Non si fermano quest'anno le attività del CoEHAR che vedono il prof. Riccardo Polosa volare in Cina insieme al sessuologo Emmanuele A. Jannini per parlare di riduzione del danno, infertilità ed impotenza.

Le attività del Centro di Eccellenza per l'accelerazione della Riduzione del Rischio legato al fumo non si fermano e dopo l'evento di presentazione dei 9 progetti a Catania, la scorsa settimana, il Prof. Riccardo Polosa insieme al sessuologo Emmanuele A. Jannini, ordinario di Endocrinologia, Malattie Metaboliche e Andrologia dell’Università Tor Vergata di Roma, sono letteralmente volati in Cina per confrontarsi con un gruppo di andrologi e sessuologi cinesi per valutare la possibilità di avviare programmi di riduzione del danno da fumo per migliorare la vita sessuale tra pazienti con disfunzioni sessuali e con problemi di fertilità.

Tutto questo nasce, secondo Valeria Nicolosi di Liaf, in quanto la Cina è il paese con il maggior numero di fumatori al mondo; se ne stimano oltre 300 milioni pertanto un fumatore su tre nel pianeta è cinese. Prevalentemente formati da giovani i fumatori si categorizzano tra i 20 ed i 34 anni e fumare riduce la fertilità e la potenza sessuale significativamente.

Infertilità e impotenza sono problemi molto sentiti in Cina e questo spiega la ampia diffusione di cliniche universitarie e private che trattano queste disfunzioni. Polosa e Jannini hanno illustrato la proposta di progetto ai ricercatori; al prof. Gao Yong del Centro di Medicina Riproduttiva ed al prof. Yadong Zhang del Dipartimento di Urologia, entrambi afferenti al primo ospedale affiliato dell’Università Sun Yat-Sen di Guangzhou. 

La proposta CoEHAR – stilata anche insieme alla collaborazione del gruppo di ricerca andrologico diretto dal prof. Aldo Calogero dell’Università di Catania, a quanto si legge dall'articolo di Valeria Nicolosi – è quella di poter documentare possibili miglioramenti nella qualità della vita sessuale dei fumatori maschi che passano a prodotti senza combustione rispetto a quelli che continuano a fumare sigarette convenzionali.

“Sono molto soddisfatto di questa collaborazione con i colleghi dell’Università Sun Yat-Sen di Guangzhou e con il gruppo di ricerca del Prof. Jannini – ha detto Polosa – abbiamo gettato le basi per avviare un dialogo fattivo per sviluppare ricerche originali e innovative i cui risultati sono certo confermeranno la bontà del paradigma della riduzione del rischio anche nell’ambito della sfera sessuale. Questi temi non solo sono di grande attualità, ma rappresentano valori centrali per il singolo e per la coppia“. 

“Incontrare la comunità andrologica della Sun Yat-sen University di Guangzhou è stato un grande traguardo per il CoEHAR. Stiamo lavorando ad nuova strategia per far fronte all’attuale epidemia di malattie croniche non trasmissibili legate al fumo in Cina, dove vive 1/3 dei fumatori di sigarette convenzionali del mondo – ha aggiunto Jannini -. La valutazione delle capacità sessuali e riproduttive sono un perfetto indicatore per valutare i risultati del passaggio dalla sigaretta convenzionale a quella elettronica. Un cambiamento che potrebbe ridurre drasticamente l’impatto del tabacco bruciato sulla sessualità e sulla fertilità, in perfetta sintonia con la teoria della riduzione del danno“.

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