Il tavolo tecnico richiesto dall'assessorato alla Salute della Regione Lazio è concluso. "La sigaretta elettronica non dovrebbe essere pubblicizzata come un prodotto sicuro per la salute e dovrebbe essere sottoposta, in via cautelativa, alle stesse restrizioni della sigaretta tradizionale'”.

La Regione Lazio in applicazione del ‘principio di precauzione’, così come annunciato ad ottobre dello scorso anno, ha esteso il divieto di fumo alle sigarette elettroniche ed ha allertato le Asl, le Aziende Ospedaliere e tutte le strutture accreditate affinche’ tale divieto venga attivato repentinamente. Il tavolo tecnico richiesto a settembre dall'assessorato alla Salute della Regione Lazio è concluso.

“Ho inviato una comunicazione a tutti i direttori delle Asl e delle aziende ospedaliere per ricordare che da ottobre scorso, quando l’Istituto Superiore di Sanita’ emano’ un’allerta di grado 2, abbiamo esteso il divieto di fumo anche alla sigaretta elettronica in tutte le strutture sanitarie, ospedali e aree limitrofe. L’Organizzazione Mondiale della Sanita’- spiega l’assessore alla Sanita’ e l’Integrazione Sociosanitaria, Alessio D’Amato- ha affermato che i prodotti/liquidi di ricarica per le sigarette elettroniche ‘non sono privi di rischi e l’impatto a lungo termine sulla salute e sulla mortalita’ e’ ancora sconosciuto’.”

“Per questo abbiamo avviato un Tavolo interistituzionale tra la Regione Lazio, il Dipartimento di Epidemiologia del SSR e l’Istituto Superiore di Sanita’ per favorire il raccordo e la condivisione delle piu’ aggiornate evidenze scientifiche sui rischi collegati all’uso della sigaretta elettronica e l’impatto sulla salute. Il Tavolo nel documento di revisione ha concluso che ‘la sigaretta elettronica non dovrebbe essere pubblicizzata come un prodotto sicuro per la salute e dovrebbe essere sottoposta, in via cautelativa, alle stesse restrizioni della sigaretta tradizionale'”.

“Dobbiamo elevare il livello di guardia a tutela della salute pubblica - conclude D’Amato - soprattutto per gli adolescenti che in modo sempre piu’ precoce vengono fidelizzati anche attraverso messaggi pubblicitari ingannevoli, peraltro la stessa indicazione e’ stata data dal Comitato nazionale di Bioetica nella mozione contro il tabagismo. Nei primi mesi del 2020 realizzeremo, prima regione in Italia, l’indagine GYTS (Global Youth Tobacco Survey) per raccogliere informazioni sul fumo e l’utilizzo della sigaretta elettronica in un campione rappresentativo di studenti del Lazio”.

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