Dopo l'esposto presentato all'Antitrust ed al Ministero della Salute per via della scritta "Mission Winnow" sulla Ferrari L'Unione nazionale consumatori segnala anche Ducati.

"Mission Winnow" il nome che porta l'innovazione per gli strumenti a rischio ridotto (sigarette elettroniche e/o riscaldatori di tabacco) di Philip Morris, che si ripresenterà sulla Ferrari in F1 al prossimo gran premio del Bahrein una volta eliminato dal gran premio d'Australia, è presente anche in Ducati e l'Unione nazionale dei consumatori presenta l'esposto, dopo quello fatto per Ferrari effettuato all'Antitrust ed al Ministero della Salute, anche per la casa Bolognese.

Dopo aver raggiunto l'obiettivo su Ferrari, UNC, si è concentrata su Ducati avendo lo stesso sponsor commerciale:

“Il fatto che la Ferrari abbia deciso di chiamarsi solo Scuderia Ferrari e non più Scuderia Ferrari Mission Winnow, guarda caso prima della gara in Australia, dove le autorità stanno già indagando per accertare se via sia una possibile elusione del divieto di pubblicità sul tabacco, dimostra che i nostri esposti all’Antitrust e al Ministero della Salute hanno fondamento” - Afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Con Mission Winnow, la multinazionale ha creato una piattaforma per dissociarsi, teoricamente, dalla vendita del tabacco e concentrarsi sulla ricerca tecnologica per lavorare per un futuro migliore, cercando soluzioni per ripulire l'ambiente, migliorare la salute:

"È molto importante sottolineare che il logo e la campagna non sono legati a nessun prodotto del tabacco, ma mette in moto un'iniziativa che guida l'evoluzione della nostra società " - ha affermato Riccardo Parino, Global Vice President of Events di Philip Morris.

Ma per l'Unione Nazionale dei Consumatori è chiaro che Mission Winnow è un clone del logo di Philip Morris ed ora le attenzioni sono rivolte a Ducati.

"Per questo chiediamo che le due autorità da noi contattate si pronuncino prima che la Formula 1 o la Moto Gp arrivino in Italia” - ha dichiarato Massimiliano Dona.

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