Simona Vicari torna, con un post, a chiarire un concetto fondamentale del suo emendamento ormai cambiato radicalmente...

E' di ieri il post sulla pagina di " Simona Vicari " che esprime tutto il suo disappunto sulle colpe a lei imputate per aver distrutto un settore come quello della sigaretta elettronica. Nel suo post, sul noto socialnetwork "Facebook", Simona Vicari esprime dei concetti chiave che sembrano essere una persuasiva spiegazione alle dinamiche che hanno portato al blocco non solo della vendita di liquidi con o senza nicotina ma anche ma anche dei siti web on-line di vendita di tali prodotti.

E' giusto riflettere sul caso dicendo anticipatamente che in effetti la Vicari nelle sue parole ha ragione su certi aspetti di cui il primo è proprio la tassazione sui liquidi. Tale tassa non è stata inserita con l'emendamento da lei proposto come tutti possono pensare o come molti dicono ma tale tassa risale ad una sentenza del 2015 la quale, tramite il ricorso al Tar del Lazio, era stata bloccata fino a quanto alla fine del 2017 (come tutti ben sanno) con la sentenza 240 la Corte costituzionale ha bocciato tale ricorso e l'ha resa legittima. La Vicari precedentemente aveva presentato una emendamento alla legge di Bilancio 2018 che cercava di tutelare il settore (così come ha sempre spiegato) e aboliva la vendita riguardante i siti web-online. Pertanto - per un certo verso parlando a livello temporale - in effetti la tassa non è imputabile alla Vicari ma sicuramente è stata la Corte che ha deciso l'inserimento della tassazione per i liquidi. Successivamente la rettifica dell'emendamento Vicari portava una aggravante; mentre la Vicari chiedeva il passaggio sotto il monopolio dei liquidi con nicotina la modifica ha portato al passaggio sotto monopolio anche di quelli senza nicotina e di contro, secondo la sentenza 240, anche l'attivazione della tassazione per gli ultimi prodotti descritti.

Oggi Simona Vicari torna a parlare usando queste parole (evidenziamo i punti salienti del discorso sotto riportato):

Le polemiche sulla vicenda della sigaretta elettronica continuano a riproporre, purtroppo, sempre gli stessi argomenti completamente errati. Segno che chi fa polemica preferisce non fare lo sforzo di approfondire, magari andando a leggere i documenti.

Si è giunti al punto che nel tentativo di dare forza e diffondere la bufala secondo la quale io avrei introdotto le tasse sulla sigaretta elettronica, si fabbrichino e producano intorno al mio nome altre fake news sempre più assurde e incredibili. Ed ecco che Maria Teresa Meli su Io donna, mi attribuisce addirittura il “merito” di aver sostenuto la fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche quando, è documentato e cristallino negli atti parlamentari, io mi sono prodigata per ottenere un provvedimento di tenore opposto. Sarò costretta a querelarla.

L’occasione dello scivolone della giornalista del Corriere intorno alle notizie che mi riguardano, insieme alla grande quantità di messaggi che ricevo ogni giorno su questo tema, rendono opportuno oggi che io ribadisca il mio pensiero e la mia intenzione sul tema della sigaretta elettronica.

Se per la comunità scientifica la sigaretta elettronica è realmente un metodo di supporto per smettere di fumare mi impegnerò in prima persona perchè da subito, nella prossima legislatura, sia proposto ed adottata l’abolizione delle imposte sui liquidi da sigaretta elettronica ed un regime di fiscalità ridotta per i cittadini che vogliano intraprendere un percorso di disassuefazione dal tabagismo presso un centro antifumo.

Bisogna fare in modo insomma, voglio dirlo con chiarezza ed in modo definitivo, che coloro che vogliano rimediare alla dipendenza da tabacco possano acquistare la sigaretta elettronica e liquidi a prezzi vantaggiosi. A tal fine proporrò l'istituzione, nel rispetto delle norme sulla privacy e di concerto con il Ministero della salute, di un elenco nazionale dei soggetti inseriti in percorsi antifumo.

L'aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche e sui liquidi non è frutto dell'emendamento da me presentato in Senato. Il mio emendamento mirava esclusivamente a regolamentare un settore che rischiava di trasformarsi, se già non lo era nei fatti, in una giungla nella quale ognuno poteva fare quello che voleva senza curarsi delle questioni di salute pubblica o della tutela dei minori nell'accesso a tali prodotti.

Anche il divieto della vendita online di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica contenenti nicotina si inseriva in un percorso di tutela verso i consumatori e i minori. E mi preme precisare che solo dei liquidi contenenti nicotina si occupava il mio emendamento mentre la Camera, su emendamento presentato dal Pd, ha addirittura esteso il divieto di vendita online anche ai liquidi senza nicotina equiparando inoltre la legislazione penale ed amministrativa dei liquidi a quella prevista per i tabacchi.

Ogni singolo prodotto messo in vendita deve essere sottoposto a controlli che ne permettano la tracciabilità, senza dimenticare la salute pubblica: si tratta sempre di sostanze che vengono inalate dai consumatori e sulle quali non si può permettere di lasciare che lo Stato non intervenga in maniera preventiva a tutela della salute dei propri cittadini.
Tutto questo può essere fatto senza penalizzare consumatori ed esercenti e senza che la regolamentazione produca l'aumento dell'imposizione fiscale che va certamente tenuta sotto controllo e moderata.

Ultima nota di carattere metodologico. Io sono aperta al confronto con tutti e su tutto. Anche qui, sulla mia pagina Facebook, non mi sottrarrò al dibattito e risponderò con piacere a tutti quelli che mi faranno critiche o osservazioni. Quello che non tollero sono gli insulti, le minacce e le aggressioni e, se dovessero comparire commenti di questo tipo, li eliminerò riservandomi il diritto di agire anche per vie legali. Discutiamo di tutto ma solo se la discussione si mantiene su toni civili e rispettosi delle opinioni di tutti.

E' proprio il caso di dire che Simona Vicari è pronta ad un dialogo e che forse il suo emendamento era rivolto alla tutela del settore. Forse ci si poteva parlare prima o forse non si sarebbero dovute sostenere tesi infondate sull'argomento. Il suo emendamento bloccava un settore ma quello che è successo dopo ad opera del Pd lo ha totalmente distrutto in quanto come sopra riportato ha esteso e/o ampliato una legislazione - forse sbagliata - ad opera di una legge o di leggi che non tutelano il settore ma lo hanno totalmente non solo equiparato a quello del tabacco ma lo hanno sopratutto trasformato radicalmente.