"Replica" ripeterà 10 studi scientifici internazionali per analizzare i livelli di tossicità del fumo di sigaretta convenzionale e paragonarli a quelli derivanti dall’utilizzo di sigaretta elettronica e prodotti senza combustione. 

Il CoEHAR, il Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania, diretto dal prof. Riccardo Polosa, ospiterà dal 25 al 28 Novembre i partner internazionali del progetto Replication Studies accogliendo delegati delle Università di Grecia, Serbia, Russia, Oman, Indonesia e Stati Uniti.

A coordinare le attività di questo nuovo progetto che coinvolge più di 20 ricercatori dell’ateneo e 30 esperti internazionali, ci sarà Giovanni Li Volti, professore ordinario di biochimica presso la Scuola di Medicina dell’ateneo catanese e delegato del Rettore alla ricerca nel settore biomedico. 

 “Replica – ha spiegato Li Volti – ripeterà 10 studi scientifici internazionali per analizzare i livelli di tossicità del fumo di sigaretta convenzionale e paragonarli a quelli derivanti dall’utilizzo di sigaretta elettronica e prodotti senza combustione. Nella prima fase dello studio – ha aggiunto – valuteremo gli effetti del vaping sulle cellule polmonari per poi passare a quelli sul sistema cardiovascolare. I nostri dati si baseranno sulla valutazione degli effetti in condizioni di utilizzo che siano il più possibile simili a quelli reali”. 

Ricordiamo che “Replication Studies” (che presto cambierà veste con un nuovo nome ed un nuovo logo) ripeterà 10 studi scientifici internazionali per analizzare i livelli di tossicità del fumo di sigaretta convenzionale e paragonarli a quelli derivanti dall’utilizzo di sigaretta elettronica e prodotti senza combustione. Per la prima volta la ripetizione avverrà analizzando solo cellule umane.

Replica” ha l’ambizioso obiettivo di replicare gli studi più noti condotti dalle industrie del tabacco su efficacia e sicurezza dei prodotti a rischio ridotto per valutarne in maniera indipendente la validità scientifica, consentendo al mondo della ricerca di confrontarsi con i dati certi ottenuti da una rete internazionale di sette laboratori universitari che lavoreranno indipendentemente l’uno dall’altro. 

I partner stranieri lavoreranno insieme ai ricercatori del CoEHAR all’interno dei laboratori dell’ateneo catanese che proprio in questi mesi sono stati equipaggiati con macchinari altamente innovativi, grazie ad un finanziamento alla ricerca pari a più di 500 mila euro. 

“Tra gli strumenti forniti all’ateneo – ha aggiunto il co-project leader, dott. Massimo Caruso – c’è anche un nuovo macchinario in grado di osservare in tempo reale il comportamento delle cellule esposte a diversi prodotti tossici nell’arco di diverse ore, fino anche a diversi giorni”. 

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