La sanzione è più pesante per il controllore che non per il controllato.
Succede in provincia di Latina e, nello specifico, presso il Comune di Monte San Biagio, 6.206 anime note per la notevole tradizione culinaria.
E, da ora, anche per la tosta vinia anti-fumo parata (giustamente, diciamo) dal Primo Cittadino Federico Carnevale.
La fascia tricolore, come precisa la testata locale latinaoggi, ha promosso, infatti, la ratifica di un apposito Regolamento anti-fumo – non è chiarito se la approvazione si sia registrata già in sede di Consiglio comunale o se solo in quella di Esecutivo.
Tali norme locali, in particolare, dispongono come nelle aree interne della Casa comunale – ovvero in uffici, corridoi, sede della Polizia municipale – non si potrà in alcun modo fare uso di sigarette.
Ebbene, dove vivrebbe la novità?
In effetti non ve ne è alcuna, nella grossa sostanza, giacché, come abbondantemente risaputo, la legge Sirchia, da oltre quindici anni, ormai, ha acceso il disco rosso per i fumatori in ambienti pubblici al chiuso.
Se, però, la impossibilità a fumare non rappresenta affatto una “news”, lo è una sfumatura insita nel Regolamento stesso.
Ebbene si, dal momento che quest'ultimo prevede la consueta sanzione amministrativa in capo al trasgressore che venga sorpreso con tanto di sigaretta (accesa) alla mano ma – udite udite – in misura ancora più tosta, la sanzione per chi, investito del ruolo di vigilare sulla osservanza di tale divieto, non assolve con pienezza al proprio compito di supervisore.

MULTE PESANTISSIME PER IL CONTROLLORE…CHE NON CONTROLLA

E questo si deduce dai contenuti del regolamento.
Se, infatti, il fumatore-trasgressore del divieto , qualora colto in flagranza di fumo, dovrà cacciare una somma tra 55 e 275 euro – con la cifra che potrà salire fino a 550 nel momento in cui la violazione fosse poste in essere in presenza di donne in chiaro stato di gravidanza o di bambini fino a 12 anni – ben più significativa sarebbe la sanzione per colui il quale, incaricato al controllo, non eserciti di fatto la sua funzione. Per lui la multa potrà arrivare fino a 2.000 euro.
La logica del regolamento voluto dal sindaco laziale è certamente condivisibile: ogni norma, ogni regola, infatti, hanno senso unicamente se vengono fatte rispettare, se sono accompagnate da controllo e, eventualmente, da sanzione.
Per questo, nel caso specifico, affinché non si voglia che le legge antifumo resti mera teoria, bisogna rivolgere l’attenzione sul destinatario finale della norma.
Ma, ancor di più, su coloro i quali dell’ossequio di quella prescrizione devono esserne i garanti.