In una intervista, di qualche giorno fa, Eugenio Sidoli, presidente di Philip Morris Italia, risponde alle domande sul ridotto grado di tossicità delle sigarette elettroniche e di iQOS.

Eugenio Sidoli, presidente di Philip Morris Italia, risponde alle domande sulla minore tossicità delle sigarette elettroniche e dei riscaldatori di tabacco (in particolare su iQOS) a fronte dello studio della European Lung Foundation che ha affermato che i riscaldatori di tabacco sono tossici per i polmoni.

Nella video intervista effettuata da Fanpage.it anche se si rivolge espressamente ai riscaldatori di tabacco ricollega anche le sigarette elettroniche come strumento a rischio ridotto e conferma la differenza tra i due dispositivi affermando che secondo gli ultimi studi, degli ultimi 3 o 4 anni, gli strumenti a rischio ridotto sono diventati cardine fondamentale della cessazione.

"la ridotta tossicità del prodotto è presente sia nei riscaldatori di tabacco che nelle sigarette elettroniche" - commenta Sidoli -"Gli studi a favore delle sigarette elettroniche e dei riscaldatori hanno portato il Regno Unito, ed il Ministero della salute Inglese, sta attuando campagne di prevenzione affinché chi fuma smetta e passi alle sigarette elettroniche".

Il primo obiettivo - secondo Sidoli - che PMI si prefigge di raggiungere è quello di ridurre il danno causato dalle sigarette ed in quanto si conosce la difficoltà nel cessare di fumare le sigarette convenzionali.

"Noi non realizziamo un prodotto che serve per curare una malattia ma un prodotto che è destinato a ridurre il danno" - commenta il presidente di PMI

L'obiettivo è togliere dall'esperienza di fumare tabacco quella tossicità che porta a più di un milione di morti all'anno per colpa della combustione che nelle sigarette elettroniche o nei riscaldatori di tabacco, essendo assente, porta i dispositivi ad avere quella stessa tossicità ridotta del 90-95% in quanto scompaiono buona parte dei composti "tossici".

"I composti tossici, che rimangono, presenti anche i iQOS e nelle sigarette elettroniche sono in quantità così piccole che non pensiamo che sia particolarmente significativi" - conclude Sidoli.

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