L'intervento del Prof. Fabio Beatrice al Congresso della Società italiana di Medicina generale delle cure primarie: "Serve un’alleanza tra medico e paziente".

“Se un medico incontra un fumatore deve partire dal consiglio di smettere. Non bisogna avere alibi su questo. Il fumatore si deve proporre di smettere di fumare, che fa malissimo. C’è poi una larga fetta di fumatori che non sono in grado di ricevere questo consiglio. Questi fumatori non vanno lasciati a se stessi”.

Lo ha spiegato Fabio Beatrice, direttore del Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino, intervenuto al congresso nazionale della Simg in corso a Firenze.

“Vanno accompagnati nel cambiamento -ha continuato Beatrice- o ripetendo la proposta nei nostri successivi incontri oppure fornendo chiarimenti sul fumo digitale sul paragone e le differenze tra fumo normale e fumo elettronico. Il fumo elettronico può essere un momento di interesse del fumatore per migliorare la propria salute. Può essere una finestra nella quale si inserisce lo specialista. Il medico su questo deve fare una curva di apprendimento importante. Bisogna conoscere i device elettronici, i loro limiti, i loro vantaggi e bisogna poter creare nell’ambito del processo di cura una vera alleanza col paziente fumatore nella speranza di poterlo portare all’obiettivo finale che è la cessazione”. Per questo, Beatrice parla di una “alleanza tra medico fumatore”, che “non solo è necessaria ma è obbligatoria perché il paziente necessita di aiuto e il medico non ha un obbligo di guarigione, ma di cura, ha un obbligo morale soprattutto. Curare la persona vuol dire assecondarla e aiutarla nella ricevibilità delle terapie”. [Askanews.it]

 

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