Un comparto stanco della attuale politica, un futuro incerto ed inesattezza nelle spiegazioni date sul perché le promesse non sono state fino ad ora mantenute.

Era il 2017 quando una direttiva Europea metteva a dura prova il comparto del vaping italiano. Nell'inverno dello stesso anno, un emendamento, una decisione della Corte Costituzionale, l'adattamento ad un Monopolio e l'apertura dell'anno 2018 con nuove leggi e regolamenti mettono in ginocchio un intero settore.

Promesse su promesse, appelli su appelli e successivamente prove su prove hanno reso una vera "barzelletta" la possibilità di vedere, nelle promesse fatte, una mera speranza di riuscita. La prova è cominciata con il Decreto Dignità... fallita miseramente, successivamente il "non pervenuto" è diventato un ritornello.

In un anno l'unica cosa che è stata fatta è stata l'abbassamento della percentuale al 5% del pagamento di un importo derivante dall'imposta sui liquidi di inalazione che le aziende avrebbero dovuto versare. Un importo che dovrebbe essere ricalcolato al 31 Dicembre 2018 ma che non da effettivamente l'effetto sperato. Uno sconto? Un'occasione per ricominciare? Ebbene "cominciare" a sperare non è proprio di questo paese.

Il Decreto fiscale, nell'articolo 8 riguardante l'abbassamento al 5%, entrato a pieno titolo nella Legge di Bilancio comincerà l'iter per essere recepito, ma "addirittura" secondo alcune fonti una parte interna della maggioranza vorrebbe cancellarlo o meglio vorrebbe cancellare la parte che consente alle aziende di concordare un piano di rientro lasciando la somma da poter pagare, al 5%, quella constatata al 30 Settembre 2018 lasciando invece il pagamento per intero quella che va da ottobre e dicembre.

Come per magia nella Legge di Bilancio, nella sua ultima bozza trasmessa in Parlamento, non risulta esserci nessun riferimento alle sigarette elettroniche, ai liquidi per inalazione o all'imposta di consumo ma "udite udite" è presente l'aumento delle accise sul tabacco che per il "principio di equivalenza" porterà anche un aumento, nel settore delle sigarette elettroniche, dell'imposta che grava sui liquidi di ricarica. Approdando alla Camera tra il 29 ed il 30 Novembre 2018 previa discussione nei giorni 21 e 22 di questo stesso mese si vedrà il "via vai" agli emendamenti che potrebbero portare a qualcosa di utile.

Chi innalzerà allora la bandiera della vittoria se di "Vittoria" si può parlare? Chi dirà ancora che il settore si potrà salvare o si salverà? Verranno fatte ancora promesse non mantenute? Essere fiduciosi non basta. Essere corretti non porta a nulla. Lo Stato Italiano ha deciso di non dare una possibilità al settore di uno degli strumenti di riduzione del danno che aiuta ogni anno a far smettere di fumare milioni di persone in tutto il Mondo. L'esempio del Regno Unito non è bastato come non sono bastate le riunioni, le manifestazioni e gli appelli individuali delle Associazioni di settore a cui va il nostro più grato e sincero ringraziamento per quanto fanno e per quanto faranno nei prossimi mesi ed in prossimo futuro.

Uno strumento di riduzione, la sigaretta elettronica, che viene vista come possibile entrata erariale da uno Stato che brancola nel buio più assoluto sulla reale e principale constatazione che "il vaping" può o potrebbe salvare vite umane. La perdita di posti di lavoro, la chiusura delle aziende, la non possibilità di evoluzione sembrano non interessare. Al via pertanto la speranza che entro il 31 Dicembre 2018 qualcosa possa cambiare.



 

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