Pubblicata il 19 gennaio 2018 la smentita di ANIDE sul reato di contrabbando che non è stato ancora definito.

Ci eravamo occupati in passato del possibile reato di contrabbando nel settore del vaping dopo le innumerevoli svolte degli ultimi mesi. In effetti avevamo già accennato che "Il contrabbando è un traffico clandestino di merci tra stati diversi senza il pagamento dei dazi doganali o in spregio alle regole che limitano il commercio di determinati beni".

Anide (A.N.I.D.E. - Associazione Nazionale Italiana Dettaglianti E-Cig. - è un'Associazione che si prefigge di rappresentare i dettaglianti del settore dello Svapo e di tutelarne lo sviluppo e la professionalità, senza scopo di lucro: le quote raccolte saranno utilizzate SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per le necessità della comunità.) con un comunicato pubblicato sulla sua pagina facebook e sul sito istituzionale recita:

Quando scatta il reato di contrabbando non è ancora stato definito nella quantità: quella a cui si sta facendo riferimento in alcuni post e/o dirette è soltanto un'ipotesi del giornalista che l'ha scritta e pubblicata. E vige anche e soprattutto per gli acquisti effettuati da siti web esteri, col pericolo per i siti stessi di essere oscurati da AAMS.
Ci sentivamo di fare questa precisazione a protezione degli utenti privati che non conoscono la normativa nel dettaglio.

Pertanto per il momento l'idea di un reato è in "Stand-by" - passatemi il termine - come anche l'ipotesi della vendita on-line dei prodotti. Sarà proprio così? 

Evidenti sono le lacune allo stato normativo e le molteplici notizie a cui attingere per poter dare maggiore informazioni e maggiori dettagli sulle questione ancora irrisolte.