Addio alle sigarette? I vantaggi per la salute da subito  

La scienza concorda in modo praticamente unanime. In tempi di Cononavirus, dire addio alle sigarette diventa un "must" per tutelare la propria salute. 

Si susseguono, infatti, interventi accreditati che convolano verso una conclusione che è, praticamente, unica. La condizione di fumatore, cioè, predispone a forme più gravi in caso di contagio da Covid.

I motivi sono banali ma val la pena ribadirli. Il fumatore, infatti, presenta una condizione dell'apparato respiratorio sicuramente più compromessa rispetto a quella di chi con le "bionde" non ha ha mai avuto a che fare. Senza prendere in considerazione "estremi" quali quelli cancerosi, il fumo può frequentemente determinare bronchiolite, una accentuazione di forme asmatiche sottostanti ma anche broncopneumatia cronica ostruttiva.

Manifestazioni che, nella loro probabilità ed intensità, sono destinati a "lievitare" in rapporto proporzionale al maggior periodo ed alla maggior quantità di fumo. E' chiaro, quindi, come beccarsi un Covid, con alla base questa condizione patologiche non può che metterti già in partenza in una situazione propensa a maggiori complicanze.

Studi provenienti dalla Cina dove si è già avuto modo di "studiare" numeri di rilievo statistico hanno appurato come i fumatori abbiano una probabilità almeno tre volte più alta di sviluppare una forma di polmonite grave rispetto a chi fumatore non è. Smettere subito, quindi, ovviamente se ci si riesce, senza remora alcuna. 

E, soprattutto, senza credere che il danno sia irrimediabile. Che la testa sia già fasciata. Ogni giorno senza fumo è un giorno di miglioramento per la propria salute. I vantaggi, infatti, dopo aver schiacciato l'ultima cicca, si manifestano in brevissimo termine. 

Tempo otto ore, ad esempio, e i livelli di monossido nel sangue tornano  a livelli standard; dopo 48 non ci sarà più traccia di nicotina nel circolo ematico e sensi prima appannati, quali gusto ed olfatto, tornano ad avere un migliore acume. Basta appena una settimana, proseguendo, per guadagnare in termini di capacità polmonare ed un termine massimo di sei-sette mesi per godere, a livello respiratorio, di prestazioni capaci di tollerare lo sforzo.

Dopo un anno, ancora, il rischio di malattie cardiache si dimezza mentre bisogna aspettare cinque anni per vedere dimezzato il rischio di sviluppare varie forme cancerose, quella polmonare su tutte.

E se proprio si vuole volare ancora più oltre nel tempo, si pensi che dopo dieci anni si si avrebbero le stesse probabilità di chi non ha mai fumato di beccarsi un cancro ai polmoni. 

Per la serie non è mai troppo tardi per smettere. Soprattutto adesso

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