Dopo neanche 24 ore dall'accettazione dell'emendamento al Senato ecco che La Corte Costituzionale dichiara...

Qui la sentenza completa

Ecco quello che dichiara la Corte costituzionale, a meno di 24 ore dall'approvazione in senato dell'emendamento "Vicari" , pubblicando la sentenza sul ricorso delle aziende del vaping e bocciando le questioni di legittimità che erano state sollevate dal TAR del Lazio contro il decreto legislativo del 2014 che porterebbe sullo stesso pano le sigarette elettroniche con quelle analogiche (tradizionali). Assoggetando alla medesima imposizione - pari al 50% dell'accisa gravante sull'equivalente quantitativo di sigarette - i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all'immissione in commercio come medicinali.

I giudici il cui relatore è il giudice "Giuliano Amato" hanno dichiarato non ammissibili e infondate le questione sollevate dal Tar; nel 2015 già la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima la 'maxi' imposta di consumo che era stata in precedenza stabilita (pari al 58,5 per cento del prezzo di vendita al pubblico, equiparata dunque all'accisa sulle sigarette). 

La Finalità PRIMARIA? E'  data dal recupero di un'entrata erariale (l'accisa sui tabacchi lavorati) erosa dal mercato delle sigarette elettroniche non contrastando il principio di capacita' contributiva di cui all'articolo 53, specificando una capacità dei prodotti immessi "ADEGUATA" per la contribuzione.

La Finalità SECONDARIA? Tutela della salute propria dell'imposta di consumo, che gia' di per se' giustifica l'imposizione sui prodotti nicotinici, legittima anche l'eventuale effetto di disincentivo, in nome del principio di precauzione, nei confronti di prodotti che potrebbero costituire un tramite verso il tabacco".