Lo studio sui biomarcatori di qualche giorno fa viene commentato dal team di ricerca del Centro di Eccellenza internazionale per la Riduzione dei danni da fumo di Catania.

 

Lo studio ("Changes in Biomarkers of Exposure Associated with Switching for 5 Days from Combusted Cigarettes to Nicotine Salt Pod System") presentato all’assemblea 2019 della Society for Research on Nicotine & Tobacco che riaffermava il potenziale delle sigarette elettroniche come alternativa valida alle sigarette convenzionali viene commentato dai ricercatori del Centro di Eccellenza internazionale per la Riduzione dei danni da fumo di Catania su sito web LIAF (Lega italiana anti fumo).

Per il prof. Massimo Caruso (in foto) dell’Università degli Studi di Catania e ricercatore LIAF:

“Lo studio è ben impostato e affronta anche la possibile differenza indotta da aromi differenti nei liquidi utilizzati dagli switchers. È fantastico vedere come l’abbassamento dei biomarcatori di danno fumo-correlati misurati su urine negli switchers sia rapida e del tutto analoga ai quitters in soli 5 giorni. Uno dei limiti, evidenziato dagli stessi autori, è quello di non aver studiato l’eventuale passaggio incompleto dalle sigarette convenzionali alle elettroniche (i cosiddetti dual-user), e questo potrebbe aver inquinato parzialmente il dato (a svantaggio dei benefici del passaggio da sigaretta classica ad e-cig)” 

Per il prof. Riccardo Polosa direttore del CoEHAR:

“Questo tipo di studi, in real-life, ha un valore che non può essere sicuramente eguagliato da studi eseguiti su cavie. E’ un interessante passo in avanti che deve essere seguito da tanti altri verso una sempre più alta qualità della ricerca fondata su standard scientifici internazionali” 

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