Milano dichiara guerra alle "bionde". Sarà sempre più difficile fumare liberamente in città, il sindaco Beppe Sala ha annunciato ieri un obiettivo di lungo periodo: "sigarette vietate in tutti i luoghi all'aperto entro il 2030".

L’idea di Giuseppe Sala sembra molto vicina a quella applicata in Svezia, dove è vietato fumare anche in alcuni luoghi all’aperto come fermate dell’autobus, stazioni ferroviarie, parchi gioco e terrazze di bar e ristoranti

Il Piano "Aria e Clima" che il Comune di Milano approverà entro marzo intende essere un maxi regolamento che punta a ridurre l'inquinamento atmosferico non solo per tutelare la salute e l'ambiente ma anche per rispondere all'emergenza climatica.

Il Sindaco avverte che subito dopo l'approvazione del piano firmerà una ordinanza che vieterà il fumo alle fermate dell'autobus ed in coda ai servizi pubblici sulla base del rispetto per coloro che non voglio "subire" il fumo passivo e, soprattutto, per evitare l'incidenza del fumo di sigarette sulla smog. Nel mentre non è ancora chiaro se l’idea di Beppe Sala riguardi anche le sigarette elettroniche.

Il responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo dell'Istituto dei Tumori di Milano, Roberto Boffi, che ha condotto diversi studi sul tema, ha ribadito nei giorni scorsi, mentre impazzavano le polemiche sui blocchi auto imposti da Virginia Raggi a Roma, che i test hanno dimostrato:

"Una sigaretta è capace di inquinare dieci volte più di un diesel in termini di particolato. tre sigarette tenute accese consecutivamente in un box inquinano 15 volte di più che un diesel tenuto acceso nello stesso box. Addirittura, una sigaretta inquina più di un tir".

Sempre a Milano, dal mese scorso l'Università Statale e la Bicocca hanno approvato regolamenti per rendere gli atenei «Smoke free». Il fumo è bandito negli spazi aperti - cortili, porticati, giardini -, vietate anche le sigarette elettroniche, gli studenti devono rassegnarsi a frequentare le aree riservate.

In attesa di cartelli e multe alle fermate dei bus, Sala incassa le polemiche dei leghisti. Il deputato e capogruppo milanese del Carroccio, Alessandro Morelli, definisce la crociata antifumo della giunta Pd:

"Un'arma di distrazione di massa. Ha sbagliato tutte le politiche ecologiche, non basterà spegnere le sigarette in strada per ripulire l'aria di Milano, forse bisognerebbe cambiare sindaco".

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