Il prof. Riccardo Polosa interviene su DNA e Iqos spiegando che non si è detto qualcosa sugli argomenti presi in considerazione.

Pubblicato su Liaf  [Liaf "Due giorni di titoli e dissapori tra Scienza e Media" - https://www.liaf-onlus.org/due-giorni-titoli-dissapori-scienza-media/ - 1 febbraio 2018] l'intervento del  prof. Riccardo Polosa  sulle notizie che in questi giorni si sono succedute già redatte nei seguenti articoli precedenti di skyvape :"Alterazioni delle E-cig al DNA. Nuovo Studio" e"L'iQOS non è sicura lo afferma FDA".

“Ci si batte tra il bene ed il male senza pensare che in mezzo potrebbe esserci la soluzione più ragionevole”  - afferma Polosa.

Polosa afferma che tra tutto quello che si è detto e commentato si è eluso qualcosa:

“In realtà – spiega lo scienziato catanese – ciò che in molti non hanno precisato è, innanzitutto, che il metodo descritto dagli autori dello studio newyorkese (guidato da Moon-shong Tangnon) non mima le normali condizioni d’uso dei prodotti da svapo. Come accaduto per centinaia di altri studi, anche in questo le condizioni riprodotte sono esasperate e favoriscono la produzione di sostanze tossiche alla stessa stregua di un tostapane che viene settato per bruciare il pancarrè. I nostri studi, invece, effettuati su pazienti affetti da malattie polmonari non solo dimostrano una assenza di danno ma evidenziano gli stessi miglioramenti che possono ottenersi smettendo di fumare”.

Per quanto riguarda la commercializzazione oltreoceano dei dispositivi Iqos, invece, va precisato che lo scorso 24 e 25 gennaio gli esperti scientifici di Philip Morris hanno presentato alcuni studi al Comitato Scientifico Consultivo per i Prodotti del Tabacco (TPSAC) della Food and Drug Adminisration degli Stati Uniti per chiedere al governo americano di commercializzare IQOS negli USA con l’etichetta di “Prodotto del Tabacco a Rischio Modificato.

Il TPSAC ha riconosciuto nella documentazione sottomessa l’effettiva riduzione della formazione di sostanze dannose o potenzialmente dannose nell’aerosol generato dalle cosiddette IQOS ma non ha espresso voto favorevole su alcuni termini specifici da utilizzare nell’ambito della comunicazione ai consumatori relativamente al rischio e al danno.

Ciò detto, come ha spiegato anche Ezio Campagna, presidente LIAF: “La notizia da considerare è di certo il successo per l’aver dimostrato che anche questi sistemi espongono l’utilizzatore a livelli di sostanze potenzialmente meno dannose rispetto alle bionde. Il senso della battaglia contro il fumo è aiutare i fumatori ad uscire dal tabagismo riducendo i danni e supportandoli nell’utilizzo dei metodi alternativi”. [tratto da Liaf - https://www.liaf-onlus.org/due-giorni-titoli-dissapori-scienza-media/ - 1 febbrario 2018]