampiamente consapevole dei diversi approcci che il vaping ha nelle varie nazioni del mondo.
Sono sicuro che la presenza di Heaven Gifts in Italia saprà dare i giusti spunti per portare dentro ai confini nazionali il buono che c’è non solo nell’enorme mercato inglese ma anche in tante altre nazioni impegnate nella ricerca e nella diffusione di progetti che parlano di salute e di alternativa al tabagismo.

Data la situazione di grave crisi in atto, non è dimostrabile che, aumentando la tassazione sul tipo di beni oggetto della proposta emendativa, si incrementino le entrate per lo Stato. C’è il rischio invece di ridurre i consumi”.
Maurizio Lupi, deputato del Gruppo misto della Camera dei Deputati, nell'esprimere le personali perplessità rispetto ai contenuti dell'emendamento, riformulato dal Ministero dell'Economia, e che, come ormai tristemente noto, ha previsto un rincaro fiscale in capo al settore delle sigarette elettroniche.
Emendamento approvato, nella nottata tra Sabato e Domenica, dalla quinta Commissione Bilancio della quale l'ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dei Governi Renzi e Letta è uno dei 48 membri.

Lupi, nel dettaglio, al momento della personale relazione, ha evidenziato come non sia affatto da considerarsi cosa scontata – anzi (!) – che, ad aumento fiscale, potrà andare a corrispondere maggiore gettito e, quindi, maggiore entrata per lo Stato.
Laddove, piuttosto, è da considerarsi – come sottolineato dal deputato – come il rincaro delle tasse non possa far altro che “scoraggiare” i consumi e, quindi, per un effetto paradossale, determinare un minor gettito per lo Stato stesso.
Un dato - quello delle maggiori tasse uguale minori consumi - che si può apprendere nella prima elementare delle scuole economiche 
Impattate, ovviamente, contro il muro della maggioranza le riflessioni dell’ex Ministro, anche la Lega, che ha dato voto contrario al riformulato emendamento, ha voluto rimarcare, per bocca di Massimo Garavaglia, durante i lavori della Commissione, “la natura regressiva di ogni tassazione concernente il fumo, i cui effetti ricadono su larga parte della popolazione, in particolare sulla platea giovanile” come anche la pochezza delle risorse che se ne sarebbero ricavate, peraltro già spese con altri emendamenti.
E proprio il tema delle risorse, prosegeuendo, è stato analizzato da Forza Italia e, in particolare, dal deputato Paolo Russo.

L’esponente di Forza Italia, nello specifico, ha ricordato, sempre durante i lavori della Commissione, come, con riguardo al tabacco riscaldato, il maggiore gettito fiscale si sarebbe dovuto destinare al settore dell’assistenza domiciliare, richiamandosi la vecchia proposta Muroni.
Invece, l’emendamento appena ratificato e che, quindi, diviene parte integrante della legge di Bilancio in itinere, non contempla una destinazione specifica per i presunti maggiori introiti fiscali da tabacco riscaldato.
Destinati a disperdersi in mille rivoli di capitoli e servizi.
Un'operazione, per concludere, che non ha una ratio ben precisa. E che ha finito per tirare all'interno della "querelle" un discorso - quello del vaping - che ne era del tutto estraneo.

Quando impareranno i politici ad ascoltare la scienza e non le ideologie o gli interessi di mercato?”.
E’ questo il quesito che viene da Riccardo Polosa, Direttore del Coehar nonchè eccellenza in termini di riduzione del danno da fumo.
Il ricercatore ha preso parola, per il tramite del canale di liafmagazine, a poche ore dalle “ultime” governative foriere che, come ormai risaputo – hanno disposto un robusto rincaro fiscale in capo al settore svapo.
“Ci sono centinaia di studi – analizza Polosa – che dimostrano che lo svapo è meno dannoso del fumo di sigaretta convenzionale. Portare i commercianti ad aumentare inevitabilmente il prezzo di questi prodotti sul mercato significa proibire a milioni di italiani di passare ad una soluzione meno dannosa per la propria salute”.
Un'azione chiaramente inopportuna, quella dell’Esecutivo Conte.
E che lo diviene ancor di più considerando il contesto temporale, quello a cavallo tra il 2019 ed il 2020, sviluppatosi lungo l’asse tremendo Evali-Covid.
Abbiamo lasciato il 2019 – analizza al riguardo l’accademico catanese – con la gestione dell’epidemia di “Evali” che negli Stati Uniti ha diffuso paura e confusione a causa anche degli sforzi intenzionali e fuorvianti delle organizzazioni internazionali come Fda e Cdc che hanno volutamente disinformato i vapers sui danni dello svapo di nicotina quando invece sin dall’inizio era chiaro che la causa dell’Evali era legata all’uso di cartucce di Thc contaminate con vitamina e acetato”.

“NEL 2021 SI ACCELERI TRANSIZIONE VERSO PRODOTTI MENO DANNOSI”

E, adesso, l'emergenza pandemica “che non ha mai fermato l’attività scientifica del Coehar, anche in questi mesi autore di importanti studi sul tema delle riduzione del danno”.
“Abbiamo pubblicato un documento – incalza l'eccellenza della ricerca – che indaga sul futuro della riduzione del danno: uno studio che punta al futuro.
Vuole essere un ponte tra l’attivismo anti-tabacco che vuole eliminare definitivamente il fumo e il contributo che possono dare i prodotti dello svapo.
L’obiettivo comune deve essere quello di un approccio volto a ridurre i danni che derivano dai prodotti della combustione, con l’obiettivo finale di eliminare ogni dipendenza dal fumo”.
Un momento di emergenza sanitaria che, incrociato alle subentrate disposizioni nazionali, potrebbe avere un impatto non certo trascurabile sul Sistema sanitario nostrano.
“Il sistema sanitario italiano, già sotto pressione per l’epidemia, potrebbe vedere aumentare gli accessi alle strutture sanitarie ed allentare la diffusione di uno strumento di prevenzione utile ed efficace contro le malattie fumo correlate.
Lo svapo, in maniera storica e rivoluzionaria, ha dimostrato di essere lo strumento più efficace per l’abbandono definitivo delle bionde”.
La speranza e, parimenti, la scommessa 2021 “Accelerare al massimo la transizione globale verso i prodotti meno dannosi.
Tuttavia, la portata della diffusione del vaping – conclude Polosa – dimostra la loro grande accettazione da parte dei consumatori di tabacco come alternativa per smettere di fumare”.

“In questo momento di difficoltà economica determinata dalla crisi epidemica e, ora, “impreziosita” anche dai recenti “regali” venuti al settore dalla legge di Bilancio, ci sentiamo di mettere in guardia gli operatori della sigaretta elettronica rispetto a quanto avvenuto nella giornata odierna”.
Così Arcangelo Bove, Presidente di Unas ed imprenditore del settore svapo.
“Abbiamo appreso, infatti – insiste il fondatore del marchio Svapoweb – del sequestro operato dai Carabinieri Reparto Nas presso una rivendita di sigarette elettroniche del Lazio.
In particolare, i militari hanno provveduto a sequestrare all’esercente il prodotto gel denominato “Iper cleaner gel disinfettante antibatterico” prodotto dalla croata “Red Lab d.o.o. e, nel dettaglio, 10 flaconi da 80 ml, 5 da 250 ed 8 da 500, tutto materiale che il rivenditore aveva acquisito tramite web”.
Gli uomini del “Nucleo antisofisticazioni” hanno rinvenuto in quella dell’esercente una condotta di rilevanza penale dal momento che i gel in questione, configurandosi come presidio di tipo medico chirurgico, erano mancanti della necessaria autorizzazione del Ministero della Salute come previsto dall’articolo 189 Regio decreto 1265/1934.
Nel contesto del medesimo accertamento erano stati esaminati dal Nas anche i gel Svapoweb non rinvenendosi, sugli stessi, alcuna irregolarità.
Ancora una volta – prosegue e conclude Bove – rinnoviamo l’appello ai rivenditori ed agli utenti privati a rifornirsi di materiali sicuri e a non prendere in considerazione, tanto per i liquidi tanto per altri presidi, prodotti che giungano dai canali del web che, privi delle necessarie autorizzazioni, sono configurabili come prodotti di contrabbando.
Con riguardo a questo esercente, lo stesso, oltre al danno economico immediato, dovrà anche sobbarcarsi un percorso penale con tanto di ulteriori conseguenze.
Privilegiamo i canali sicuri e leciti e, soprattutto, tuteliamo la sicurezza di tutti.
Nel caso di specie, quindi, facciamo presente a quanti in possesso di questo prodotto come lo stesso sia non legale, oggetto di possibili sequestri e di conseguenze come da norma.
Con l’invito a non farne acquisto o, se già in possesso, a disfarsene secondo le modalità previste dalla legge”

Il settore vaping italiano incassa una nuova, ingiusta misura.
Noi che, in Europa, già eravamo gli unici (o quasi) a pagare un’imposta sulle sigarette elettroniche e, per di più, l’iva su di essa – di fatto una ridicola e paradossale tassa sulla tassa;
Noi che eravamo già schiacciati da mille adempimenti e dal rispetto di mille parametri.
Ebbene, non contento di tutto ciò, il Governo ci fa questo ulteriore dono di Natale”.

Così Arcangelo Bove, imprenditore leader nel settore svapo e Presidente dell’associazione Unas.
“L’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, tuttavia – insiste Bove – introduce anche la misura delle fascette anti-contrabbando.
Una soluzione che potenzialmente si potrà rivelare utile per arginare l’illecito, circostanza che non potrà far altro che rallegrare gli imprenditori che operano onestamente, nel pieno rispetto della legalità e versando le dovute somme, fino all’ultimo euro, allo Stato.
Con la cosiddetta fascetta, infatti, si dovrebbe, potenzialmente, azzerare il mercato parallelo del contrabbando che lede allo Stato, agli esercenti onesti, al Fisco, alla salute pubblica.

“SI INASPRISCANO I CONTROLLI”

Chiediamo allo Stato – prosegue Arcangelo Bove – che ci stanga ulteriormente, di adoperarsi per il rispetto delle regole, di inasprire i controlli.
Se così non sarà, complice l’aumento della tassazione, non faremo altro che incentivare il mercato nero.
Chiediamo che si ponga fine a questo atteggiamento di menefreghismo.
Sì oscurino i siti pirata, si dia applicazione alle norme e non le si tenga confinate nella teoria.
Questo nuovo aumento fiscale, che giunge nel pieno di un momento di pandemia, rende colma la misura.
Adesso – la conclusione del vertice Unas – chiediamo tutela nel rispetto delle normative vigenti“

La negazione di principio della riduzione del rischio che è un concetto ampiamente presente in medicina in più ambiti specialistici, ha conseguenze gravi per chi fuma. Alla fine sarà più semplice continuare a fumare tabacco combusto ed a morire.
Mi dissocio totalmente da queste posizioni che partendo da un assiomatico ed integralista  negazionismo producono un danno irreparabile in 12 milioni di persone. Credo che dietro ci siano non tanto questioni di scienza quanto faccende di altra natura che poco hanno a vedere con la tutela della salute.
In questo caso la colpa non è tutta dei politici.

Così il dottore Fabio Beatrice in una "flash", all'indomani del nulla osta della Commissione Bilancio della Camera al plus fiscale sul settore sigarette elettroniche 

L’emendamento che opera un rincaro fiscale sul settore sigarette elettroniche e tabacco riscaldato prende forma nella nottata trascorsa nelle sedi della quinta Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Erano da poco scoccate le ore 2:30 della mattinata allorquando l'emendamento trova l'ok sebbene con il voto positivo della sola maggioranza. Dicono no, invece, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia con i loro rappresentanti che, però, rappresentano l'insufficiente numero di 19 rappresentanti su un complessivo quorum di 47.
Numeri predominanti quelli di Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Leu – forti, rispettivamente, di 15, 7, 2 ed 1 componente – oltre delle tre quote del Gruppo misto (ovvero i deputati Fioramontii Tabacci e Zennaro).
Nessuna nuova, purtroppo.
I liquidi per e-cig transitano, come già più volte dettagliato, dai 5% e 10% di ora – rispettivamente per quelli senza nicotina e con nicotina – al 10 ed al 15; con decorrenza Gennaio 2022, quindi, al 15 ed al 20 e, dal 1 Gennaio 2023, al 20 ed al 25.
Si confermano le gole profonde anche con riguardo al discorso del tabacco riscaldato il cui peso fiscale passa al 30%, rispetto a quello sulle sigarette classiche, nel 2021, con un incremento annuale di 5 punti fino al 2023.

Il nodo risiede nel fatto che le conclusioni della Commissione Bilancio rappresenta, in sostanza, una sorta di sentenza senza appello: il voto alla Camera ed al Senato, infatti, che avrà il via nella giornata di domani, Lunedì, non potrà mutare il contenuto delle decisioni già intraprese dal momento che il voto medesimo sarà accompagnato dalla fiducia.

IL BLITZ DI VENERDÌ
Amaro in bocca, quindi, per gli operatori del settore giacchè sembrava come, anche il 2020, dovesse assistere ad un rischio scongiurato rispetto allo spauracchio legge di Bilancio.
Ogni fine anno ha assistito, puntuale, ad indiscrezioni ed ipotesi su “strette” in tema di vaping, molto spesso al fine di recuperare risorse per finanziare ulteriori branche e servizi.
Nel mese di Novembre erano già venuti, infatti, primi “rumours” in tal senso che, però, erano subito rientrati. Ed ancora nella serata di Giovedì, fonti parlamentari avevano confermato come all’attenzione della Commissione Bilancio non fosse ancora giunto emendamento alcuno e, soprattutto, come la sensazione generale fosse che il Governo potesse mirare, al limite, solo ad un plus sul “riscaldato”.
Il blitz, però, ha preso forma tra la prima mattinata di Venerdì ed il pomeriggio della stessa giornata allorquando, in sede di Consiglio dei Ministri, ha preso forma la stangatina sulle sigarette elettroniche.
E lo stesso numero uno della Lega, a riprova di come l’operazione fosse stata portata in stile Kgb, ha dato la sensazione di essere preso in contropiede dalle mosse governative commentando le medesime solo nella tarda mattinata di Sabato.
Un vero e proprio blitz. Un giorno capiremo quale sia stata la “forza” che è entrata prepotentemente in campo scompaginando gli equilibri

“Parlare di rincari fiscali in questo momento di crisi è cosa poco opportuna. Farlo con riguardo al settore della sigaretta elettronica è addirittura folle”.
Arcangelo Bove, imprenditore padre del marchio “Svapoweb” e Presidente Unas, interviene in merito alla ipotesi di rincari fiscali che andrebbero a toccare il settore delle sigarette elettroniche.
Argomento che, in queste ore, è al vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
Un plus che, con riferimento a liquidi con nicotina e senza nicotina, passerebbe dagli attuali 10 e 5 percentuale a – rispettivamente – 15 e 10 con decorrenza 1 Gennaio 2021; con un incremento annuale di ulterio 5 punti fino al 2023.
“All'improvviso, nella serata di ieri – spiega ancora Bove - si è appreso di come il Governo avesse lavorato ad un emendamento finalizzato ad aggravare la fiscalità di settore.
Usciamo dall'anno più terribile, dal dopoguerra ad oggi, per la nostra economia.
Si parla di far ripartire i consumi, di incentivi, di anno bianco.
E, poi, una parte del Governo punta a prevedere rincari in capo ad un settore già schiacciato da adempimenti e burocrazia.
Rincari che non farebbero altro che porre a serio rischio chiusura attività che hanno una conduzione a regime di famiglia, riconducibili alla piccola e media impresa. Siamo al cospetto di provvedimenti scellerati che getterebbero una miriade di attività nella crisi più profonda costringendole alla chiusura.
Sono azioni scellerate, illogiche.
E le considereremo tali anche se si fosse trattato di altre tipologie di attività.

Si tratta di disegni che indicano come chi proponga tali soluzioni sia lontano anni miglia dalle difficoltà del reale, dalla vita del quotidiano.
Soprattutto, chi ipotizza tali strette fiscali non ha alcuna nozione del settore vaping che, piuttosto, andrebbe incentivato quale strumento di smoking cessation.
Restiamo allibiti al cospetto di un blitz maturato in gran segreto e costruito nell'arco di poche ore.
Soprattutto, rifiutiamo che grandi giochi di potere debbano ricadere su piccole realtà che sono il principale tessuto della nostra realtà economica.
A chi ci rappresenta nelle Istituzioni – chiude Bove - chiediamo di perseguire il bene dei cittadini e delle imprese nostrane. E non di assecondare più o meno occulte strategie”