Vezzani (AIDM): "E' giusto fornire un’alternativa, sia essa la sigaretta elettronica o i prodotti a tabacco riscaldato, che riduce le sostanze tossiche inalate rispetto al fumo di sigaretta”.

Il tema della sigaretta elettronica e dei riscaldatori di tabacco è stato al centro del dibattito del XXXIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana donne medico (AIDM).

La differenza, quella tra uomo e donna, non solo nei modi di ammalarsi diversi per uguali patologie, ma anche reazioni diverse davanti ai rischi per la salute conseguenti a stili di vita non salutari. In primis alcol, cattiva alimentazione e, in particolare, il fumo di sigaretta. Proprio il tema del fumo è stato al centro del simposio “Fumo di sigaretta e patologia reumatologica di genere: correlazioni e possibili alternative”; sessione promossa da Philip Morris Italia con PMI Science, è stata condotta da Antonella Vezzani, Presidente AIDM e da Maria Sole Chimenti, Ricercatrice presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Presidente ReDO, Associazione delle Donne Reumatologhe.

“Troppo spesso la differenza biologica tra uomo e donna è stata ignorata in medicina, così come la diversa incidenza di alcune patologie rispetto ad altre – spiega Antonella Vezzani -  e senza dubbio il fumo delle sigarette è emblematico in questo senso, infatti diversi studi hanno già dimostrato una risposta differente delle donne rispetto agli uomini e negli ultimi 15 anni le diagnosi di tumore al polmone nelle donne sono aumentate del 45%. Nelle donne la potenza del fattore di rischio causata dal fumo è sicuramente più elevata”.

“Nel caso specifico dell’artrite reumatoide, tipica malattia di genere, i dati indicano come l’abitudine al fumo aumenti il rischio di sviluppare tale patologia – dice Maria Sole Chimenti – e si evidenzia, inoltre, come le modifiche negli stili di vita, come lo smettere di fumare, possano ritardare o addirittura prevenire l’insorgenza della patologia stessa. Le regioni del Sud Italia sono sicuramente più colpite. Obiettivo dell’incontro quindi chiarire le correlazioni tra malattie di genere e fumo ma anche fare una riflessione sulle tecnologie alternative al fumo, come i prodotti a tabacco riscaldato e la sigaretta elettronica e il loro potenziale nella lotta contro il tabagismo”.

“Fumare fa male e il nostro compito come medici è aiutare le donne fumatrici a smettere l’abitudine al fumo. L’esperienza però ci insegna – conclude Vezzani - che molte volte le nostre pazienti non vogliono o non riescono a smettere di fumare, anche per motivazioni prettamente psicologiche. A queste pazienti è giusto fornire un’alternativa, sia essa la sigaretta elettronica o i prodotti a tabacco riscaldato, che grazie all’assenza di combustione sono in grado di ridurre le sostanze tossiche inalate rispetto al fumo di sigaretta”.

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