L'Amministrazione comunale guidata dalla Appendino

Anche Torino inizia a porre limitazioni al fumo all'aperto. La Giunta Appendino, infatti, ha approvato, con proprio atto deliberale, una modifica al già esistente regolamento disciplinante la fruizione del “Verde pubblico e privato”.
Un regolamento che, in parole povere, regola anche le modalità di comportamento di quanti si trovano ad accedere a parchi e giardini pubblici.
Ebbene, in virtù della modifica votata dall'Esecutivo torinese – e che ora dovrà essere ratificata dal Consiglio comunale per la piena efficacia – sarà fatto divieto alle persone di fumare in tutti quegli spazi all'aperto dedicati allo svago dei più piccini ed all'attività sportivo ricreativa.
Addio sigarette, quindi, all'interno di giardini, parchi ed altre aree verdi.

La "ratio" è quella di proteggere le fasce deboli della popolazione, bambini su tutto, dalle insidie del fumo passivo essendo non raro come quanti accompagnino i loro bimbi in parco giochi o aree similari si concedano la loro amata sigaretta "infestando", di conseguenza, l'ambiente circostante. 
La delibera, ancora, mira a limitare - e qui entra in gioco anche una questione di tipo ecologico - lo spargimento di cicche di sigarette al suolo. 
"Vogliamo che le nostre bambine e i nostri bambini - così il Primo Cittadino piemontese - possano giocare, divertirsi e crescere in spazi salubri. Protetti da rischi reali legati al fumo passivo ma anche da rischi culturali che possano incentivare in futuro abitudini scorrete, come quella del fumo di sigaretta".

Si continua, quindi, ad andare oltre la legge Sirchia, la famosa legge anti-fumo che, nel 2003, aveva introdotto il divieto di fare uso delle "bionde" nei locali aperti al pubblico chiusi. Da qualche tempo, rispetto a questo impianto di base, si sta aggiungendo, per iniziativa degli Enti locali, la spinta ad estendere questi divieti a spiagge e luoghi sensibili come, vedi il caso torinese, zone di aggregazione e di frequentazione per i bambini.
In assoluto, qualche settimana addietro, fu Sassari la prima in assoluto, in Italia, a coniare tali provvedimenti seguita da una miriade di realtà più piccole. 
Ora Torino a fare da apripista nel Settentrione. Ed una nuova tendenza che, a breve, interpretando la sempre più diffusa "sensibilità", in tal senso, che sta maturando presso le Amministrazioni comunali, non è escluso possa giungere anche in Parlamento