AAMS fornisce le informazioni necessarie per il divieto di vendita on-line dei liquidi con o senza nicotina. Ma si deve stare attenti.

Ormai è di dominio pubblico che lo sbaglio c'è stato ma a differenza di quello che si può pensare bisogna stare attenti molto attenti in quanto un vuoto legislativo del genere non si sa cosa possa comportare. il 23 gennaio 2018 AAMS - Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Direzione centrale gestione accise e monopolio tabacchi  pubblica il comunicato per il quale esiste un  "DIVIETO DI VENDITA A DISTANZA DEI LIQUIDI DA INALAZIONE SENZA COMBUSTIONE".

Ma l'inibizione è cosa molto ma molto lieve in contrapposizione al fatto che all'interno della legge di bilancio c'è uno specifico comma che estende ai liquidi da inalazione, con o senza nicotina, i reati di contrabbando e vendita illecita.

Si comunica che il comma 11 dell'articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, di recepimento della direttiva 2014/40/UE, come modificato dall’articolo 19-quinquies del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito nella legge 4 dicembre 2017, n. 172, è stato sostituito dall’art. 1, comma 76 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020). La disposizione, come riformulata, stabilisce che, a decorrere dal primo gennaio 2018, « E' vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato».

Perfetto AAMS definisce che non si possono vendere liquidi con o senza nicotina ma successivamente sempre AAMS scrive:

Il successivo comma 12 del predetto articolo, come modificato dal citato Dl 148/2017, prevede che « l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fermi i poteri dell'autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web ai quali inibire l'accesso, attraverso le predette reti, offerenti prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina ai sensi dell'articolo 62-quater, comma 1-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504».

Quindi allora l'inibizione riguarda solo ed esclusivamente i liquidi con nicotina? Ebbene può essere vero come può essere falso. In effetti ad onor del vero dovrebbe proprio essere così: si possono vendere on-line liquidi senza nicotina, ma  - perchè esiste sempre un ma - AAMS continua:

Per quanto sopra si rammenta che, ai sensi della normativa vigente, i siti web non possono offrire: prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina; e  pubblicità, diretta o indiretta, dei citati prodotti.

(https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/documents/20182/3026195/comunicato+23+gennaio+2018.pdf/eaa9cc3b-09d8-471a-8594-4a2e9bbd9d5b)

Quindi cosa accade se si vendono liquidi senza nicotina? Bhè a questo punto possiamo presupporre (e sono solo supposizioni):

- AAMS ti inibisce il sito web dicendo che vendi qualcosa che non puoi vendere. Successivamente si fa ricorso ( ci vogliono i soldini ) e ti riabilitano il sito (passa un po' di tempo) che successivamente verrà inibito di nuovo e si dovrà rifare il ricorso sempre che il ricorso non abbia forza di legge se viene approvato da un organo legislativo.

- AAMS non ti inibisce il sito web, si venderanno sempre liquidi senza nicotina e successivamente verrà fatto un atto avente forza di legge che attiverà la "sanzione" - amministrativa, penale o civile che sia - che forse potrebbe essere retroattiva (vedi come la tassa) e si dovrà o pagare "il maltolto oppure è stato bello finché è durato"

- AAMS non fa nulla o non può far nulla e a tutti venderanno fin quando la cosa non cambierà i liquidi senza nicotina online.

Chiamare AAMS - sezione monopoli - al numero Verde 800 217213 potrebbe essere un'idea (almeno ci si prova). Vedremo cosa accadrà in futuro ma a scanso di equivoci è meglio stare attenti ed informarsi legalmente sul da farsi senza sperare in qualcosa che per il momento non sussiste che è stato quello che è successo con la tassazione dove tutti presupponevano che non si sarebbe mai pagata -  una tassa così alta -  e che la Corte costituzionale dava ragione al Tar del Lazio. Non pensate che lo Stato sia stupido rimane sempre un'azienda e si tutelerà prima o poi. Ardua sentenza ai posteri.